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Come l’informazione distorce l’opinione su Israele

Ieri un terrorista palestinese ha investito con la propria automobile tre militari israeliani che camminavano sulla strada, ieri sera tre missili sono stati lanciati dalla Striscia di Gaza verso Israele anche se poi sono ricaduti in territorio palestinese. Questi sono solo gli ultimi due casi di una lunga serie di attentati contro Israele e i suoi cittadini commessi da terroristi palestinesi senza che i media occidentali ne riportassero un minimo accenno.

Bombe molotov lanciate contro autobus e automobili con l’intenzione di uccidere, uccisioni a sangue freddo di ragazzi israeliani, centinaia di incidenti stradali e decine di feriti provocati dal lancio di sassi contro macchine in corsa, accoltellamenti improvvisi di civili e militari. Questo non è il resoconto di anni di cronaca nera ma quello di poche settimane di vita quotidiana in Israele. Eppure se chiedi a qualcuno se ne sappia qualcosa ti sentirai rispondere che non ne sa nulla e quasi quasi che stai esagerando e che te lo sei inventato.

La tecnica usata dai media occidentali (ma anche dai politici) è collaudata: sminuire gli attentati contro Israele e amplificare le reazioni israeliane o le azioni di difesa facendole passare come abusi. Mettere sempre la parola “colono israeliano” davanti a qualsiasi fatto violento commesso dai palestinesi per dar loro una sorta di giustificazione e instillare nell’opinione pubblica internazionale l’idea che gli israeliani siano usurpatori e cattivi e i palestinesi siano le povere vittime, che gli israeliani siano coloni dove la parola simboleggia sempre e comunque una sorta si colonizzazione. Al contrario, quando accade che ad essere sotto attacco siano i palestinesi, sebbene in casi molto isolati, la notizia non solo viene amplificata a dismisura sui media, anche i politici non perdono occasione per urlare il loro sdegno contro i “coloni”.

Come dicevo prima, la tecnica è collaudatissima e pressoché infallibile. La verità su quello che accade in Israele viene quindi sistematicamente rovesciata. Chi usa violenza da decenni e rifiuta sistematicamente qualsiasi riconoscimento di Israele viene considerato la vittima, chi cerca la pace e si difende dagli attacchi del nemico, chi ha creato l’unica vera democrazia in tutto il Medio Oriente, viene invece clamorosamente e inspiegabilmente attaccato. E’ un non senso difficilmente spiegabile se non con l’antisemitismo e l’ignoranza (nel senso di ignorare), che rimane sempre il bacino d’utenza preferenziale dell’odio antisemita.

Così può succedere che in pochi mesi in Israele avvengano decine e decine di attentati quotidiani contro cittadini israeliani senza che in occidente nessuno ne parli e non appena un qualche deficiente di terrorista non islamico compie un esecrabile attentato contro i palestinesi la notizia in pochi minuti fa il giro del mondo e viene pompata all’inverosimile.

Voglio insistere su questo fatto sperando che coloro che non conoscono le questioni mediorientali e non sono apertamente schierati con l’una o con l’altra parte e magari seguono solo distrattamente quello che avviene, ci riflettano e siano in grado di capire come l’informazione stia cercando palesemente di condizionare quel vastissimo bacino d’utenza che guarda al Medio Oriente con un certo distacco senza mai andare ad approfondire le questioni. Ho più volte scritto sull’attacco mediatico a cui è sottoposto Israele, ma di recente questo attacco ha assunto una dimensione davvero globale e smaccatamente antisemita. Qualcosa per ripristinare la verità bisogna pur fare.

3 Comments

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  • Parlar male di Israele non costa niente anzi… Fa acquistare punti fedelta’- Sinistra avanti marsch!! Non si rischia di saltare in aria e si puo’ andare a prendere il caffe’ guardando avanti, i petroaiutini poi… Sarebbero come una manna dal cielo(Inschallah). Ogni Popolo ha il diritto di opporsi al proprio annientamento… Anche Israele. Anzi questo diritto aumenta con l’aumentare del numero di nemici che ti vogliono fottere, se poi ci mettiamo dentro anche il numero degli amici…Le mutande al titanio sono d’obbligo.-

  • Si bisogna fare qualcosa, e qualcosa lo fanno diverse persone di buona volontà, tra cui lei, Londei, oppure progetto Dreyfus, Informazione corretta, il blog del Borghesino ecc. Ma anche se il web è importante, per reagire a questa massiccia offensiva mediatica occorre – mi perdoni la metafora – non solo il fuoco mirato dell’artiglieria leggera, ma anche mettere in campo quella pesante, nonché una strategia di attacco molto coesa. E chi ha i mezzi e la volontà politica per farlo? Purtroppo avrebbe dovuto cominciare Israele molto tempo fa e invece ha sottovalutato l’importanza di questa guerra, confidando più nella verità che nella propaganda. Nobile ma sbagliato, quando si ha di fronte un avversario come i palestinesi che pare abbiano fatto loro la lezione di goebbelsiana memoria. Sono pienamente d’accordo con lei ma occorrerebbero istituzioni potenti anche economicamente, autorevoli e pervasive.

    • sono d’accordo Elisabetta e aggiungo che a volte anche tra di noi non sempre siamo “sintonizzati”. Manca un coordinamento, qualcosa che unisca e che impronti una linea comune, non uguale, è sbagliato pubblicare le stesse cose, ma qualcosa che dia una idea di una strategia. Israele purtroppo ha sottovalutato il problema, insieme ad altre persone lo dico da anni, ma allora siamo stati considerati degli zombie. Adesso finalmente ci si rende conto del problema…. e che problema