Secondo Protocollo

Campagna contro il progetto dell’ENI di sfruttamento delle sabbie bituminose in Congo

Come detto in un precedente articolo, nel 2008 l’ENI ha firmato un progetto per lo sfruttamento delle sabbie bituminose della Repubblica del Congo ( copia dell’accordo-PDF) che un recente rapporto della fondazione Heinrich Böll (copia del rapporto – PDF) ha definito distruttivo per l’ecosistema congolese.

La messa in opera di tale progetto, oltretutto abbinato ad un secondo progetto per lo sfruttamento dell’olio di palma nel bacino del Congo per la produzione di bio-carburanti (copia del progetto – PDF) rischia di produrre nella società congolese e nell’ecosistema del bacino del Congo gravissimi e irreversibili danni.

Pur riconoscendo all’ENI gli indubbi meriti per una migliore e più sostenibile politica di sfruttamento delle risorse abbinata a ottimi progetti di sviluppo che ne fanno senza dubbio la compagnia petrolifera più “sostenibile” del pianeta, dobbiamo purtroppo constatare che le politiche di sfruttamento attuate nella Repubblica del Congo, un Paese ricchissimo di risorse ma con un alto tasso di povertà e minime condizioni di trasparenza e di rispetto dei diritti umani, sono attualmente da giudicare inopportune per l’altissimo rischio che comportano in termini di danni all’ecosistema e alla società civile congolese.

Per questo motivo chiediamo all’ENI di fare un passo indietro e di rivedere gli accordi presi con il Governo della Repubblica del Congo. Certi che non saranno poche righe a far cambiare idea ai vertici della più grande compagnia petrolifera nazionale, invitiamo la dirigenza dell’ENI a valutare attentamente quanto descritto nel rapporto della Heinrich Böll Foundation che noi riteniamo altamente attendibile. Nel contempo diamo inizio a una campagna di sensibilizzazione sul web con la costituzione di un gruppo su Facebook al quale invitiamo ad aderire. Contemporaneamente, a supporto del rapporto redatto dalla Heinrich Böll Foundation, faremo in modo di approfondire in loco le problematiche espresse in detto rapporto confidando nella più completa collaborazione da parte dei vertici dell’ENI.

Secondo Protocollo