Secondo Protocollo

Al Qaeda smaschera Obama. Niente più fiori nei cannoni

Solo pochi giorni fa, in occasione delle commemorazioni dell’11 settembre, il Presidente americano Barack Obama ne sparò una delle sue quando affermò che “Al Qaeda era sconfitta”. Ne abbiamo parlato in questo articolo smontando pezzo per pezzo quella assurda e ridicola affermazione.

A distanza di pochissimi giorni è arrivata anche la risposta di Al Qaeda. I tumulti nel mondo islamico che hanno preso a pretesto quel ridicolo cortometraggio americano (Innocence of Muslims), dopo aver cercato per farlo passare per l’ennesima volta come una provocazione ebraica (smascherata da Rights Reporter e non da fantomatici blogger), si sono concentrati su quello che era il loro vero obbiettivo, l’occidente. Ebbene, è ridicolo pensare che tutte quelle manifestazioni non abbiano alle spalle una raffinata regia, nemmeno tanto occulta se si guardano i luoghi dei focolai e si paragonano con quelli indicati nell’articolo citato sopra. Sono gli stessi dove Al Qaeda è tutt’altro che sconfitta. Anche la “tempistica” dell’uscita su Youtube del filmato tradotto in arabo non è causale. Erano mesi che il trailer di quel filmato circolava in rete ed era stato visto appena da qualche centinaia di persone (l’11 settembre erano 388). Improvvisamente, proprio l’11 settembre, scoppia la bomba e succede il finimondo.

C’è Al Qaeda dietro a questo sommovimento del mondo islamico e il ridicolo film blasfemo è solo un pretesto. Hanno avuto mesi per organizzare il tutto con la complicità dei gruppi salafiti, da sempre legati alla ideologia quaedista. Volevano dimostrare prima di tutto che Al Qaeda non è finita, anzi, e viva e vegeta. Poi volevano mettere in difficoltà la debole politica di Obama verso l’islam e ci sono riusciti. Non hanno guardato in faccia a nessuno, nemmeno ai Fratelli Musulmani che, incredibilmente, sembrano essere considerati dei moderati sia dai salafiti che da un occidente accecato da improbabili prospettive di democrazia nei Paesi islamici. Anche l’uccisione dell’ambasciatore americano in Libia che è stata, per ora, il culmine di questa vera e propria strategia studiata a tavolino non è stata per niente casuale, tanto è vero che pochi minuti dopo l’uccisione del diplomatico americano sui siti web legati ad Al Qaeda campeggiava già la rivendicazione ufficiale.

Ora il punto è uno solo: saranno in grado l’occidente e l’America di metabolizzare questa nuova (vecchia) realtà? Scott Wilson, sul Washington Post, chiede a Obama di “rivedere la sua politica nei confronti dell’Islam” e anche quella nei confronti dei Governi emersi dalle cosiddette “primavere arabe”. Al Presidente americano si chiede prima di tutto di interrompere gli aiuti finanziari promessi ai Fratelli Musulmani egiziani e tunisini, in particolare di interrompere gli aiuti militari all’Egitto. Il rischio che questi fragili governi finiscano sotto il ricatto dei salafiti (e quindi di Al Qaeda) è troppo alto e sapere che armi americane possano finire in mano agli estremisti islamici e una cosa che l’America non può sopportare. E poi è ora di finirla con la storia dei “fiori nei cannoni”. E’ ormai chiaro che con l’Islam i fiori non funzionano (o, se volete, non funziona la politica della mano tesa).

Tuttavia dubito seriamente che Barack Hussein Obama riuscirà a metabolizzare e a imparare qualcosa da  questa vera e propria sconfitta globale che in due giorni ha cancellato la visione romanzata che il Presidente USA aveva dell’Islam. Questo brusco ritorno alla realtà non influenzerà minimamente la sua politica estera di fine mandato. Anzi, pur di non ammettere che aveva torto continuerà la sua assurda corsa verso l’abisso, prima fra tutte la sua posizione sul nucleare iraniano e poi gli aiuti militari all’Egitto dei Fratelli Musulmani. Oggi il New York Times, notoriamente vicino a Obama, ha diffuso un sondaggio della scorsa settimana dove si afferma che il Presidente è in risalita nei gradimenti USA. Mi piacerebbe vedere un sondaggio di oggi per vedere se gli americani la pensano come sette giorni fa. Le balle sono finite sig. Obama, questa è la dura realtà islamica. E ora di togliere i fiori dai cannoni.

Adrian Miscemi

24 Comments

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  • Sondaggi ufficiali di ieri: Obama in vantaggio di 3 punti.
    Sempre secondo i sondaggi in politica estera Obama vince sul suo rivale di ben 12 punti!! (e infatti la maggioranza assoluta degli americani é contraria a un intervento in Iran, anche nel caso in cui Israele attacchi e l’Iran risponda). Il suo tallone d’Achille é l’economia ma ora che la crisi in Europa sembra stabilizzata gli indici americani saliranno per cui la rielezione di barar é data dai broker 3 a 1 sulla vittoria del rivale. Una volta rieletto poi avrà molta piu libertà di manovra e potrà risolvere problemi in sospeso.

  • ma quanto ottimismo diddolo…….
    I sondaggi sono del NYT il che è tutto un dire,come dare l’incarico di fare sondaggi su Grillo al Fatto Quotidiano. Poi si riferiscono a prima di tutto questo casino e infine non tengono conto della grand menzogna (o vergognoso silenzio) sulla morte dell’ambasciatore USA in Libia (non ancora almeno)
    http://www.rightsreporter.org/allucinante-bengasi-il-cadavere-dellambasciatore-usa-trascinato-per-le-strade-e-preso-a-calci/

  • Gli americani, anzi gli statunitensi, preferiscono pagare meno l’assicurazione sanitaria o la retta dei college dei propri figli, piuttosto che comprare aerei, torpedinieri e missili tomahawk da mandare in giro per il globo. E forse si sono anche rotti di essere il bersaglio dell’odio di 23 del mondo. Pensate un po’ che gente malata.

  • @ serse……..questa è bella. Perché pensi che se gli americani si facessero gli affari loro (che poi è tutta da vedere quali siano gli affari loro)quelle orde di fanatici musulmani finirebbero di odiarli? Sai qual’è il problema? E’ chein paesi come gli USA o Israele c’è una cosa che gli islamici odiano: libertà e democrazia. Quindi potrebbero anche rintanarsi in casa, sarebbero odiati nè più nè meno di adesso. Almeno adesso sono temuti (o perlomeno lo erano prima di Obama)

  • Senta, quelle orde di fanatici sono circa un miliardo di persone, e non possono essere messe in un unico calderone. In mezzo a loro ci sarà sicuramente chi odia gli usa per la loro libertà e democrazia, ma si fidi che molti odiano gli americani (che poi è una bella presunzione autodefinirsi americani, visto che l’America sono due continenti 🙂 per aver per anni foraggiato le peggiori dittature prima in chiave anti sovietica e poi in chiave, come dire?, filo-corporation. Ma lasciamo il mondo islamico e voliamo in suadamerica, dove nascono governi-regimi + o – ostili agli usa (argentina, paraguay, ecuador). Perchè sono ostili? perchè odiano la libertà e la democrazia o a causa dei vari Baby Doc, Videla eccetera eccetera? Lo sa perchè a Cuba il dittatore Castro e il terrorista Guevara ebbero gioco facile a impadronirsi del potere? Perchè Cuba era una colonia. Non una colonia degli usa, che sarebbe anche un minimo onorevole, ma una colonia della United Fruit Company, e Castro disse semplicemente le terre della UFC (più di metà dell’isola, se l’immagina la Sicilia che appartiene alla Nestlè?) vanno ai contadini, e questo è tutto. Se gli usa la smettessero di mettere il becco nelle questioni interne di Paesi sovrani in tutto il mondo l’odio nei loro confronti calerebbe drasticamente e alla fine non sarebbero più odiati dei paesi scandinavi, o dell’italia o della nuova zelanda. Se poi mettessero la museruola ai gangster di wall street forse sarebbero addirittura amati, ma questa è un’altra storia.

  • Per rispo sere alle affermazioni di aaron sui musulmani basta considerare una cosa.
    I cinesi sono un miliardo di infedeli, nessun musulmano li ha mai attaccati. Perché? Perche i cinesi non tentano di dominarli ma solo di fare affari con loro.
    Dici che odiano gli usa e l’Europa non perché li invadiamo, bombardiamo, colonizziamo,perché abbiamo disegnato i loro confini a tavolino, perché vogliamo gestire le loro risorse….no, odiano gli americani perché sono liberi! Ma allora mi domando, come mai non vanno a farsi esplodere anche in Brasile, in nuova Zelanda, in Ecuador? Come mai se i vari paesi liberi non li aggrediscono non c’é nessuna minaccia musulmana? Non avrebbe senso! É ovvio che l’integralismo islamico é un problema per chi ci vive sotto, ma per gli altri stati no, il colonialismo, la volonta di dominio e le invasioni armate sono un’abitudine tutta occidentale!

  • Diddolo, gli autori di questo sito hanno scelto come missione quella di difendere lo stato d’Israele, e per farlo pensano sia necessario attaccare l’islam a ogni piè sospinto. Questo perchè i palestinesi sono islamici, gli altri musulmani di solito parteggiano per i palestinesi, e quindi automaticamente ogni musulmano diventa un nemico o, proprio al limite, un fiancheggiatore del nemico. Perfino Obama, leader di una nazione che ha versato e versa ad Israele dirett o indirett paccate di soldi, per non parlare dei veti all’ONU ecc ecc, diventa un nemico perchè ha una visione troppo “aperta” riguardo all’islam.

  • serse, noi i palestinesi non li consideriamo proprio, esattamente come il fa il 99% dei paesi musulmani. Li usano solo come pretesto ma se poi uno a caso (Assad) ne mssacra un po’ non fa niente. Siamo “solo” contro un certo tipo di Islam. E non c’è nemmeno bisogno di ricordarlo. Siamo trasparentissimi.

  • Per serse
    (ma serse in onore del re persiano? XD )….
    Io credo sia quasi come dici tu, ma non esattamente.
    Questo sito riprende la visione e i temi della destra sionista. Per questa parte politica non sono solo i palestinesi il nemico ma gli arabi in genere. Se infatti ai palestinesi ci si contrappone per questioni territoriali ( a dire il vero su minuscole frazioni della terra araba) agli islamici in genere ci si contrappone per questioni strategiche. La destra israeliana é consapevole del fatto che gli arabi uniti avrebbero un peso immensamente superiore al suo e dominerebbero la regione ( oltre ad avere una forte influenza sul mondo).
    Fino a qui sono questioni che riguardano Israele, ma siti come questo o IC cercano disperatamente di imporre una visione israelocentrica per l’occidente. L’idea é far passare l’assunto che chi si oppone a israele si oppone all’occidente, chi minaccia Israele minaccia l’occidente, chi é nemico di Israele é nemico dell’occidente etc.
    Quello della guerra islamici-non islamici (inesistente come dimostrato dal fatto che gli alleati dell’Iran sono cristiani (russi) atei (cinesi) e cattolici (Venezuela) e vanno d’amore e d’accordo. Anche su Obama applicano lo stesso principio. Proprio per la non volonta di scatenare una guerra Obama in tutti i sondaggi é considerato 12 punti sopra l’avversario. Ma per secondo protocollo é la politica estera il suo tallone d’Achille,non la disoccupazione e i dati macroecono,ici!!!!!

  • ma che ragionamenti arguti………
    in realtà è tutto molto più semplice. Il nostro obbiettivo è uno solo, i Diritti Umani il che, giocoforza, fa a cazzotti con il concetto stesso di Islam. Israele, essendo l’unico micropunto democratico in mezzo a sistemi islamici, diventa automaticamente l’ultimo baluardo della democrazia, dei Diritti Umani e del mondo libero.

    Non è un caso che filo-iraniani o filo-islamici rappresentino la convivenza di sistemi come quello iraniano (sciita) e quello venezuelano (cattolico) come un esempio di convivenza tra religioni. In realtà (ma l’esempio di potrebbe fare in tanti altri casi) ad unirli sono i valori fortemente antidemocratici dei loro leader. E’ tutto strano in alcune alleanze tra comunisti , nazisti e islamici, l’unico comun denominatore è proprio il totale disprezzo dei Diritti Umani.

    Se vogliamo, allora anche noi saremmo un esempio di convivenza tra varie religioni dato che vi sono persone cattoliche, ebree, arabe e persiane all’interno di questa associazione e abbiamo tutti lo stesso obbiettivo: i Diritti Umani

    e adesso, se permettete, questo è un dibattito fuori dal contesto dell’articolo quindi si chiude qui.

  • Perché fori dal contesto dell’articolo?
    L’articolo parla proprio del rapporto tra islam e resto del mondo, ed é di questo che discutiamo nei commenti, mica di ricette regionali o di consigli per il trucco!
    Poi lei dice che voi (intendendo protocollo) siete un esempio di convivenza inter religiosa avendo redattori di varie fedi. Ma nessuno lo ha mai negato o ha sostenuto che questo sito portasse avanti un’idea di guerra su base religiosa.

  • ah ah sì, proprio quel serse. Che detto tra noi era un idiota: con un esercito immenso pensò bene di affrontare i greci nell’unico posto al mondo dove l’immenso vantaggio numerico era vanificato. E un folle: per far passare il suo esercito dalla Turchia alla Grecia fece costruire un ponte di barche presso l’Ellesponto; questo però fu trascinato dalla marea e il gran re, furente, fece uccidere i progettisti, e poi diede incarico a cento dei suoi immortali (soldati d’elite) di frustare l’acqua che senza aver ricevuto da lui alcun male, lo stava ostacolando. L’episodio noto come “fustigazione dell’Ellesponto” è raccontato da Erodoto. Mi fa ridere ogni volta che ci penso.

  • C’era una volta “la bella addormentata”.
    Adesso tra i commentatori dell’articolo di SP ce ne sono due:
    Diddolo e Serse, che si sono entrambi addormentati leggendo -in un pomeriggio d’estate di tanti anni fa- un articolo contro l’imperialismo americano, quando andava di moda.
    E adesso sognano del principio della “non ingerenza naturalmente americana”, mentre tutte le altre ingerenze vanno bene, perché evidentemente servono la causa della pace e della emancipazione dei popoli.
    Poiché dormono, non sanno che sia la Russia che la Cina temono e combattono l’ingerenza islamica dentro o vicino i propri confini e vengono a patti con questa solo in aree più lontane, stringendo alleanze provvisorie di carattere economico.
    Naturalmente a fini “imperialistici”.
    E invece cosa pensano, i sognatori, dell’ingerenza islamica totalitaria regionale nel MO?
    Quello é naturalmente un diritto “culturale”.
    Perché -per chi non lo avesse capito- il rispetto delle “culture” viene al primo posto in un mondo globalizzato ed é sufficiente rispettare in MO quella islamica ( magari in versione salafita e/o della Fratellanza) per rispettarle tutte.
    Quanto all’ingerenza islamica globale, che dire?
    Quella si espande attraverso le migrazioni e la natalità, nonchè l’esportazione e il reimpianto altrove, tra tante moltitudini, di attività terroristiche: marginali dal punto di vista statistico, ma molto efficaci nell’intimidazione dei popoli ospitanti e nell’ottenere un tenace silenzio dalla maggioranza degli ospitati.
    A proposito di questi due fenomeni per i dormienti di cui sopra valgono sicuramente due clausole regolatrici:
    -la migrazione va regolata attraverso la clausola umanitaria dell’accoglienza. Punto e basta.
    -il terrorismo, di prima o seconda generazione, va regolato attraverso una “opportuna” ridefinizione linguistica.
    Secondo i desideri dello sveglio Presidente Obama e di molti altri suoi estimatori, che al contrario di lui dormono, va chiamato ” terrorismo internazionale” e non “terrorismo islamico”, in ottemperanza al principio del rispetto delle culture e delle religioni e naturalmente nell’interesse della pace.
    In fondo, quando si rispetta l’Islam a prescindere, si ripetta tutto, perché in realtà ogni conflitto con l’Islam sarebbe inventato.
    Non é così Diddolo?
    Sogni d’oro!

  • A me sembra che a dormire il sonno della ragione, che notoriamente genera mostri sia proprio tu caro Milano, strano che tu abbia scelto come nickname il nome di una città cosí sveglia e attiva.
    Partiamo dal principio, dici che l’antiimperialismo e l’idea di non andare a imporre le proprie regole a casa d’altri é un’idea sorpassata, direi l’opposto, ad essere sorpassata é l’ipocrita pretesa di portare la civiltà in paesi che non ti hanno aggredito bombardandoli, occupandoli e prendendosi i contratti petroliferi. Il buon Luttvak che a suo tempo era su tutte le tv a magnificare i vantaggi di una guerra in iraq, con le ragioni piú fantasiose oggi si é convertito all’idea della non ingerenza, propone di uscire dal medioriente ed ë convinto che la guerra all’Iraq sia stato un colossale errore, come la stragrande maggioranza delle popolazioni occidentali e dei loro capim a cominciare da Obama.
    Poi dici che i russi combattono l’imperialismo globale musulmano, almeno vicino ai propri confini, peccato che siamo il migliore alleato di Teheran, massima potenza islamica a uno sputo dai confini russi.
    Ma quale sarebbe questo imperialismo islamico? Semplice, certo non fanno come noi, non ci attaccano, non ci occupano, non pretendono di imporci governi a loro graditi, non pensano che il petrolio norvegese o texano lo debbano gestire loro ma emigrano! Non é la mancanza di lavoro che spinge i tunisini a venire in Italia, é la speranza di dominarci da qui a qualche generazione!
    Poi io come ho scritto penso che, contrariamente a quanto mi metti in bocca, l’immigrazione islamica vada fermata per evitare che stravolga il nostro modello culturale, ma questo non ha assolutamente nulla a che fare con il tentativo di dominare milioni di islamici a casa loro per garantire in eterno la supremazia degli usa e, in maniera minore, dell’Europa.
    L’immigrazione selvaggia ë un nostro errore che pagheremo salato, l’imperialismo e le guerre coloniali, mascherate da guerre per la democrazia, sono errori nostri che pagano i popoli che cerchiamo di dominare, e non sono solo musulmani. Oggi in sud America c’é un forte risveglio, sociale economico e politico, che sta facendo emergere alcuni stati come Brasile, argentina o Ecuador, é stato ottenuto combattendo gli interessi americani che vedevano quegli stati come colonie da gestire, li il pericolo dichiarato non era il feroce islamismo ma il pericoloso socialismo, ma anche li la ragione delle politiche di Washington era la stessa, imporre gli interessi americani e dominare quelle nazioni in maniera indiretta.

  • Una buona dose di “asservimento morale” (ubbidienza mal riposta e ingiustificata) non manca mai negli interventi di coloro che sono stati a suo tempo catechizzati dagli “amministratori della colpa”. Qui si tratta ovviamente della colpa dell’Occidente coloniale e postcoloniale.
    Com’é noto primo compito assegnato da questa educazione ideologica é l’espiazione, tipico strumento dell’asservimento.
    Suo corollario é l’accettazione acritica totale delle ragioni altrui,in questo caso le culture altre (con cui si deve però convivere anche a distanza)) e la sospensione relativa del “giudizio morale” nei loro confronti. Giudizio che però rimane in servizio permanente ed effettivo nei riguardi dell’Occidente liberale e la sua storia passata, recente e contemporanea.
    Da qui l’ asimmetria masochista, l’asservimento giustificato dalla narrazione di popoli innocenti ( che cioè non nuocciono), diversi da noi,(quindi migliori) perché “non ci attaccano, non ci occupano,”(chi l’ha detto?)”non pretendono di imporci governi a loro graditi, non pensano che il petrolio norvegese o texano lo debbano gestire loro, ma emigrano. Non é la mancanza di lavoro che spinge i tunisini a venire in Italia.” E credendo di interpretarmi con ironia l’autore così continua: “é la speranza di dominarci da qui a qualche generazione.”
    Il quadro é sufficientemente idilliaco, ma sempre colpevolizzante a senso unico, anche quando si profila un problema:” L’immigrazione selvaggia é un nostro errore” (sempre meglio che una colpa!).
    Gli altri non c’entrano.
    Pertanto non abbiamo via di scampo: o siamo colpevoli o sbagliamo.
    E, perché sarebbe un errore, l’autore l’ha già spiegato, dicendo che “l’immigrazione islamica va fermata per evitare che stravolga il nostro modello culturale.”
    Però aggiunge: ” ma questo non ha niente a che fare con il tentativo di dominare milioni di islamici a casa loro…” Meno male che avrebbero una casa.
    Qualche domanda: come si potrebbe fermare questa immigrazione senza sbagliare, oppure senza intervenire in casa loro?
    A cosa allude Diddolo quando parla di nostro modello culturale e del suo stravolgimento?
    Non sarebbe il caso di spiegare un po’ meglio questo inconveniente, vale a dire in termini concreti?
    Così come: a cosa in particolare allude quando parla del tentativo di dominare (parola pesante) milioni di islamici a casa loro?
    Si riferisce forse nel primo caso (quello del modello culturale) alla fine dei diritti della persona in Europa, che nell’Islam non sono contemplati e vengono attivamente negati dai più religiosi e non solo?
    E nel secondo caso si riferisce forse alla ingente ricchezza che é piovuta sulle teste delle elites di quei popoli dallo scambio commerciale di una sostanza naturale – il petrolio- che non si può bere, ma é divenuta risorsa preziosa estraibile e usabile grazie al know how occidentale?
    E a questo riguardo come si potrebbe definire questa manna piovuta dal cielo in quella regione se non con il termine di rendita e con l’aggettivo di parassitaria?
    E perché definire soltanto rapporti di dominio l’attenzione occidentale alle risorse energetiche di cui non può fare a meno, ma che comunque paga e vorrebbe continuare a pagare pacificamente?
    Tra l’altro se gli USA patteggiano con le tirannie del golfo, divengono per ciò stesso alleati dei peggiori dittatori; se invece cercano di “esportare la democrazia” ( cosa che non condivido per niente, ma non c’é spazio per argomentare) diventano colonialisti guerrafondai.
    Inoltre, perchè sarebbe lecito che questa “arma” provvidenziale (il petrolio)e non guadagnata col lavoro e il know how, di cui dispongono quelle elites, possa essere usata ai fini di eventuale ricatto nei confronti dei paesi industrializzati e ai fini di soddisfazione della loro volontà di potenza?
    Non é forse questa la molla che ha per esempio determinato la nascita e le ambizioni Al Qaeda?
    E infine come concilia l’autore o chiunque altro il proprio standard medio di vita , sia in termini economici che nei diritti civili, con la perdurante appartenenza dell’Italia all’area dell'”imperialismo americano”?
    Si sente in colpa anche per questo oppure ha già ottenuto l’assoluzione dal suo super-ego, a patto che continui ad argomentare come ha fatto finora?

  • Caro Milano,
    Tu parli di asservimento a sproposito e nutrito ( tu si) da un pensiero profondamente ideologico.
    Io parlo di fatti, la mia Europa si é autodeterminata in totale assenza di potenze musulmane ostile che la condizionassero, non c’é stato arabo, dal Marocco all’iran, che non abbia vissuto sotto l’occupazione occidentale, che non abbia confini disegnati da potenze occidentali e che non debba vedersela nelle proprie scelte di politica economica con il volere dell’occidente.
    Questo inconfutabile dato storico e politico pesa come un macigno quando si parla di aggressività islamica per giustificare qualsiasi guerra di aggressione come “autodifesa” dai barbari che certo non ci attaccano ma potendo lo farebbero ( e ovviamente non per la nostra politica nei loro confronti ma perché non tollerano che votiamo alle elezioni).
    La domanda su come evitare le immigrazioni di massa poi é quasi comica, la risposta che do io é semplice, non facendoli entrare ed espellendolo, certo costa volontà politica, ma é necessario, per te evidentemente il modo migliore per non avere migliaia di tunisini nelle nostre città é radere al suolo l’Iran…non fa una piega! Una logica davvero stingente!
    In quanto allo stravolgimento culturale é semplice, moi abbiamo la nostra storia, cultura e valori, loro la propria, il multiculturalismo non puó funzionare, dunque se vogliamo evitare violenze noi dobbiamo autodeterminarci nel nostro territorio e loro nel proprio.
    In quanto petrolio, e non solo, li sta il punto della politica imperialista.
    L’occidente é ben lieto di arricchire qualche centinaia di satrapi, come in Arabia saudita, pur di poter disporre della preziosa risorsa, ma non permette, o cercava di non permettere, che i capi di questi paesi, laici o religiosi che siano, democratici o dittatori poco importa, lo usino nell’interesse del popolo e dello Stato. La vera colpa dell’Iran é di possedere un enorme ricchezza petrolifera ed usarla non, come prima, per arricchire il garage dello shia di 3000 Ferrari, su quello non avrebbero da ridire, ma di usarlo per sviluppare lo stato, le sue infrastrutture, le sue fabbriche e il suo esercito. Imsomma quello che facciamo noi! Anche sul rapporto con i tiranni lei non la racconta giusta, gli usa non hanno trattato con questi dittatori in base a un principio di realismo o di non ingerenza, li hanno attivamente supportati, armati e protetti affinché facessero una politica utile agli interessi di Washington. Noi non paghiamo il petrolio a quegli stati, noi lo gestiamo. Quando facciamo benzina paghiamo una minima parte al paese produttore e tutto il resto alla compagnia occidentale che lo estrae e raffina. Perché loro non sono capaci di farlo? No! Perché se si azzardano a nazionalizzare il petrolio e a gestirlo per i propri scopi ecco che attacchiamo o provochiamo colpi di stato per ripristinare una situazione a noi favorevole. Si chiama dominazione e colonialista e prevede due presupposti valoriali che lei ben esprime. Il primo é l’inferiorità dei non occidentali, il secondo é il nostro diritto a mantenere un tenore di vita al di sopra delle nostre possibilità facendolo pagare alle colonie. Purtroppo o per fortuna tutto questo ormai non é piu possibile. Guardi il Venezuela (non islamico) che per decenni é stato di fatto una colonia usa e che ora é libero e gestisce il suo petrolio come vuole e fa la politica che meglio crede senza dover chiedere il permesso a Washington. Ormai il domio occidentale é terminato, dobbiamo prepararci a vivere in un mondo multipolare in cui le regole si dovranno concordare e mediare, piaccia o non piaccia é questa la lezione che l’iran, l’Egitto, il sud America e i brics ci insegnano.

  • P.S.
    Romney ha gia’ perso le elezioni, ora la guerra e’ piu’ vicina.
    Una giornalista di una testata di estrema sinistra si e’ intrufolata in un evento cui partecipava il candidato repubblicano registrando di nascosto scioccanti frasi sui poveri dei quali l’aspirante presidente non intende occuparsi e che ritiene sostanzialmente una manica di parassiti (parliamo del 47% della popolazione usa).
    se a seguito delle conventions il vantaggio di obama era stimato tra i 3 e i 6 punti dopo questa uscita molti analisti concordano sul fatto che ormai per il mormone miliardario non ci sono piu’ speranze.
    a questo punto credo che a gerusalemme si faranno due conti e decideranno di attaccare prima del secondo mandato di obama. L’intervento israeliano non potra’ essere risolutivo, ma se andra’ bene ritardera’ l’atomica iraniana di qualche mese, ma c’e’ da giurare che una volta rieletto obama fara’ pagare carissimo a netaniau questa mossa.

  • Certo che da uno che é radicalmente contro il multiculturalismo e l’immigrazione islamica (anche se questa avviene per ragioni di lavoro) e che poi si spende per appoggiare e legittimare l’aggressività degli islamici stessi,che dice “non ci attaccano, ma potendo lo farebbero”( per colpa della nostra politica – sempre lui dice – mica per espansionismo), ci sarebbe da aspettarsi anche un minimo di allarme e di analisi politica e culturale in difesa della sopravvivenza dei valori del nostro “modello culturale”, come lo chiama lui.
    Mi pare che invece sia molto sbrigativo, come si usa fare con i dettagli.
    Ma può anche darsi che ciò che conti davvero sia il monoculturalismo, non importa quale.
    Così almeno si evitano i conflitti.
    Quanto alla riduzione del nostro tenore di vita, mi trova particolarmente d’accordo: sono sempre stato convinto che con lo stomaco non appesantito si ragioni meglio.

  • Per Diddolo. Caro amico, mai sentito parlare della legge del menga? La giustizia sulla Terra non esiste, fino a prova contraria, esiste solo la legge del piu’ forte, del piu’ furbo, del piu’ cattivo. La Natura(o Dio)ci sta selezionando da millenni a questi fini. I nostri nonni, indubbiamente, hanno commesso degli errori, forse anche i nostri padri e probabilmente anche noi. Se Tu pensi che sarebbe giusto pagare per le nefandezze commesse dai nostri Avi, comincia Tu col cedere a titolo di rimborso, la Tua casa, la Tua macchina, il Tuo conto in banca, il Tuo posto di lavoro, Tua moglie e Tua figlia. Se invece non te ne frega niente e pensi soltanto alla sopravvivenza, Tua e dei Tuoi discendenti, fai come me, preparati al peggio. Per il momento lascia perdere i bei discorsi, per creare un Uomo migliore ci penseremo dopo. Saro’ ignorante, egoista e cattivo ma per il momento non vedo altre soluzioni e se ci dovesse essere una guerra, che vinca il peggiore! Ciao

  • per Milano:
    la difesa del nostro modello e dei nostri valori puo’ avvenire solo “a casa nostra” attraverso un principio di tutela, in primis demografica, per evitare nei prossimi decenni di avere un partito islamico che, forte del 20, 30 o 40% dei voti, chieda l’imposizione per via democratica della sharia. Il punto pero’ che tu vuoi ignorare, e’ che non solo non c’e’ la minima correlazione tra il tutelare la nostra maggioranza occidental-democraica e il compiere pericolosissime guerre coloniali. al contrario il colonialismo finisce inevitabilmente per compromettere la composizione demografica. UK, francia etc hanno ampie fette di popolazione derivanti dalle colonie, idem dicasi per la spagna, strapiena di sud americani etc. L’immigrazione di romeni, brasiliani o polacchi crea qualche problema pratico all’inizio, ma a medio termine non da controindicazioni, l’immigrazione islamica e’ una bomba a orologeria, ma ripeto, non e’ bombardando teheran per impedirgli di costruire armi che noi abbiamo tutti e che ci garantiscono una supremazia politica, otteniamo qualche vantaggio sulla nostra composizione democratica, affermarlo significa sommare le famose mele con le pere…come ci dicevano a scuola. Gli unici che hanno interesse per una guerra infinita contro i paesi arabi sono le lobby petrolifere americane e, forse, israele se riesce a evitare di esserne distrutto.

    Per ettore,
    se quello che dici e’ vero perche’ condannare il nazismo? perche’ parlare di democrazia e di valori? perche’pensare a una legge internazionale? conta solo la legge del piu’ forte? allora lasciamo perdere l’iran, osso troppo grosso e pericoloso, occupiamo il venezuela, otterremo petrolio con meno sforzo senza inimicarci un miliardo di musulmani incazzosissimi.
    idiozie a parte anche ragionando in termini egoistici non abbiamo il minimo interesse a ingaggiare una guerra post coloniale contro il mondo islamico, guerra che peraltro non potremo che perdere.

  • anzi: direi che un colonialismo aggressivo e amorale, come quello americano, che consideri tutti i “non occidentali” come inferiori da dominare e a cui imporre governi, modelli economiche, scelte politiche, in un contesto di sudditanza politico militare e di sfruttamento economico non solo non tutela minimamente la nostra composizione demografica e dunque il nostro modello (ma al contrario aumentando gli squilibri nord-sud del mondo incentiva le migrazioni di massa) ma lo corrompe anche dall’interno.
    uno stato non puo’ essere democratico e colonialista, liberale ma oppressivo.
    A lungo andare la contraddizione democratico all’interno e colinale all’esterno non puo’ che creare una frattura morale nel popolo stesso.

  • Per Diddolo. Caro amico, le mie erano solo amare constatazioni. Vivo anch’io su questa Terra, da diversi anni ormai e ho potuto rilevare che per quanta buona volonta’ e buone intenzioni impieghi l’Uomo per migliorarsi, finisce sempre col fare delle guerre. Ci sara’ un motivo? Per quanto riguarda il nazismo, gli unici ad esaltarne ancora i fasti e le gesta sono proprio i Musulmani(e le varie correnti neonaziste Europee). Riguardo a una maleaugurata guerra(senza esclusione di colpi) contro l’Islam, ti posso dire che hai poca fiducia nella cattiveria degli Occidentali.- Ciao

  • LA VENDETTA DI OBAMA

    Che tra Obama e Netaniau non ci sia un grande amore lo sanno tutti ma, negli ultimi mesi, il rapporto tra i due presidenti é precipitato.
    Le ragioni di questa lontananza le abbiamo viste. Obama, come lo stesso Benny Morris ha scritto su un notissimo quotidiano on line, persegue un ” cinico calcolo politico” che consiste, dopo il fallimento delle avventure militari e il crollo dei regimi amici, in un patto di non belligeranza con i musulmani.
    Al dilà del fatto che non vedo cosa ci sia di cinico nel perseguire gli interessi della propria nazione e nel “Non essere emotivamente connesso con tel aviv” condivido l’analisi. Obama é consapevole del fatto che gli usa non possono perdere la propria presenza in medio oriente, pena l’irrilevanza geo strategica, e non possono mantenerla o riconquistarla con le armi, ergo si impone una nuova e piu conciliante strategia. Netaniau peró, in tutt’altre faccende affaccendato pretendeva che gli usa mettessero la sicurezza dello stato ebraico ( il quale pretende protezione ma si guarda bene dal seguire i “consigli amichevoli” del proprio protettore) davanti ai propri interessi vitali. Non ottenendo da Obama quanto desiderato ha attaccato frontalmente l’inquilino della casa bianca cercando di minare le possibilità di una sua rielezione e minacciando azioni unilaterali che, volente o nolente, trascinerebbero Washington in una guerra che gli usa non vogliono assolutamente. Gli Sgarbi sono stati molti da una parte e dall’altra ma ora Obama si sente piú sicuro. Il suo avversario romeni, già indietro nei sondaggi, si é praticamente suicidato con affermazioni che offendono metà degli elettori, il distacco é cresciuto esponenzialmente e Obama ha mandato un chiaro segnale al presidente Dello stato ebraico.
    In occasione dell’aniversario della strage di sabra e chatila sono stati provvidamente desecretati, e puntualmente pubblicati sul NY time i documenti che provano che Sharon ha programmato la strage ingannando gli usa.
    Veri o falsi che siano questi documenti una cosa é certa, il tempismo é troppo perfetto per non far pensare a un atto politico. Obama, a quanto dicono alcuni analisti, ha un carattere vendicativo, e se come ormai appare quasi certo, sarà rieletto cercherà di far pagare a netaniau l’aver tentato di mettergli i bastoni tra le ruote nella nuova politica americana in medio oriente.