Secondo Protocollo

Congo: nuovi scontri e centinaia di migliaia di persone in fuga

Nuovi e cruenti scontri vengono segnalati nella Repubblica Democratica del Congo. A riferirlo sono fonti di stampa indipendenti che descrivono una situazione davvero drammatica e al limite della vera e propria guerra.

Secondo fonti locali un nutrito gruppo di ribelli Mai Mai avrebbe attaccato una base militare dell’esercito congolese situata in Nord Kivu. Lo scontro a fuoco, violentissimo, avrebbe lasciato sul terreno almeno 19 morti.

Nelle ultime settimane gli contri tra vari gruppi ribelli e l’esercito congolese sono stati decine e decine. Oltre 100.000 persone sono state costrette ad abbandonare le loro case a causa degli scontri e si sono dirette verso l’Uganda e il Ruanda provocando una vera e propria crisi umanitaria di cui il mondo (Onu in testa) si sta letteralmente disinteressando.

I ribelli Mai Mai , fedeli al Gen. Kakule Sikula Lafontaine, sono finanziati e armati dal Ruanda anche se Kigali nega decisamente questa accusa nonostante le tantissime prove a suo carico. In gioco c’è il controllo della ricchissima zona Est del Congo, un’area dove diamanti, oro e coltan sono presenti in grandissime quantità.

Secondo Protocollo da molti anni continua a chiedere la creazione di un Protocollo di Provenienza del Coltan, un sistema di controllo che taglierebbe fuori i mercanti di morte e farebbe cessare le decine di micro-conflitti che avvengono nell’est del Congo per il controllo delle miniere. Ma l’Onu, che chiaramente ha molti interessi nella zona, è sordo a questa semplice richiesta che metterebbe quasi certamente fine a questo assurdo massacro.

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