Bilancio dell’ultimo anno di attività di Secondo Protocollo – comunicato

Si è svolta sabato 24 aprile la prima conferenza dei soci e dei finanziatori di Secondo Protocollo. E’ stata la prima volta che soci e finanziatori si riunivano insieme per tracciare un bilancio delle attività di Secondo Protocollo e per decidere quali attività sviluppare per il futuro.

Si è pensato di andare oltre la solita riunione dei soci coinvolgendo anche i maggiori finanziatori proprio per rendere ancora più partecipi questi ultimi alle attività della associazione e per prendere insieme importanti decisioni per il futuro.

Innanzi tutto è stato tracciato un bilancio delle attività svolte nel corso del 2009 e nei primi mesi del 2010. E’ stato presentato ai soci e ai finanziatori il bilancio di esercizio 2009 per l’approvazione e sono stati elencati i vari settori seguiti.

Nel 2009 l’associazione ha seguito in particolare le vicende riguardanti il Medio Oriente e in modo speciale quelle riguardanti i fatti avvenuti in Iran. Per molti mesi l’associazione ha tenuto i contatti con la dissidenza iraniana, sia all’estero che in Iran, mettendo a disposizione le migliori tecnologie informatiche al fine di permettere ai dissidenti in Iran di trasmettere, in sicurezza, il maggior numero di informazioni nonostante la rigidissima censura e il maniacale controllo delle trasmissioni internet da parte del regime. E’ stata attivata una unità specifica che si è curata dei dissidenti iraniani sfuggiti alla cattura garantendo loro protezione e i Diritti garantiti dallo status di rifugiato politico. Secondo Protocollo è stata tra le prime organizzazioni a rivelare a mondo e la prima a segnalare alle alle Nazioni Unite l’esistenza del carcere segreto di Kahrizak favorendone la seppur temporanea chiusura. Ha condotto in collaborazione con la dissidenza iraniana una campagna di sensibilizzazione sui fatti che stavano accadendo in Iran. Ha incontrato più volte i massimi esponenti della dissidenza iraniana all’estero per decidere la strategia di contrasto al regime dittatoriale instauratosi a seguito delle elezioni del giugno 2009. L’associazione è tutt’ora impegnata fortemente nel sostegno alla dissidenza iraniana.

Sempre nel 2009 Secondo Protocollo ha presentato alcune proposte alle massime autorità italiane e mondiali. Tra queste di particolare rilievo la proposta alle Nazioni Unite per l’istituzione di un protocollo per la regolamentazione del mercato del coltan (qui la proposta), la proposta per una legge per l’abolizione dell’anonimato su internet, iniziative per la riduzione del digital divide in Africa (qui il progetto), un rapporto sulla attuale situazione dell’accesso a internet nell’Africa Sub-sahariana (qui il rapporto). Insieme ad alcune Ong ha studiato un progetto multisettoriale per la riduzione della povertà nei Paesi in via di sviluppo e per la riduzione del fenomeno della emigrazione (qui le linee guida del Progetto Haven).

Un altro importante settore seguito dall’associazione è stato quello dei Diritti dei detenuti italiani all’estero o dei cittadini italiani in difficoltà all’estero. Secondo Protocollo durante il 2009 ha seguito complessivamente 392 casi di italiani detenuti o in difficoltà all’estero, di cui alcuni particolarmente difficili e complessi (alcuni ancora in corso), il tutto senza gravare le famiglie dei cittadini italiani di alcuna spesa. Ha prodotto un dettagliato rapporto sulla assistenza delle ambasciate e dei consolati italiani ai cittadini italiani in carcere o in difficoltà all’estero (qui il rapporto). Ha collaborato fattivamente con il Ministero degli Affari Esteri per migliorare la situazione. Ha avanzato alcune proposte sia al Ministero degli Affari Esteri che al Ministero della Giustizia per migliorare la fruizione dei Diritti dei cittadini incarcerati all’estero e per il loro trasferimento in Italia.

Nel 2010 l’associazione ha creato una squadra per contrastare il fenomeno dello stalking via internet (cyber-stalking) ricevendo in poche settimane oltre 900 denunce e contribuendo a interrompere oltre 200 casi di stalking via web identificando lo stalker. Sempre nel 2010 Secondo Protocollo ha creato una unità che segue i casi di violazione dei Diritti Umani perpetrati sui social network contribuendo a far chiudere decine di gruppi razzisti, antisemiti, pedofili o che inneggiavano al fascismo.

L’associazione ha seguito con estrema attenzione l’evolversi della situazione in Medio Oriente e in particolare quella riguardante la questione israelo-palestinese notando e contrastando, tra le altre cose, una massiccia campagna mediatica volta ad attaccare Israele e la sua politica. Per questo motivo, nel mese di gennaio 2010, l’associazione ha deciso di aprire una piccola dipendenza in Israele onde seguire più da vicino la situazione.

In Africa l’associazione è presente, in collaborazione con altre Ong, in Uganda, in RD Congo e, sopratutto, in Sud Sudan. In particolare sta seguendo proprio il Sud Sudan e il suo lento avvicinamento all’autodeterminazione prevista per il gennaio 2011. Sempre in Africa abbiamo iniziato una campagna contro lo sfruttamento delle sabbie bituminose del Congo promosso dall’ENI.

Per il 2010, fermo restando le linee delineate con la strategia 2010 (qui le strategie 2010), l’associazione ha deciso di aumentare ulteriormente il suo impegno nel sostegno alla dissidenza iraniana e nella sua presenza in Medio Oriente con particolare attenzione alle vicende che coinvolgo Israele. Aumenteremo anche l’impegno per promuovere una riforma seria delle nazioni Unite. Sempre per il 2010 si è deciso di allargare la possibilità di ingresso per nuovi soci ordinari con le modalità che renderemo note nei prossimi giorni. Resta inteso che Secondo Protocollo per rimanere completamente indipendente continuerà a rifiutare finanziamenti provenienti da Stati, organismi statali, organismi riconducibili a Stati e organismi internazionali, così come continuerà a non beneficiare degli incentivi previsti dalla legislazione italiana per le associazioni.

In conclusione, sia i soci che i finanziatori sono rimasti soddisfatti sia del bilancio finanziario che della politica non convenzionale volta alla tutela dei Diritti Umani svolta dall’associazione. Unico punto di parziale disaccordo con alcuni finanziatori è stato quello relativo al miglioramento delle public relations dell’associazione che, secondo alcuni, dovrebbero essere più curate. Ne prendiamo atto e faremo di tutto per migliorarle pur rimanendo nella nostra convinzione che alla fine contano solo i fatti e non le conferenze stampa o la pubblicità su internet.

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Secondo Protocollo

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