Colloqui di pace in Medio Oriente? Una totale messa in scena e intanto l’Iran si arma

Una settimana fa Abu Mazen, per tornare al tavolo delle trattative, voleva il congelamento delle colonie per almeno tre mesi. Glielo hanno dato. Ieri, visto che gli è andata bene (o male a seconda da dove la si guardi) ha alzato il tiro, vuole anche il congelamento degli insediamenti a Gerusalemme Est e la moratoria di tre mesi è troppo corta, “non bastano nemmeno tre anni” ha tuonato il Rais.

Ecco, per la prima volta in vita mia mi trovo d’accordo con Abu Mazen, non solo, ritengo che sia stato molto benevolo quando ha detto che non bastavano tre anni perché non basteranno tre secoli a convincere i palestinesi a firmare un qualsiasi documento dove ci sia scritto che la controparte è Israele.  Questa è la realtà.

Ma allora cosa vogliono i palestinesi? Semplice…vogliono quella che loro chiamano “Palestina”, cioè tutto quel territorio che a loro dire gli è stato usurpato da Israele. Solo che tra la loro idea di Palestina e quella di tutto il resto del mondo c’è un po’ di differenza. I Palestinesi considerano Palestina anche il territorio dove attualmente c’è Israele, mentre la comunità internazionale continua a vedere Palestina e Israele vicini e separati da un confine regolare. Poveri illusi, non è questo quello che vogliono i palestinesi. Certo, Abu Mazen è più diplomatico dei suoi colleghi di Hamas, lui viene dalla scuola di Arafat, cioè il più grande mentitore della storia, quello che è riuscito a creare un popolo dal nulla, non può quindi dire apertamente quello che pensa. Deve dare almeno una parvenza di trattativa. Però fa in modo che non si arrivi mai ad alcuna conclusione, esattamente come faceva il suo predecessore, Arafat.

E mentre si continua con la sceneggiata palestinese, mentre tutta la diplomazia mondiale sembra ipnotizzata da questo falso problema messo in scena da Abu Mazen e dalla sua cricca internazionale, l’Iran ne approfitta per armarsi. Nelle prossime settimane i Mullah iraniani testeranno il Shahab-5 in grado di raggiungere l’Europa (hanno saltato completamente lo sviluppo  dello Shahab-4). Ma tranquilli, Obama ha detto che tra dieci anni ci sarà lo scudo antimissile a proteggere l’Europa. Sempre ammesso che ci sia più…..l’Europa.

Miriam Bolaffi

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