Clima: il club degli illusionisti di Durban

L’illusionismo è un’arte e, come in tutte le arti, per essere bravi illusionisti bisogna fare molta pratica. Per arrivare a fare quelle magie che spingono gli spettatori a rimanere a bocca aperta occorre tempo e abilità. L’illusionismo in fondo è l’arte di nascondere con abilità la realtà. Ebbene a Durban, durante i negoziati sul clima, abbiamo assistito ad un gioco di prestigio senza precedenti, un oscuramento della realtà tale da fare impallidire illusionisti come David Copperfield.  

Ma cosa è successo a Durban? Il mondo sembra aver trovato un accordo sulla riduzione dei gas serra, una notizia che dovrebbe essere buona, anzi, ottima per il Pianeta. MA…. c’è un ma e non è un condizionale da poco: i tagli al gas serra inizieranno nel 2020 e comunque i 194 paesi che hanno partecipato al vertice dovranno approvare queste norme entro il 2015, fatto questo che non è per niente scontato.

Se leggiamo la stampa mondiale (anche quella italiana) la parola più usata è MIRACOLO. Gli esperti, spesso pagati dai governi contrari al Protocollo di Kyoto o dalle lobby contrarie alla regolamentazione delle emissioni dei gas serra, sostengono che finalmente è stato fatto un passo avanti storico che va oltre il Protocollo di Kyoto (per altro anch’esso con i suoi problemi e i suoi trucchi).  L’Unione Europea addirittura parla di “svolta storica”. Gli unici a parlare di “illusionismo” e di “una decisione non vincolante” sono gli ecologisti e gli attivisti di Greenpeace e di Earth Climate Justice, i quali fanno notare come gli impegni presi dai paesi inquinatori non sono affatto vincolanti e che già in passato erano stati presi impegni simili, salvo poi disattenderli sistematicamente. In sostanza si è preso altro tempo (e non poco), tempo durante il quale il pianeta continuerà ad avvelenarsi e con lui tutti noi.

Secondo Sarah-Jayne Clifton, coordinatrice di Earth Climate Justice, “le nazioni sviluppate guidate dagli Stati Uniti hanno rinnegato ancora una volta le loro promesse e facilitato un accordo che di fatto favorisce coloro che dalla crisi climatica traggono enormi benefici”. La Clifton punta il dito sull’accordo non vincolante che in sostanza concede altro tempo agli inquinatori e che non tratta affatto altri argomenti di fondamentale importanza come la lotta alla deforestazione. Dello stesso tenore le parole di Kumi Naidoo, Diretto di Greenpeace, il quale parla apertamente di “illusionismo mediatico” da parte degli Stati Uniti e di quei Paesi contrari ad una regolamentazione vincolante delle emissioni di gas serra.

In sostanza ancora una volta si è preso tempo e non sono state prese decisioni su altri temi che nella lotta contro il surriscaldamento del pianeta sono di fondamentale importanza, come per esempio la lotta alla deforestazione, una attività che danneggia il pianeta alla pari se non di più dell’emissione di gas serra. Peccato che la stampa mondiale tutto questo non lo veda e che parli di “storica svolta positiva” quando invece siamo di fronte al più grande show di illusionismo che la storia ricordi.

Bianca B.

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