Apologia del fascismo e il pericoloso DDL Fiano

Non mi piace il DDL Fiano, lo dico da antifascista convinto. Si presta a troppe interpretazioni e assomiglia tanto a un escamotage per silenziare il dissenso, fa cioè una cosa fascista che è proprio quello che dice di voler punire

Ieri la Camera ha approvato il DDL Fiano che introduce il reato di propaganda del regime fascista, una proposta di legge che ha fatto molto discutere e che in molti hanno definito strumentale a impedire qualsiasi contestazione alle politiche della sinistra riguardo all’accoglienza.

Ora, chi scrive si vanta di essere da sempre antifascista ma devo dire che questa volta capisco poco la finalità di questa legge che introduce nel codice penale l’articolo 293-bis, che prevede la reclusione da sei mesi a due anni per chiunque propagandi immagini o contenuti del partito fascista o nazionalsocialista tedesco o delle loro ideologie.

ddl fiano bar furlo
L’albergo ristorante meta di Mussolini presso il Passo del Furlo

Mi viene in mente il piccolo borgo del Furlo, nel bel mezzo della famosa Gola del Furlo dove si narra venne scolpita la faccia del duce alla quale i partigiani fecero saltare il naso. Li Mussolini usava fermarsi a dormire quando da Roma si recava nell’Adriatico. C’è la stanza dove il duce dormiva lasciata esattamente com’era allora, si vendono gadget del ventennio, c’è una piccola economia legata a questa storia tra realtà e leggenda. Ora saranno costretti a chiudere perché il testo del DDL Fiano prevede che “immagini o contenuti del partito fascista” non possono essere propagandati. Insomma, il titolare di quel bar nel bel mezzo della Gola del Furlo rischia una condanna che va da sei mesi a due anni solo perché sfrutta un evento storico per attirare turisti e non perché è un fascista che propaganda l’ideologia fascista, reato per altro già presente nel codice penale e introdotto prima con la legge Scelba e successivamente potenziato con la legge Mancino. E se non bastasse c’è sempre la Costituzione la quale sentenzia che «è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista». Insomma, a me sembra che si vogliano colpire i venditori di gadget fascisti più che i fascisti veri, anche perché fino ad oggi la legge contro l’apologia del fascismo in Italia non è mai stata fatta rispettare nemmeno quando il reato era evidente.

Il problema è che io credo poco al fatto che nel mirino del DDL Fiano ci siano i venditori di gadget fascisti, mentre credo che – almeno parzialmente – nello stesso mirino ci siano i contestatori della politica di sinistra volta all’accoglienza incontrollata. Credo che il testo dell’art. 293-bis si presti o si possa prestare a forti generalizzazioni specie quando richiama la “diffusione della ideologia” attraverso il web. Oggi chiunque contesti un certo tipo di politica (e non parlo solo di immigrazione) anche se lo fa in modo argomentato e in maniera pacata fa scattare immediatamente l’accusa di fascismo. A volte credo che certe persone abbiano introdotto una combinazione di tasti per far prima [razzismo (Ctrl-R), islamofobia (Ctrl-I) e fascismo (Ctrl-F)]. Come distinguiamo chi fa una sana polemica politica da chi fa apologia del fascismo? Come distinguiamo chi critica sacrosantamente l’islam da chi è un razzista? Il testo di quell’articolo di legge si presta a troppe interpretazioni. Certo, forse si voleva colpire chi ha fatto del web una vera e propria fogna di diffusione delle peggiori ideologie fasciste e comuniste (che poi sono le stesse) ma così si rischia di imbavagliare il dissenso.

Contro l’apologia del fascismo ci sono ben due leggi, perché introdurne una terza? E non ditemi che si vogliono colpire i venditori di gadget fascisti perché non ci credo. Credo invece che il DDL Fiano possa introdurre una forma di censura del dissenso che sarà affidata ai giudici e alla loro interpretazione della legge. Non mi piace, lo dico da antifascista convinto, non mi piace per niente. Se si volevano punire gli estremisti del web c’erano altre strade da seguire, questa è una strada pericolosa.

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