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A quel paese la Kyenge

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E’ severamente vietato criticare la Ministra dell’integrazione, Cecile Kyenge, e la sua proposta sullo Ius Soli. Chi lo fa rimane scottato e viene sottoposto immediatamente ad assurde accuse di razzismo. E non conta se sei uno stimato politologo come il professor Giovanni Sartori.

Ieri sul Corriere della Sera il professor Giovanni Sartori ha pubblicato un articolo nel quale era fortemente critico con la Ministra Kyenge e con la sua proposta di Ius Soli. Sartori afferma con forza che l’Italia non è una nazione meticcia e che la Kyenge di Ius Soli non ci capisce una mazza. Apriti cielo. Prima il Corriere relega l’articolo a pagina 28 poi dalla rete si solleva l’indignazione buonista e ipocrita con relative accuse di razzismo all’incolpevole Prof. Sartori, reo di aver detto la verità con la massima chiarezza e ben lontano da qualsiasi forma di razzismo.

Ma toccare la Kyenge non si può. E’ una forma di razzismo al contrario in cui a essere discriminati sono gli italiani che si ritrovano a dover tacitamente accettare le decisioni di una singola persona o di una lobby politica che con gli immigrati ci campa, a partire dalla CGIL che farebbe meglio a seguire un po’ di più gli operai italiani invece di darsi tanto da fare per quelli stranieri.

E non ti puoi nemmeno permettere il lusso di dire che per te lo Ius Soli potrebbe pure andare bene, ma non come lo vuole la Kyenge, ma che almeno i genitori (tutti e due per evitare matrimoni combinati o imposti) devono essere residenti regolarmente in Italia da cinque anni, devono parlare l’italiano perfettamente, accettare e rispettare le leggi italiane. Insomma devono essere almeno minimamente integrati e guadagnarsela la cittadinanza. Sei un razzista anche in quel caso.

E allora sapete che vi dico? A quel paese la Kyenge e tutti quelli che la supportano. Non mi va di essere discriminato nel mio Paese da una persona che è arrivata in Italia da clandestina e che al nostro Paese deve tutto. Non mi va che le sia stato dato un incarico solo per il colore della pelle (perché questo è successo) e non per le sue competenze. E poi si criticava Berlusconi per la Minetti. Almeno lei gli dava qualcosa in cambio. Non mi va che un invalido totale in Italia prenda meno di 300 euro al mese quando un clandestino ne prende tre volte tanto. Prima risolviamo questi problemi poi pensiamo a quelli dei clandestini. E se perché dico questo qualche buonista ipocrita vorrà etichettarmi come razzista me ne farò una ragione.

7 Comments

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  • In Italia tutto e’ possibile! Chiediamo ad un immigrato(con tutto il rispetto)arrivato qualche anno fa, se puo’ suggerirci per cortesia delle Politiche da adottare in tema di immigrazione e che determineranno il futuro dei nostri Figli, Nipoti e Pronipoti per tutti i secoli che verranno! Saremmo capaci di chiedere ai Musulmani se il suono delle nostre campane rompe i coglioni o se il nostro Crocefisso disturba la loro sensibilita’ . Penso che arriveremo anche a chiedere ad un amico Marocchino se puo’ portare a cena nostra moglie poiché noi siamo impegnati giorno e notte a distribuire pacchi dono agli Zingarelli…Forse questo e’ gia’ stato fatto…Me lo auguro con tutto il cuore!!! Grazie Gesu’! – Saluti

  • Caro Franco, sei un razzista e pure omofobo, così come la Ministra lo è nei nostri confronti ! Speriamo che la Kienghe la smetta di andare in giro per l’Italia a dare, simbolicamente, la cittadinanza italiana ai ragazzini, non può farlo come Ministro perché va contro le leggi della Repubblica italiana. Dovrebbe essere redarguita per questo dal Presidente della Repubblica. Ma tant’e’!

  • Ma la Kyenge deve piantarla con questa storia dello Ius Soli, che se questa è l’Integrazione, allora del suo stesso Ministero non ha capito nulla. C’è gente che non solo non impara l’italiano, dopo vent’anni che è in Italia, ma non fa neppure il minimo sforzo per integrarsi (sta solo con la “propria” gente, si nascondono dietro razzismo e pregiudizi per convenienza…) e però vogliono la cittadinanza non si sa bene per cosa (o anzi sì). E nascere da famiglie del genere non fa cadere la mela molto lontano dall’albero. La cittadinanza non è solo un diritto. E’ un dovere in primis, e non dovrebbe appartenere a chi non la contempli nell’accezione più profonda, che include anche assimilarsi nella cultura. Non è una condizione che si può distribuire a destra e manca. Ha un significato. Gente ha lottato perchè ne abbia. E tutto questo detto da una ragazza italiana, nata in Italia da genitori italiani, che però non sono nati qui, ma che ci vivono da una trentina di anni. Certo, non erano cittadini quando sono nata, per cui c’è stato un periodo della mia vita che non ero italiana… ma mi sembra di essere viva lo stesso. Non capisco tutta questa frenesia nel concedere la cittadinanza a tutti (e, aggiungo anche un purtroppo, c’è gente che veramente fa di tutto per non integrarsi). Non ha senso, è un delirio.

  • sono completamente d’accordo con ,che mi dici del video dove vengono sgozzati 3 uomini da quelle bestie islamiche? non si possono rieducare, vanno eliminati ciao