Una coalizione di 19 organizzazioni umanitarie ha lanciato ieri un appello alla comunità internazionale affinché si faccia qualcosa per fermare i massacri perpetrati dal Lord’s Resistence Army (LRA), il gruppo ribelle ugandese guidato da Joseph Kony, in Africa Centrale (RD Congo, Repubblica Centrafricana, Sud Sudan e Uganda).

Joseph Kony (ricercato dalla Corte Penale Internazionale) e il suo gruppo sono giudicati all’unanimità il gruppo ribelle più sanguinario della storia moderna africana. In oltre 20 anni di guerra in Uganda, hanno provocato decine di migliaia di morti, milioni di sfollati e hanno rapito migliaia di bambini e bambine. Dal 2006 non i registrano attacchi in Uganda. L’esercito ugandese è infatti riuscito a spingerli fuori dal paese costringendo Kony e i suoi bambini soldato a rifugiarsi nella foresta del Garamba Park, nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo. Da quella posizione però negli scorsi anni i ribelli ugandesi hanno portato attacchi in Sud Sudan, in Repubblica Centrafricana e nello stesso Congo, provocando ancora migliaia di morti.

Il periodo che i ribelli del LRA sembrano prediligere è proprio quello di Natale. Due anni fa, nel 2008, nel solo mese di dicembre hanno provocato oltre 2.000 morti e rapito più di 2.600 bambini tra il Congo, la Repubblica Centrafricana e il Sud Sudan. Lo scorso anno in una serie di attacchi portati contro alcuni villaggi congolesi nel periodo di tempo tra il 14 e il 17 dicembre hanno massacrato a colpi di macete oltre 300 persone. Ecco quindi il perché dell’appello della Coalizione di Ong le quali hanno anche prodotto un rapporto dal titolo significativo: “Ghosts of Christmas Past”.

Quest’anno poi oltre al Natale ci sarà un altro motivo per cui i ribelli ugandesi potrebbero decidere di agire, quello del referendum in Sud Sudan che si terrà il prossimo 9 gennaio 2011. Da sempre infatti c’è il fondato sospetto che a finanziare e armare il ribelli del LRA ci sia il Governo di Khartoum. Già in passato, durante il conflitto tra Nord e Sud Sudan, il gruppo di Kony  combatté a fianco dell’esercito sudanese. Il legame con Khartoum quindi è consolidato e di vecchia data. Allora è plausibile che il Governo sudanese, contrario alla secessione del Sud Sudan, cerchi di destabilizzare l’area anche con l’aiuto del LRA.

La coalizione di Ong ha anche ribadito che è necessario un piano coordinato per fermare Joseph Kony che preveda non solo di fermare e disarmare i ribelli ma anche un graduale rientro dei bambini soldato nella loro comunità. Lo scorso giugno il Presidente americano, Barack Obama, ha presentato un piano autorizzato dal Congresso che prevede, oltre al disarmo del gruppo e alla cattura di Joseph Kony, anche un ingente stanziamento proprio per il reintegro dei bambini soldato nella società. Ora però occorre passare dalle parole a fatti. Da oltre 20 anni il LRA semina morte i tutta l’Africa centrale. E’ arrivato il momento di fermarlo con qualsiasi mezzo.

Secondo Protocollo

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