Caro Renzi, cadrai per i migranti non per il referendum

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Non mi appassiona parlare di politica italiana. Troppi estremi ed estremisti e a me non piacciono né gli uni né gli altri. Guardo di sfuggita un comico più interessato a prendere il potere che a governare (non è la stessa cosa), un manipolo di vecchi politici (di destra e di sinistra) che non ne vuol sapere di andare a casa e liberarci della loro ingombrante presenza. Vedo avanzare movimenti autoritari e totalitari aiutati in questo da un governo che francamente su molti punti lascia parecchio a desiderare. La mia idea di politica è molto lontana da quella italiana. Ma la dura realtà che viviamo ci impone qualche riflessione e ho l’impressione che purtroppo a Roma di queste riflessioni non ne facciano.

Voglio tornare per l’ennesima volta a parlare dell’emergenza migranti, una emergenza che si sta trasformando in qualcosa di cronico e questo non va affatto bene perché, come insegnano nelle scuole di sviluppo, una emergenza è tale se dura un periodo limitato di tempo non se diventa la normalità, cioè se la situazione diventa appunto cronica. Ora, in Italia è chiaro come il sole che la questione migranti è diventata una questione cronica. Non si tratta più di accogliere qualche migliaio di persone in fuga dalla guerra (se mai è stato fatto in Italia), qui siamo di fronte a uno spostamento di grandi masse di persone da un territorio ad un altro. Non è una emergenza, è una migrazione di massa in tutto e per tutto.

Lo dico subito, non penso affatto – come invece fanno i complottari – che sia una cosa studiata a tavolino. Penso più semplicemente che la cosa stia sfuggendo di mano a chi con le più buone intenzioni (salvare vite e soccorrere chi fugge dalle guerre) ha ideato un sistema di soccorso che per varie ragioni si è trasformato in un vero e proprio sistema di traghettamento di migranti da un luogo a un altro.

Il problema, caro Presidente Renzi, è che questo traghettamento ti sta sfuggendo di mano e la tensione sociale nel Paese cresce a vista d’occhio. Ormai è chiaro a tutti che l’Italia non riesce più a gestire quel giro vizioso a cui ha dato inizio. Non si possono fermare le missioni di soccorso (che per inciso sono una idea di Letta) né si possono accettare spostamenti di grandi masse di persone senza mettere nel conto proprio quelle tensioni sociali di cui si parlava. Se parli con l’uomo della strada, che sia di destra, di sinistra o di altro schieramento, è una cosa che puoi percepire subito, puoi toccare con mano la crescente insicurezza e la tensione sociale montante. Il mantra del “soccorso umanitario” ormai passa solo nei salotti buoni e in quelli di chi da questo business trae un enorme vantaggio finanziario, tutti gli altri ti diranno le stesse cose che ti dico io. Se poi, come è successo a un mio stretto parente l’altro giorno, hanno a che fare direttamente con i crimini derivanti da questa invasione ti accorgerai che se le persone normali invocano il porto d’armi e la legittima difesa un motivo c’è, non sono diventate tutti improvvisamente dei giustizieri.

Come vedi non ne faccio un discorso di costi e di giustizia sociale (che pure andrebbe fatto in un certo modo) ne faccio un discorso di sicurezza interna e di geopolitica. E’ questo che adesso interessa all’uomo della strada, a quello che vive ogni giorno le difficoltà quotidiane e che magari si ritrova il ladro in casa che gli ruba tutta la pensione (se va bene) o che vede centinaia di clandestini nullafacenti pretendere molto più di quello che lui ha ottenuto con decenni di lavoro. Si chiama giustizia sociale, un termine che credo si sia perso nel vocabolario di questo Paese o che vale solo per alcuni. Questa gente non ce l’ha con te solo perché ti chiami Renzi. Sono le stesse persone che ti hanno dato il 40% alle europee ma che tu non ascolti più. Se voteranno NO al referendum non lo faranno perché credono che la riforma sia sbagliata, al contrario, sono convinto che in moltissimi credano che quantomeno sia un miglioramento (dire che sia ottima o la migliore è davvero troppo, ma è qualcosa), voteranno NO perché vedono un Paese che non li tutela, sono spaventati da questa invasione (chiamiamola con il suo vero nome) e credono che sia più importante fermarla che cambiare la Costituzione. Non dico che sia un ragionamento giusto, dico solo quello che questa gente pensa.

Caro Presidente Renzi, puoi fare avanti e indietro per tutta la penisola a spiegare le ottime ragione del SI, non cambierà nulla come non cambierà nulla a causa di quello che dicono i tuoi avversari per convincere gli italiani a votare NO. Molti dei NO saranno legati al tuo operato con i clandestini e alla forte percezione di ingiustizia sociale, non alla riforma costituzionale di cui questo Paese ha senza dubbio bisogno.

Last modified: Dic 3, 2017