Secondo Protocollo

Altra ragazza pakistana nel mirino dei talebani. Un’arma “d’istruzione di massa” da eliminare

Dopo Malala Yousafzai i “coraggiosi guerriglieri talebani” hanno individuato un altro obbiettivo. Si tratta di un’altra ragazzina che ha avuto l’ardire di criticare gli estremisti islamici che infestano la sua terra. Si chiama Hina Khan e anche lei vive nel distretto di Swatt.

Qualche giorno fa la ragazzina (15 anni) ha trovato una grande “X” rossa disegnata sulla porta di casa, un segnale che anche lei è diventata un obbiettivo. La sua famiglia ha chiesto subito la protezione del Governo pakistano. Suo padre, Raitullah Khan, ha poi ricevuto una telefonata dove un fantomatico rappresentante dei talebani minacciava di morte sua figlia.

Hina viene da una famiglia che ha sempre difeso i Diritti delle donne. Sua madre, Farhat, è da sempre una fervente attivista nella regione di Swatt. Nel 2008 ha indetto una conferenza stampa presso il National Press Club per denunciare le minacce talebane contro le bambine che andavano a scuola e questo l’ha resa un obbiettivo per gli estremisti. Ora sua figlia gestisce un blog e fa attivismo contro gli estremisti islamici, una cosa insopportabile per i talebani.

Fino ad ora il Governo pakistano non ha mai fatto niente per difendere il Diritto all’istruzione delle bambine. Dall’inizio del 2012 sono state 96 le scuole attaccate dai talebani, quasi tutte nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa dove appunto si trova lo Swatt. In nessun caso i responsabili sono stati cercati.

I talebani considerano l’istruzione e l’emancipazione femminile un pericolo maggiore dei militari americani tanto da far definire l’istruzione femminile “un’arma d’istruzione di massa”.

Amina A.