Appello dal Libano: fermante Hezbollah, fermate la guerra

Scritto da Halima H. Na’im – Cari amici, vi scrivo di nuovo con il cuore in gola ben sapendo che di quello che succede in Libano in pochi parlano. Lo avete rimarcato nel vostro articolo del 8 luglio. Nel mio piccolo voglio contribuire con poche notizie su quello che sta avvenendo nel mio bellissimo paese.

Dovete sapere che gli attacchi di cui avete parlato alle forze della UNIFIL non sono “solo pochi atti isolati” come ha detto giovedì in Parlamento il deputato di Hezbollah, Mohammad Fneich, motivo per cui ha impedito al governo di aprire una inchiesta sull’accaduto così come richiesto dal deputato Sélim Sayegh. Gli attacchi a UNIFIL sono stati decine nelle ultime settimane. Tutti senza vittime e senza feriti (salvo nel caso riportato da voi), ma molto indicativi. In almeno due casi i militari di UNIFIL sono stati disarmati e irrisi, persino minacciati di morte se non se ne fossero andati. Il punto del problema sono i villaggi lungo il confine con Israele e alcuni lungo il confine con la Siria che fino ad oggi UNIFIL non aveva mai ispezionato. Hezbollah afferma che c’era un accordo in tal senso, ma che mi risulti questo accordo non è scritto da nessuna parte.

A Beirut lo sanno tutti quello che sta facendo Hezbollah, solo che nessuno può o vuole fare niente. Hezbollah sta trascinando il mio paese in una guerra per procura le cui conseguenze verranno pagate dall’intero popolo libanese. L’Iran vuole una guerra tra il Libano e Israele e nessuno potrà fermare questa assurdità.

Il popolo libanese, quello vero, è stanco della guerra. Non si fa in tempo a liberarsi di una oppressione che ne arriva un’altra. Non facciamo in tempo a costruire qualcosa che una guerra la distrugge. Eppure siamo quasi europei. Molti di noi, nonostante il nome, sono cristiani. Gli islamici sunniti, ismailiti e drusi sono quasi tutte persone tranquille e operose che lavorano onestamente. Beirut è come una città occidentale con ristoranti, negozi e discoteche. Ma gli sciiti no, gli sciiti vogliono la guerra, vogliono la loro “rivoluzione islamica”. Gli sciiti ci considerano tutti come “esseri inferiori” e questo nonostante siano la minoranza della popolazione libanese. Gli sciiti vogliono la loro rivoluzione islamica. Solo che ci tireranno tutti dentro a questa follia.

Dovete fermarli prima che sia troppo tardi, l’Europa deve fermarli, l’Onu e gli Stati Uniti devono intervenire subito, ora, per fermarli. Non vogliamo un’altra guerra, vogliamo vivere in pace con tutto il mondo, israeliani compresi. In molti di noi si chiedono chi sia il vero nemico nonostante, per legge, il nemico è Israele. Ma è veramente Israele il nemico? Non lo sappiamo nemmeno più. Ma è poi necessario avere un nemico? Non si potrebbe semplicemente vivere in pace? Ognuno a casa sua.

Hezbollah sta trascinando questo stupendo paese verso il baratro di una nuova guerra che costerà lacrime e sangue a tutti noi, che ci farà ripiombare nell’abisso della povertà, proprio ora che vedevamo la luce. Noi non vogliamo la guerra, non vogliamo la loro rivoluzione islamica. Ma da soli non riusciamo a fermarli. Nemmeno UNIFIL è riuscita a fermarli.

Vorrei lanciare un appello all’Italia e a tutti i paesi occidentali, ben sapendo che sarà inascoltato: fermate Hezbollah, non gli permettete di mettere il mio Paese a ferro e fuoco, sarebbe la miccia per tutto il Medio Oriente e forse anche per il mondo intero. Fermate la guerra prima che sia troppo tardi.

Halima H. Na’im vive a Beirut e si è laureata in Italia in Medicina e Chirurgia. Collabora con diverse organizzazioni per la difesa dei Diritti Umani libanesi nel campo dell’assistenza medica alle donne.

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