Cinesi in Italia: cannibalismo e parassitismo economico senza controllo

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E improvvisamente una mattina ti alzi e scopri che l’Italia è stata invasa dai cinesi, dalle loro ditte che non pagano un Euro di tasse, dai loro metodi schiavisti, dai loro lavoratori che mangiano, dormono e fanno i loro bisogni dentro le fabbriche (se così le si vuol chiamare) e dal loro circuito chiuso che all’Italia non porta niente, nemmeno un panino comprato in un negozio di alimentari.

cinesi-italiaPeccato che non sia proprio una novità e noi queste cose le dicevamo tre anni fa lanciando l’allarme sulle ditte cinesi e in particolare nel comparto di Prato, dove l’altro giorno è avvenuta l’inevitabile tragedia.

Quello che sta avvenendo in Italia, e non parlo solo di Prato ma di tutto il Paese dal più piccolo paesino alla grande città, è un progressivo avanzamento di una miriade di attività cinesi che stanno mettendo letteralmente KO l’economia nazionale con sistemi che rasentano lo schiavismo. A Prato, solo per prendere l’ultimo e più lampante esempio, non c’è più una ditta italiana nel settore tessile. Sono tutte cinesi. Poco male, direte voi, l’importante è che facciano lavorare. Invece no, perché non è così. Nelle ditte cinesi, in qualsiasi ditta cinese, gli italiani non ci lavorano e non perché non vogliono, ma perché non ci lavora nessuno che non sia cinese.

Il cinese non porta alcun beneficio al paese che lo ospita. Sono una comunità chiusa senza alcun contatto con le altre comunità. Non acquistano nei negozi che non siano del loro circuito, non spendono un Euro, non assumono italiani, nella maggioranza dei casi non pagano le tasse e vendono tutto in nero. Mai il termine “parassita” è stato più adatto a definire un fenomeno come quello cinese dove per parassita si intende il vero termine della parola senza alcun retroscena razzista. Di integrazione, tanto cara alla ministra Kyenge, nemmeno a parlarne. Proprio non gli interessa.

E c’è qualcuno in questo Stato che mi sappia dire quanti siano effettivamente i cinesi in Italia? Abitano in 20 in appartamenti minuscoli. Possibile che nessuno si accorga di tutto questo? Possibile che mentre noi italiani veniamo tartassati di tasse a questi nessuno li controlli nonostante siano una realtà immensa che opera alla luce del sole?

Adesso, dopo la tragedia, si sono susseguiti i controlli, ma per quanto tempo dureranno? Vedrete che una volta scomparso l’effetto mediatico tutto tornerà come prima. I cinesi continueranno a schiavizzare altri cinesi (clandestini, naturalmente) e a non dare niente a questo organismo (l’Italia) che li ospita. Cos’è questa se non ipocrisia?

E non parliamo del danno economico che le attività cinesi portano all’Italia. Interi comparti sono alla fame perché non possono reggere la concorrenza cinese dovuta anche (ma non solo) al basso costo della manodopera e delle materie prime. Non solo ci stanno “parassitando” ma ci stanno cannibalizzando.

Non lo so, ma credo che a qualcuno dalle parti di Roma dovrebbero fischiare le orecchie perché questo fenomeno, che dura ormai da anni e che ha assunto dimensioni enormi, non può perdurare senza regole ben precise e controlli ferrei e continui. E per favore mettiamo da parte il buonismo e la cosiddetta “integrazione”. Quando si parla di cinesi siamo lontani anni luce da qualsiasi forma di integrazione.

Last modified: Dic 3, 2017