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Antisemitismo su Facebook. Chi da fastidio e chi no

L’ho detto più volte: ormai la guerra contro la prepotenza antisemita si combatte anche a livello mediatico. Così può succedere che su Facebook prosperino account antisemiti, nazisti, negazionisti, gente che propina a getto continuo notizie false e rimangano tranquillamente attivi mentre account che smentiscono tutte quelle falsità e che cercano di aprire uno spiraglio di verità vengano bloccati.

E’ successo (per la terza volta) all’account di Secondo Protocollo, bloccato perché sommerso da centinaia di richieste di personaggi antisemiti. La sua colpa? Sbugiardare le falsità antisemite diffuse a getto continuo da questa banda di odiatori, gente che supporta apertamente il terrorismo, che lo fa senza alcuna vergogna sicura della propria impunità.

Il bello è che non c’è stata alcuna violazione del regolamento di Facebook ma lo stesso Facebook impedisce con una serie di strattagemmi di riattivare l’account.

E chiaro che quell’account dava fastidio e parecchio, non tanto per il numero di iscritti (poco più di mille) quanto per i collegamenti ad altre pagine che potenzialmente davano accesso a decine di migliaia di utenti. Ma soprattutto è chiaro che questa gentaglia vuole mettere il bavaglio a chi si adopera per smentire con i fatti le loro balle antisemite.

Non possiamo e non dobbiamo dargliela di vinta, sarebbe l’equivalente di una resa incondizionata. Noi continueremo a chiedere spiegazioni a Facebook nel meandro delle sue inutili e spesso contraddittorie strategie di comunicazione. Nel frattempo abbiamo dato indicazioni per superare questo ennesimo abuso che premia l’antisemitismo e danneggia la lotta per la democrazia degli attivisti pro-Israele.