Secondo Protocollo

Amnesty International sempre più filo-araba: dopo Israele mente anche sul Sud Sudan

Dopo il mendace e fazioso rapporto su “Israele e territori occupati” ci tocca subire l’ennesima sparata filo-araba di Amnesty International. Questa volta a essere nel mirino dell’organizzazione più amata dalla Lega Araba è il Sud Sudan cristiano, appena separatosi dal Sudan musulmano e per questo inviso agli sceicchi arabi.

In un rapporto a firma Erwin van der Borght, direttore per l’Africa di Amnesty International, l’organizzazione pan-araba con sede a Londra si lamenta del fatto che alcuni Paesi vendano armi al Sud Sudan, armi che secondo Amnesty favoriscono gli sconti nella regione. In particolare a essere sotto accusa ci sono la Cina e l’Ucraina rei di aver venduto munizioni, fucili mitragliatori, mine, proiettili di mortaio, carri armati T52 e altri armi leggere. Addirittura, secondo Amnesty International, anche il Sudan avrebbe venduto armi al Sud Sudan, cosa che da parecchio da pensare visto che poi quelle armi sarebbero usate contro lo stesso esercito sudanese. Ma questo è solo un dettaglio. Il punto è la richiesta che fa Amnesty International di interrompere la fornitura di armi al Sud Sudan perché, secondo i cervelloni di Londra, le armi favoriscono i conflitti (ma va…..). Certo, loro la incensano un po’, ma la richiesta è questa. Insomma, secondo Amnesty International il Sud Sudan dovrebbe difendersi dagli attacchi dei propri nemici con archi e frecce perché quelle armi non violano i Diritti Umani e non contribuiscono a creare situazioni in cui i Diritti Umani vengono violati. In sostanza Amnesty International chiede che il Sud Sudan venga disarmato e che quindi sia alla mercé dei suoi nemici.

Ma quello che colpisce particolarmente è il tempismo di questi “rapporti”. Solo poche settimane fa la Lega Araba si schierava apertamente a favore del Sudan nel contenzioso tra Khartoum e Juba sulla questione di Abyei e rinfacciava a Bashir di aver concesso l’indipendenza al Sud Sudan cristiano (primo territorio sottratto all’influenza islamica da tempi immemorabili). Poche settimane dopo cosa ti fa Amnesty International? Ti emette un “rapporto” dove accusa il Sud Sudan (ma non il Sudan) di fomentare la violenza nella regione contesa del Kordofan e di usare indiscriminatamente le armi vendute da Cina e Ucraina contro i civili e quindi di violare i Diritti Umani. Peccato che a iniziare gli scontri e gli attacchi ai civili (compresi attacchi aerei) sia stato il Sudan e non il Sud Sudan. Ma questo quelli di Amnesty International (come è successo con Hamas) lo omettono, anzi, capovolgono completamente la realtà dei fatti.

Concludendo, si ha la netta impressione che Amnesty International emetta i sui rapporti a comando, specie se si tratta di emetterli contro chi è inviso alla Lega Araba e ai “generosi” sceicchi arabi. Vorremmo tanto essere smentiti da Amnesty International ma l’evidenza dei fatti è questa e solo chi non la vuol vedere lo può negare.

Miriam Bolaffi