Conseguenze delle rivolte nel Maghreb: trafficanti di uomini scatenati in Niger e Mali

Una delle prime conseguenze delle molteplici rivolte in Maghreb è senza dubbio quella che riguarda il crollo di ogni tipo di controllo sui flussi migratori provenienti non solo dai Paesi nordafricani ma anche da quelli immediatamente a sud dell’area maghrebina. In particolare preoccupa la ripresa in grande stile dell’attraversamento di migranti africani di Niger e Mali diretti sulle coste del Mediterraneo.

Secondo dettagliate informazioni giunte a Secondo Protocollo dalle aree a sud del Maghreb sarebbe in atto una vera e propria transumanza di esseri umani provenienti in particolare dalla Guinea, dalla Costa d’Avorio, dal Senegal, dal Burkina Faso e dalla Mauritania. I trafficanti di uomini hanno rimesso in piedi velocemente le loro organizzazioni per trasportare i migranti attraverso il deserto verso le coste del Mediterraneo, organizzazioni che nei mesi scorsi avevano pesantemente risentito delle azioni di contenimento effettuate dai Governi maghrebini. Il crollo di ogni tipo di controllo ha dato il via a nuove e pesanti migrazioni verso nord.

Le organizzazioni dei trafficanti di uomini, vere e proprie strutture organizzate, stanno diffondendo la voce che le frontiere verso l’Europa sono crollate e che a coloro che raggiungeranno le coste europee in questi giorni viene sistematicamente garantito l’asilo. Sono chiaramente notizie false e destituite da ogni fondamento, ma tanto basta a intere popolazioni di disperati per mettersi nelle mani dei trafficanti di esseri umani. Negli ultimi giorni sono state segnalate diverse carovane di migranti in marcia dal Niger e dal Mali verso le coste mediterranee. E’ una traversata difficilissima e molto rischiosa, spesso fatta con mezzi inadeguati e strapieni di persone, soggetta ai continui attacchi dei predoni del deserto. Ma questo non ferma la grande massa di disperati in cerca del miraggio di una vita migliore.

Secondo le nostre fonti uno dei centri di raccolta più attivi sarebbe stato organizzato dai trafficanti di uomini nella città di Madama, nel nord del Niger. Qui stanno arrivando migliaia di migranti africani dove sperano di salire su una delle tante carovane che attraversano il deserto libico. Un altro grande punto di raccolta sarebbe stato organizzato in un’oasi a nord della città di Taoudenni, nel nord del Mali. Da li le carovane attraversano l’Algeria sempre dirette verso le coste del Mediterraneo. Nessuno controlla il flusso di disperati e spesso persino la polizia e l’esercito sono complici dei trafficanti di esseri umani.

A parte il rischio di un enorme flusso di migranti verso le frontiere europee, flusso che difficilmente l’Europa potrebbe amministrare, uno dei rischi più concreti per questi disperati è quello di perdere la vita nel lunghissimo viaggio verso le coste mediterranee. Secondo diverse fonti sono migliaia i migranti morti durante la traversata del deserto, morti di cui nessuno parla perché praticamente inesistenti per tutti. Occorre quindi fare subito qualcosa per fermare sul nascere questo esodo biblico incentivato dalle menzogne dei trafficanti di uomini. L’illusione di frontiere aperte e della possibilità di ricevere asilo sta spingendo migliaia e migliaia di persone ad affrontare un viaggio che, se non si interromperà tragicamente prima, finirà con la dura realtà del respingimento. E’ una cosa che chi parte dai Paesi africani e dell’Africa Subsahariana deve conoscere. Per questo motivo abbiamo avviato una iniziativa presso l’Unione Europea affinché vengano mobilitate le risorse per avviare una campagna conoscitiva nei Paesi di origine dei migranti affinché sappiano a cosa vanno incontro mettendosi nelle mani dei trafficanti di esseri umani. L’Europa deve agire subito in maniera preventiva, perché una azione di questo tipo potrebbe evitare di dover affrontare una migrazione biblica che si andrà ad aggiungere a quella già in atto dai Paesi del Maghreb e, soprattutto, potrebbe realmente salvare migliaia e migliaia di vite umane.

Secondo Protocollo

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