Non è indulgente il rapporto annuale redatto dalla Global Humanitarian Assistance (GHA). Nell’ultimo anno gli aiuti finanziari dedicati alle popolazioni bisognose d’aiuto sono calati del 40% e il brutto è che quelli che vengono erogati vanno dove non dovrebbero andare.

Nello scorso anno sono state 12 milioni le persone in gravissima difficoltà e quindi bisognose di aiuti umanitari urgenti. La percentuale più alta si trova nel Corno d’Africa, poi nell’Africa Sub-Sahariana, ad Haiti dove dopo il terremoto sono spariti nel nulla centinaia di milioni di dollari senza che la situazione umanitaria migliorasse ed infine nel Sahel, dove la crisi sta assumendo proporzioni bibliche. Eppure, a parte Haiti dove però il denaro non viene usato per quello che serve, la maggioranza degli aiuti umanitari (i 2/3) finiscono in Pakistan e in Palestina.

E’ davvero curiosa questa cosa perché non ci risulta che in Pakistan e tantomeno in Palestina ci sia una crisi umanitaria tale da giustificare questo enorme afflusso di denaro che, in soldoni, è superiore agli sette miliardi di dollari solo per Pakistan e Palestina. Se si considera che l’ammontare totale degli aiuti destinati alle popolazioni in crisi o in grave situazione umanitaria ammontano a 17,1 miliardi di dollari (valore riferito al 2011) e di questi parecchi spariscono anche nel vortice di Haiti, alle popolazioni veramente in crisi non rimane un gran che. Ecco perché l’Onu chiede continuamente soldi per la Somalia, per il Sahel, per il Congo, per l’Indocina (non se ne parla ma anche la ci sono crisi gravissime) e per altre gravissime crisi umanitarie, perché la maggioranza dei fondi finisce inspiegabilmente dove non dovrebbe, cioè nelle false crisi umanitarie come quella palestinese e pakistana.

Nel 2011 le donazioni da Stati e da privati sono calate del 9% e si prevede che nel 2012 caleranno ulteriormente (e di parecchio) a causa della crisi globale. In un contesto così drammatico dove 12 milioni di persone (numero in vorticoso aumento) hanno urgentemente bisogno di aiuti umanitari, non è accettabile che oltre sette miliardi di dollari finiscano in mani palestinesi e pakistane, come non è accettabile che nessuno controlli i miliardi di dollari che finiscono ad Haiti dove la crisi effettivamente c’è ma non si sta facendo niente per risolverla nonostante le ingenti somme.

E’ ora che i Governi la smettano di seguire le finte crisi umanitarie e le assurde richieste delle centinaia di agenzie Onu presenti in Palestina e in Pakistan. Invece di dare denaro all’Onu, che è tutto gettato al vento, e alle sue agenzie, si finanzino direttamente i progetti così come fa, per esempio, ECHO, l’agenzia per gli aiuti umanitari dell’Unione Europea che non solo finanzia direttamente i progetti ma ne segue l’implementazione. Le finte crisi umanitarie come quella palestinese e pakistana danneggiano chi veramente ha bisogno di aiuto e in un momento come questo non è proprio il caso.

Adrian Niscemi

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