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Attentato di Tel Aviv: Hamas ci ha messo solo il cappello

Parte da lontano l’organizzazione dell’attentato che ieri sera ha colpito Tel Aviv anche se poi Hamas ci ha messo il cappello. Uno dei due attentatori, Khalid Mehamara, proveniva da un campo profughi della Giordania e sembrerebbe legato al Fronte di Liberazione della Palestina (FLDP) e non ad Hamas.

Non è la stessa cosa come in molti credono, i terroristi non sono tutti uguali. Il Fronte di Liberazione della Palestina pur avendo gli stessi obiettivi di Hamas, che poi sono gli stessi di tutti i cosiddetti “palestinesi” cioè distruggere Israele e non creare uno Stato Palestinese, non ha gli stessi finanziatori di Hamas (ammesso che ancora Hamas abbia qualche finanziatore che con sia l’Unione Europea), il FLDP è finanziato dall’Iran e riceve supporto logistico da Hezbollah.

Se guardiamo l’attentato di ieri sera a Tel Aviv con occhi quindi leggermente distaccati, anche se so che non è facile, lo scenario “politico” cambia radicalmente perché prefigura un coinvolgimento iraniano.

E’ troppo presto per dirlo con certezza, serviranno indagini e approfondimenti, ma se questo scenario dovesse essere confermato la situazione cambierebbe radicalmente e si paventerebbe quello che secondo me è lo scenario peggiore, cioè un pesante coinvolgimento diretto dell’Iran nella questione israelo-palestinese.

Non sarebbe comunque una sorpresa, da mesi Hezbollah soprattutto attraverso la Jihad Islamica cerca di inserirsi nella questione israelo-palestinese e solo di recente alla Jihad Islamica si è unito il Fronte di liberazione della Palestina. Una alleanza sunniti-sciiti non del tutto inedita ma certamente rara da quelle parti. Ad unire gli storici nemici è l’obiettivo comune, cioè la distruzione di Israele che, come diceva tempo fa il Grande Ayatollah Ali Khamenei, deve unire tutto l’islam fino alla sconfitta del nemico sionista e la riconquista di Gerusalemme. Un auspicio che sembra purtroppo materializzarsi.