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Alla svendita del Kurdistan siriano partecipano tutti

Parliamoci chiaro, sono mesi che vado dicendo che Erdogan non avrebbe mai permesso ai curdi siriani di fare qualcosa di simile a quanto fatto dai curdi iracheni, cioè creare una regione indipendente o semi-indipendente in Siria, al confine con la Turchia. E purtroppo i fatti mi stanno dando ragione.

Ieri la Turchia ha dato il via all’operazione “Euphrates Shield” attraverso la quale si prefigge la conquista della città siriana di Jarablus (conquista che a quanto pare è avvenuta oggi senza tanti patemi d’animo) per tenere lontane le forze curde del YPG. Erdogan dice che lo fa per combattere anche lo Stato Islamico ma chiunque abbia un po’ di cervello sa che il vero obiettivo del Califfo turco sono i curdi. Attenti però, l’operazione turca non è il frutto di una alzata di ingegno di Erdogan, ma è la conseguenza di trattative dei turchi con Putin, gli Stati Uniti e probabilmente con gli Ayatollah iraniani. Non solo, nelle trattative organizzate da Erdogan rientra anche il Presidente del Kurdistan iracheno, il discusso Masoud Barzani, che in cambio di un semi-riconoscimento da parte della Turchia e di qualche affare non ha esitato un attimo a lavarsene le mani di quello che succede ai suoi fratelli curdi della Siria.

La cosa non deve stupire, da sempre Barzani è ostile al PKK di cui il YPG è una emanazione. Li considera “scomodi” per la causa curda e un ostacolo alla normalizzazione delle relazioni con la Turchia, che dal canto suo è contentissima di trattare con Barzani e di riconoscere il Kurdistan iracheno come regione semi-indipendente, a patto che non cerchino di espandersi in Turchia o in Siria.

Ora il vero problema è capire fino a dove si vuole spingere Erdogan con la sua operazione contro i curdi, se cioè si limiterà alla città di Jarablus oppure cercherà di spingere ancora più indietro i curdi del YPG che, per inciso, considera alla stregua dell’ISIS cioè un gruppo terrorista. Ho la netta impressione che il vero obiettivo di Erdogan sia impedire che in Siria si formi una realtà curda sul modello di quella irachena che potrebbe trascinare con se le voglie di indipendenza del Kurdistan turco. Quindi, secondo il mio modestissimo parere, Erdogan non si fermerà alla città di Jarablus. E’ terra in svendita quella del Kurdistan siriano, una svendita alla quale partecipano tutti, nessuno escluso.