Secondo Protocollo

Consigli per Obama: come arrivare alla pace in Medio Oriente in quattro mosse

Ebbene si, noi siamo tra quelli che pensano che la politica dell’amministrazione Obama in Medio Oriente sia una politica islamista, cioè studiata appositamente per favorire l’espansione dell’Islam. Ci sono tante cose che ce lo fanno pensare e, anche Obama non lo ha mai confermato, è palese che mesi fa fece un accordo con la Fratellanza Musulmana volto proprio a cambiare gli assetti del Medio Oriente in configurazione islamica.

Ma se il primo Presidente islamista della storia degli USA non è in grado né di negare (è troppo evidente) né di confermare la sua politica (gli elettori lo punirebbero) noi siamo in grado di dargli qualche consiglio per dimostrare al mondo che anche se è un Presidente  islamista almeno non è estremista e che, come ha più volte detto, il suo obbiettivo è arrivare alla pace in Medio Oriente, una pace che però comprenda ancora la presenza di Israele (aggiungiamo noi), cioè che non sia la “pace dei vinti”.

Dando quindi per scontato che il Presidente USA voglia comprendere anche Israele in un futuro Medio Oriente e ipotizzando (in maniera a dire il vero molto azzardata) che l’accordo con i Fratelli Musulmani sia volto a trovare un buon bilanciamento tra Islam integralista e Islam moderato, proviamo a dare al Presidente americano qualche spiegazione in merito a quello che succede in Medio Oriente e come fare per risolvere definitivamente il problema.

Punto primo: la questione dei confini – E’ opinione comune che alla base del conflitto arabo-israeliano ci siano i confini tra lo Stato Ebraico e il futuro stato arabo-palestinese. Primo errore. Non è mai stata una questione di confini semplicemente perché mentre Israele riconosce agli arabi il Diritto di avere una propria terra (che si chiami Palestina o Emirato di non so che), altrettanto non fanno gli arabi con Israele. In sostanza per loro Israele non dovrebbe esistere e quindi non vogliono una parte di quella terra, la vogliono tutta. Basta ascoltare i discorsi in arabo che fanno i loro leader per capirlo (e non serve il suocero di Grillo per tradurli correttamente). Cosa occorre per evitare questo problema? Semplicissimo, che gli arabi riconoscano Israele e che lo facciano prima di qualsiasi trattativa. Questa deve essere una precondizione per riaprire qualsiasi trattativa di pace. Se ciò non avvenisse è chiaro che sono gli arabi a non volere la pace.

Punto secondo: l’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) – Chi rappresenta esattamente l’Autorità Nazionale Palestinese? Il popolo palestinese o una lobby d’affari che nel corso degli anni si è arricchita a dismisura con gli aiuti occidentali ai palestinesi, somme di denaro che superano ampiamente qualsiasi altro aiuto a qualsiasi altro popolo della terra. Se la risposta è la prima (la ANP rappresenta i palestinesi) restituisca ai palestinesi tutti i soldi presi da Arafat, Abu Mazen e le decine di rais che si sono alternati in questi anno nei vari posti di potere, e si impieghino per lo sviluppo del territorio. Se invece la risposta è la seconda, la pace non interessa a nessuno di loro perché se scoppiasse la pace sarebbe la fine dell’enorme flusso di denaro occidentale. Noi (ma è evidente a tutti) riteniamo che la risposta sia proprio la seconda quindi fino a che non sarà eliminata la ANP e non verrà imposto un Governo non corrotto, la pace non potrà esserci per il semplice fatto che ai leader arabi non conviene.

Punto terzo: Hamas – E qui entriamo in un vero campo minato per il Presidente americano. Cosa comprende l’accordo con la Fratellanza Musulmana?  Se comprende la sopravvivenza del gruppo terrorista è un accordo che non prevede la presenza di Israele in Medio Oriente. Qui non ci sono discussioni e quindi Obama è un estremista islamico. Se prevede la trasformazione del gruppo terrorista in un movimento politico, allora Obama oltre che estremista è pure idiota a crederci (o a volerlo far credere). Se invece prevede “l’annullamento” del gruppo terrorista, l’insediamento a Gaza di un Governo moderato (che non sia la ANP per le ragioni del punto secondo) e addirittura un ricongiungimento politico (territoriale è impossibile) con la Cisgiordania, allora l’accordo con i Fratelli Musulmani è un buon accordo per la pace in Medio Oriente. Noi riteniamo che la terza ipotesi sia fantascienza, ma vogliamo essere buoni con Obama e l’abbiamo messa ugualmente come possibilità. Il punto è che la presenza di Hamas (e della Jihad Islamica) non è compatibile con qualsiasi ipotesi di pace in Medio Oriente e quindi qualsiasi approccio al problema che non preveda l’eliminazione definita e permanente del gruppo terrorista arabo non può essere presa in considerazione. Ed è qui che nasce il “problema Fratellanza Musulmana” perché è semplicemente impensabile che un padre decida di sopprimere il figlio ed essendo Hamas figlio dei Fratelli Musulmani è impossibile che nell’accordo con Obama vi sia questa eventualità. Ergo, in questo clima la pace è praticamente impossibile.

Punto quarto: la questione del rientro dei profughi palestinesi – Un altro punto sul quale si infrangono le possibilità della riapertura dei colloqui di pace è quello del rientro dei cosiddetti profughi palestinesi. Come abbiamo spiegato più volte i profughi palestinesi dipendono dal UNRWA (United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East) che incredibilmente considera profughi anche i discendenti dei profughi originali. Così il loro numero passa da quello stimato di profughi originali (secondo la legge internazionale applicata in tutto il resto del mondo dalla UNHCR) che attualmente è di circa 35.000 a quello stimato secondo l’assurdo sistema del UNRWA che è di circa 4,5 milioni. Nessuno potrebbe sopportare una “iniezione” di milioni di persone in territorio piccolo come la Cisgiordania, questo lo sanno i palestinesi come lo sa Obama. Ma nessuno nell’amministrazione americana si è mai sognato di mettere “i puntini sulle i” in merito a questo problema che la ANP usa sistematicamente per bloccare le possibilità di riapertura del dialogo.

Ricapitolando, per arrivare alla pace in Medio Oriente Obama e l’occidente dovrebbero lavorare a questi imprescindibili punti:

  1. Riconoscimento da parte degli arabi di Israele come Stato Ebraico
  2. Sostituzione della ANP con un Governo che non sia corrotto e che non comprenda nessuno dell’attuale esecutivo
  3. Eliminazione definitiva di Hamas e della Jihad Islamica
  4. Rinuncia al rientro dei profughi o, al limite, rientro limitato ai profughi che ne hanno Diritto in base alle leggi internazionali.

Una volta fatto questo si può parlare anche di confini e di restituzione/scambio di terra. Il problema è che Obama non intende affrontare questi quattro fondamentali punti e preferisce continuare a legittimare le assurde richieste palestinesi che non possono che portare al blocco di qualsiasi trattativa. L’assurdo è che, pur rendendosi conto che i problemi risiedono in questi quattro punti, si continua a dare la colpa a Israele dello stallo dei negoziati e adesso con l’avvento della Fratellanza Musulmana in quasi tutto il Medio Oriente, avvento che ha la benedizione di Obama, la situazione diverrà, se possibile, ancora più complicata perché  invece che lavorare alla pace si tenderà a dare ancora più legittimazione alla attuale situazione e alle richieste arabe, richieste che non prevedono una contropartita.

Ora, noi ci permettiamo di dare un consiglio spassionato al Presidente Obama: se veramente, come dice, lavora per la pace in Medio Oriente affronti con decisione questi quattro punti fondamentali e vedrà che la pace scoppierà improvvisa e spontanea. Diversamente si individui chi sono realmente i veri oppositori a qualsiasi negoziato di pace invece di dare la colpa a Israele. Già questo sarebbe un discreto passo avanti.

Miriam Bolaffi

30 Comments

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  • Fino ad oggi l’unica cosa che prodotto la politica di Obama è l’avvento della Fratellanza Musulmana in Nord Africa e in Medio Oriente e probabilmente produrrà un Iran nucleare. Non c’è che dire, bella politica del cavolo.

  • Fino ad oggi l’unica cosa che prodotto la politica di Obama è l’avvento della Fratellanza Musulmana in Nord Africa e in Medio Oriente e probabilmente produrrà un Iran nucleare. Non c’è che dire, bella politica del cavolo.

  • A) forse è il caso di iniziare a capire che nel mondo esiste una cosa che si chiama Politica e che dietro ad ogni azione palese di un Governo esistono innumerevoli azioni celate, che servono per arrivare ad un obiettivo… Gli USA non ne sono immuni.
    Se veramente pensate che un qualsiasi Presidente degli Stati Uniti d’America possa in qualsiasi modo operare contro gli interessi del proprio Paese e dell’Occidente in generale, allora siete veramente degli ingenui…
    Dietro ad ogni Presidente USA c’è a) il (temibile)Senato, b) i servizi di sicurezza (FBI, CIA, Servizi Militari vari…)
    NESSUNA DECISIONE VIENE PRESA SOLTANTO DAL PRESIDENTE!

    B) Forse è il caso di smettere di criticare il Capo del migliore alleato di Israele… Con gli USA deve valerere il pricipio che adottiamo con Israele: appoggio incondizionato! Perché NON SONO STUPIDI!
    Questo attacco incondizionato (e secondo me in parte senza fondamento) non riesco a non “leggerlo” come un preconcetto su una persona di colore… (sicuramente Lei ne avrebbe preferito uno proveniente dalla Louisiana, appartenente al “White Power”, avversore degli infedeli Musulmani nostri nemici (e che nel momento successivo avrebbe cacciato gli stranieri Ebrei …). Questo è quello che trapela, se non non c’è altra spiegazione.

    C) Non riesco a vedere nell’articolo(letto e riletto) una qualche novità che qualcuno di noi non conoscesse già…

    D) Prima di riuscire a risolvere le questioni fissate nei 4 punti dalla Sra Bolaffi… sarà già arrivato il Messia!

    Lasci fare ad Israele ed USA, sia gentile… Per UN giorno si può anche lasciare la pagina di giornale(virtuale o non) vuota…
    …è meglio.
    Grazie dell’attenzione

  • A) forse è il caso di iniziare a capire che nel mondo esiste una cosa che si chiama Politica e che dietro ad ogni azione palese di un Governo esistono innumerevoli azioni celate, che servono per arrivare ad un obiettivo… Gli USA non ne sono immuni.
    Se veramente pensate che un qualsiasi Presidente degli Stati Uniti d’America possa in qualsiasi modo operare contro gli interessi del proprio Paese e dell’Occidente in generale, allora siete veramente degli ingenui…
    Dietro ad ogni Presidente USA c’è a) il (temibile)Senato, b) i servizi di sicurezza (FBI, CIA, Servizi Militari vari…)
    NESSUNA DECISIONE VIENE PRESA SOLTANTO DAL PRESIDENTE!

    B) Forse è il caso di smettere di criticare il Capo del migliore alleato di Israele… Con gli USA deve valerere il pricipio che adottiamo con Israele: appoggio incondizionato! Perché NON SONO STUPIDI!
    Questo attacco incondizionato (e secondo me in parte senza fondamento) non riesco a non “leggerlo” come un preconcetto su una persona di colore… (sicuramente Lei ne avrebbe preferito uno proveniente dalla Louisiana, appartenente al “White Power”, avversore degli infedeli Musulmani nostri nemici (e che nel momento successivo avrebbe cacciato gli stranieri Ebrei …). Questo è quello che trapela, se non non c’è altra spiegazione.

    C) Non riesco a vedere nell’articolo(letto e riletto) una qualche novità che qualcuno di noi non conoscesse già…

    D) Prima di riuscire a risolvere le questioni fissate nei 4 punti dalla Sra Bolaffi… sarà già arrivato il Messia!

    Lasci fare ad Israele ed USA, sia gentile… Per UN giorno si può anche lasciare la pagina di giornale(virtuale o non) vuota…
    …è meglio.
    Grazie dell’attenzione

  • Ci sono molte cose di questo articolo che trovo imprecise.
    Innanzitutto credo sia sbagliato parlare di Obama come di un presidente “islamista” nonostante sia innegabile che la politica obamiana abbia come fine la presa del potere in medio oriente da parte dei movimenti popolari islamici.
    Il punto a mio avviso e’ che l’appoggio obamiano a tali movimenti non ha come causa una qualche simpatia o adesione a tali principi, ma una visione di realpolitik sui mutamenti globali e locali.
    Anche Nierenstein in un recente articolo rimprovera ad obama di aver aiutato i musulmani e di aver limitato il ruolo usa in medioriente.
    E’ vero il contrario, gli usa, per ragioni irreversibili simili a quelle che hanno traformato la gran bretagna da impero imbattibile a media potenza, non hanno piu’ la forza di imporre in medioriente la loro politica, che e’ stata il proseguio e la continuazione del colonialismo classico di stampo europeo. Non potendo restare in medio oriente come potenza post coloniale gli usa cercano styrade alternative, ed e’ ovvio che i fratelli musulmani, in quanto massimo movimento polirtico arabo esiano i referenti. aiutarli e omaggiarli non esignifica portarli al potere, il potere lo avrebbero preso comunque, gli usa non potevano evitarlo ma, furbamente, in questo modo obama cerca di accreditarsi (forse fuori tempo massimo) come il presidente di una potenza buona e amica, non come il successore di bush con le sue guerre di distruzione preventiva (basata su menzogne e costata la vita a centinaia di migliaia di civili iracheni) o delle potenze coloniali che con squadra e righello tracciavano i confini degli stati arabi come una torta da dividersi.
    quell’epoca e quei rapporti di forza sono tramontati per sempre.
    In questo contesto poi c’e’ israele ma bisogna sottolinaera alcune cose, che l’articolo non mette in luce.
    in primis che gli interessi usa e israeliani (e occidentali e israeliani) non devono necessariamente coincidere e, nei fatti, in questo momento divergono. in questo scenario e’ evidente che il presidente usa deve fare gli interessi usa e quello israeliano gli interessi israeliani, pretendere che gli usa pensino prima agli interessi israeliani e’ utopico.
    Poi l’articolo mette in evidenza alcuni punti per “arrivare alla pace”, ossia applicare nel dettaglio l’agenda israeliana, ovviamente gli arabi non accetteranno mai e non si capisce in base a cosa il presidente usa dovrebbe sostenere queste posizioni che sono intransigenti, contrarie agli interessi americani e che non porteranno a nessuna pace.

  • Ci sono molte cose di questo articolo che trovo imprecise.
    Innanzitutto credo sia sbagliato parlare di Obama come di un presidente “islamista” nonostante sia innegabile che la politica obamiana abbia come fine la presa del potere in medio oriente da parte dei movimenti popolari islamici.
    Il punto a mio avviso e’ che l’appoggio obamiano a tali movimenti non ha come causa una qualche simpatia o adesione a tali principi, ma una visione di realpolitik sui mutamenti globali e locali.
    Anche Nierenstein in un recente articolo rimprovera ad obama di aver aiutato i musulmani e di aver limitato il ruolo usa in medioriente.
    E’ vero il contrario, gli usa, per ragioni irreversibili simili a quelle che hanno traformato la gran bretagna da impero imbattibile a media potenza, non hanno piu’ la forza di imporre in medioriente la loro politica, che e’ stata il proseguio e la continuazione del colonialismo classico di stampo europeo. Non potendo restare in medio oriente come potenza post coloniale gli usa cercano styrade alternative, ed e’ ovvio che i fratelli musulmani, in quanto massimo movimento polirtico arabo esiano i referenti. aiutarli e omaggiarli non esignifica portarli al potere, il potere lo avrebbero preso comunque, gli usa non potevano evitarlo ma, furbamente, in questo modo obama cerca di accreditarsi (forse fuori tempo massimo) come il presidente di una potenza buona e amica, non come il successore di bush con le sue guerre di distruzione preventiva (basata su menzogne e costata la vita a centinaia di migliaia di civili iracheni) o delle potenze coloniali che con squadra e righello tracciavano i confini degli stati arabi come una torta da dividersi.
    quell’epoca e quei rapporti di forza sono tramontati per sempre.
    In questo contesto poi c’e’ israele ma bisogna sottolinaera alcune cose, che l’articolo non mette in luce.
    in primis che gli interessi usa e israeliani (e occidentali e israeliani) non devono necessariamente coincidere e, nei fatti, in questo momento divergono. in questo scenario e’ evidente che il presidente usa deve fare gli interessi usa e quello israeliano gli interessi israeliani, pretendere che gli usa pensino prima agli interessi israeliani e’ utopico.
    Poi l’articolo mette in evidenza alcuni punti per “arrivare alla pace”, ossia applicare nel dettaglio l’agenda israeliana, ovviamente gli arabi non accetteranno mai e non si capisce in base a cosa il presidente usa dovrebbe sostenere queste posizioni che sono intransigenti, contrarie agli interessi americani e che non porteranno a nessuna pace.

  • Ineccepibile, come sempre, l’analisi di “gladiatore”. Certo i sionisti nostrani non perdonano ad Obama la mancanza di quell’oltranzismo che aveva caratterizzato il suo successore, tutto sbilanciato a favore del socio israeliano. I risultati di questa politica disennata sono sotto gli occhi di tutti, anche se settori del centrodestra italiano si rifiutano di riconoscere questo tragico fallimento. Certo che a sentire i discorsi esaltati del candidato repubblicano, non c’è da stupirsi che il sionismo italiano radicale non abbia dubbi sulla scelta di campo. Quello continua a promettere bombe per tutti i nemici – reali o supposti – di usraele e i finanziamenti dei plutocrati ebrei fioccano come neve a gennaio (Adelson docet). Stando così le cose, pur non trovando simpatia alcuna per il premio Nobel per la pace Obama, temo che un’eventuale vittoria del candidato mormone ci porterebbe dalla padella alla brace!

  • Ineccepibile, come sempre, l’analisi di “gladiatore”. Certo i sionisti nostrani non perdonano ad Obama la mancanza di quell’oltranzismo che aveva caratterizzato il suo successore, tutto sbilanciato a favore del socio israeliano. I risultati di questa politica disennata sono sotto gli occhi di tutti, anche se settori del centrodestra italiano si rifiutano di riconoscere questo tragico fallimento. Certo che a sentire i discorsi esaltati del candidato repubblicano, non c’è da stupirsi che il sionismo italiano radicale non abbia dubbi sulla scelta di campo. Quello continua a promettere bombe per tutti i nemici – reali o supposti – di usraele e i finanziamenti dei plutocrati ebrei fioccano come neve a gennaio (Adelson docet). Stando così le cose, pur non trovando simpatia alcuna per il premio Nobel per la pace Obama, temo che un’eventuale vittoria del candidato mormone ci porterebbe dalla padella alla brace!

  • Interessante l’articolo e credo che i punti sopra descritti debbano, essere presi in considerazione dal presidente Americano.

  • Interessante l’articolo e credo che i punti sopra descritti debbano, essere presi in considerazione dal presidente Americano.

  • Il mio incondizionato sostegno va all’articolo di Miriam, lasciando alla coscienza di Obama i futuri sviluppi dell’affaire arabo israeliano.
    Obama non metterà mai a repentaglio la sua figura politica dicendo semplicemente che Abu Mazen non vuole la pace mentre Israele sì, sarebbe troppo semplicistico e poco politicamente corretto.
    La diplomazia internazionale continuerà ad organizzare incontri e colloqui all’infinito, per dare l’illusione di essere vicini ad una soluzione.
    La pace in Israele non ci sarà mai, e questo a Gerusalemme lo sanno bene, perchè se Abu Mazen in un momento di pazzia, riconoscesse Israele come Stato Ebraico, il giorno dopo sarebbe un uomo morto, e Mohamud Abbas di morire non ci pensa proprio!

  • Il mio incondizionato sostegno va all’articolo di Miriam, lasciando alla coscienza di Obama i futuri sviluppi dell’affaire arabo israeliano.
    Obama non metterà mai a repentaglio la sua figura politica dicendo semplicemente che Abu Mazen non vuole la pace mentre Israele sì, sarebbe troppo semplicistico e poco politicamente corretto.
    La diplomazia internazionale continuerà ad organizzare incontri e colloqui all’infinito, per dare l’illusione di essere vicini ad una soluzione.
    La pace in Israele non ci sarà mai, e questo a Gerusalemme lo sanno bene, perchè se Abu Mazen in un momento di pazzia, riconoscesse Israele come Stato Ebraico, il giorno dopo sarebbe un uomo morto, e Mohamud Abbas di morire non ci pensa proprio!

  • Grazie per gli apprezzamenti Goffredo, ma non penso che la politica di Bush avesse come fine la sicurezza di Israele ma, anche in quel caso, gli interessi Usa.
    Quello che cambia e’ lo scenario e i rapporti di forza.
    Nel 2003 gli usa miravano a instaurare un medio oriente a immagine dei loro interessi.
    Occupando iraq e, in prospettiva, iran, rafforzando gli alleati sauditi, mantenendo il rapporto strettissimo con israele e avendo l’egitto dalla loro potevano difatto dire di essere i padroni del medioriente e, attraverso questo dominio, condizionare e bloccare le pretese russe e la crescita cinese, mantenendo lo status di unica superpotenza. Il piano e’ fallito miseramente perche’, sia in iraq che in afganistan, l’occupazione si e’ rivelata fallimentare, non e’ stato possibile instaurare governi amici e, per la gioia di russia e cina, gli usa si sono svenati in guerre perse.
    nel frattempo i nuovi players globali sono emersi con forza e la crisi economica ha tagliato le gambe a uleriori e costosissime avventure belliche usa.
    Come se non bastasse le opinioni pubblichge americane si sono rese conte della presa in giro, hanno capito che l’iraq non e’ mai stato una minaccia per nessuno e hanno preteso un disimpegno.
    Il pianmo B rimanente non poteva che essere quello di obama, aiuto e incoraggio i nuovi soggetti (fratelli musulmani) ben sapendo che erano destinati a prendere il potere, per avere un referente di qualche tipo con cui trattare da una posizione non piu’ di dominio ma di parita’.
    In quanto all’ventuale vittoria del mormone personalmente dubito porterebbe a modifiche nella politica usa. Gli americani non vogliono una guerra con l’iran, non possono fermare l’avanzata dei fratelli musulmani e, di conseguenza, al dila dei toni diversi la sostanza credo rimarrebbe uguale.

  • Grazie per gli apprezzamenti Goffredo, ma non penso che la politica di Bush avesse come fine la sicurezza di Israele ma, anche in quel caso, gli interessi Usa.
    Quello che cambia e’ lo scenario e i rapporti di forza.
    Nel 2003 gli usa miravano a instaurare un medio oriente a immagine dei loro interessi.
    Occupando iraq e, in prospettiva, iran, rafforzando gli alleati sauditi, mantenendo il rapporto strettissimo con israele e avendo l’egitto dalla loro potevano difatto dire di essere i padroni del medioriente e, attraverso questo dominio, condizionare e bloccare le pretese russe e la crescita cinese, mantenendo lo status di unica superpotenza. Il piano e’ fallito miseramente perche’, sia in iraq che in afganistan, l’occupazione si e’ rivelata fallimentare, non e’ stato possibile instaurare governi amici e, per la gioia di russia e cina, gli usa si sono svenati in guerre perse.
    nel frattempo i nuovi players globali sono emersi con forza e la crisi economica ha tagliato le gambe a uleriori e costosissime avventure belliche usa.
    Come se non bastasse le opinioni pubblichge americane si sono rese conte della presa in giro, hanno capito che l’iraq non e’ mai stato una minaccia per nessuno e hanno preteso un disimpegno.
    Il pianmo B rimanente non poteva che essere quello di obama, aiuto e incoraggio i nuovi soggetti (fratelli musulmani) ben sapendo che erano destinati a prendere il potere, per avere un referente di qualche tipo con cui trattare da una posizione non piu’ di dominio ma di parita’.
    In quanto all’ventuale vittoria del mormone personalmente dubito porterebbe a modifiche nella politica usa. Gli americani non vogliono una guerra con l’iran, non possono fermare l’avanzata dei fratelli musulmani e, di conseguenza, al dila dei toni diversi la sostanza credo rimarrebbe uguale.

  • Gladiatore, l’articolo di Miriam non disegna l’agenda israeliana che è ben diversa e sono certo vi farebbe gridare al “sionismo estremista” ma ribadisce dei punti sostanziali come per esempio la necessità da parte araba di riconoscere Israele, cosa che non avverrà mai semplicemente perché non ne hanno alcuna intenzione visto che si vogliono prendere tutto. Che dire poi della fine di Hamas che vorrebbe dire il bene per Gaza?

    Avanti, Miriam non si tira indietro nemmeno sulla terra (magari con uno scambio). Non vedo perché Obama non dovrebbe favorire questa ipotesi. E non è vero che non è negli interessi americani, lo è eccome.

    Il problema (il vostro problema) è un altro che è un po’ quello che aveva Arafat: qualsiasi cosa si proponga non vi starà mai bene.

    Allora dico io: perché mai Israele non dovrebbe prendersi tutto e mandare tutti a qual paese? Perchè poi ci saranno proteste e boicottaggi anti-israeliani? Ma ci sono già e aumentano ogni giorno.

    Mi creda, Miriam oggi è stata molto moderata. Io propendo decisamente per “l’agenda israeliana” e a quel paese Obama e i Fratelli Musulmani

  • Gladiatore, l’articolo di Miriam non disegna l’agenda israeliana che è ben diversa e sono certo vi farebbe gridare al “sionismo estremista” ma ribadisce dei punti sostanziali come per esempio la necessità da parte araba di riconoscere Israele, cosa che non avverrà mai semplicemente perché non ne hanno alcuna intenzione visto che si vogliono prendere tutto. Che dire poi della fine di Hamas che vorrebbe dire il bene per Gaza?

    Avanti, Miriam non si tira indietro nemmeno sulla terra (magari con uno scambio). Non vedo perché Obama non dovrebbe favorire questa ipotesi. E non è vero che non è negli interessi americani, lo è eccome.

    Il problema (il vostro problema) è un altro che è un po’ quello che aveva Arafat: qualsiasi cosa si proponga non vi starà mai bene.

    Allora dico io: perché mai Israele non dovrebbe prendersi tutto e mandare tutti a qual paese? Perchè poi ci saranno proteste e boicottaggi anti-israeliani? Ma ci sono già e aumentano ogni giorno.

    Mi creda, Miriam oggi è stata molto moderata. Io propendo decisamente per “l’agenda israeliana” e a quel paese Obama e i Fratelli Musulmani

  • una piccola comunicazione di servizio: gli utenti registrati sono pregati di fare il login così i loro commenti non vanno in moderazione, ci evitate di correre dietro alle pubblicazioni e risparmiate un po’ il server
    Grazie mille

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  • Caro londei non me ne voglia ma le sue proposte non tengono in minima considerazione i rapporti di forza e la vera realtà geopolitica, pertanto sono pura speculazione. Partiamo dalla fine, “perché Israele non si riprende tutto e non manda tutti a quel paese?” semplice, perché non puó! Quello che lei velatamente propone é l’annessione dei territori e la pulizia etnica di 3 milioni e mezzo di palestinesi (perché é ovvio a chiunque che annettersi popolazione e territorio significherebbe la fine della maggioranza ebraica). Se Israele lo facesse questo significherebbe l’immediata a totale rottura dei rapporti di Israele com usa ed Europa, embargo totale contro lo stato ebraico, crollo dell’economia e sanzioni paralizzanti. Insomma Israele diventerebbe una sorta di Corea del nord, con la differenza che la Corea del nord non ha un sacco di stati armati fino ai denti pronti a sbranarla. Dovrebbero essere dei pazzi suicidi a Gerusalemme per accogliere il suo suggerimento ( e infatti se ne guardano bene). Lei poi dice che gli arabi non riconosceranno mai Israele, ma lo stesso si potrebbe dire di Israele, proprio in questi giorni il ministro degli Esteri ha ribadito che Israele nn abbandonerà mai i territori, come giudica lei questa affermazione in relazione alla soluzione dei due stati che é l’unica che la comunità internazionale é disposta ad accettare?
    Lei poi parla di rifiuto arabo a riconoscere Israele come stato ebraico, ma non pensa che una simile richiesta, oltre che inaudita ( nessuno stato chiede di essere riconosciuto in termini etnici, l’Iran, ad esempio, si definisce repubblica islamica, ma nessuno all’onu la riconosce come tale, sancendo il principio che, ora e sempre, quel territorio appartiene di diritto solo agli islamici) significherebbe negare di fatto i diritti di un 25% di cittadini arabi, ed é curioso che una simile richiesta venga proprio dagli ebrei che, storicamente, sono stati sempre una minoranza perseguitata e hanno insegnato al mondo l’importanza per uno stato di trattare i suoi cittadini in maniera uguale a prescindere da etnia colore o religione.
    Insomma lei spera che Israele applichi politiche che
    A sono inattuabili per le conseguenze e i rapporti di forza
    B sono considerate immorali da tutto l’occidente, ossia l’unico mezzo alleato che ancora resta a Israele.
    Mi auguro che a Gerusalemme siano un po’ piu realistici!

  • Caro londei non me ne voglia ma le sue proposte non tengono in minima considerazione i rapporti di forza e la vera realtà geopolitica, pertanto sono pura speculazione. Partiamo dalla fine, “perché Israele non si riprende tutto e non manda tutti a quel paese?” semplice, perché non puó! Quello che lei velatamente propone é l’annessione dei territori e la pulizia etnica di 3 milioni e mezzo di palestinesi (perché é ovvio a chiunque che annettersi popolazione e territorio significherebbe la fine della maggioranza ebraica). Se Israele lo facesse questo significherebbe l’immediata a totale rottura dei rapporti di Israele com usa ed Europa, embargo totale contro lo stato ebraico, crollo dell’economia e sanzioni paralizzanti. Insomma Israele diventerebbe una sorta di Corea del nord, con la differenza che la Corea del nord non ha un sacco di stati armati fino ai denti pronti a sbranarla. Dovrebbero essere dei pazzi suicidi a Gerusalemme per accogliere il suo suggerimento ( e infatti se ne guardano bene). Lei poi dice che gli arabi non riconosceranno mai Israele, ma lo stesso si potrebbe dire di Israele, proprio in questi giorni il ministro degli Esteri ha ribadito che Israele nn abbandonerà mai i territori, come giudica lei questa affermazione in relazione alla soluzione dei due stati che é l’unica che la comunità internazionale é disposta ad accettare?
    Lei poi parla di rifiuto arabo a riconoscere Israele come stato ebraico, ma non pensa che una simile richiesta, oltre che inaudita ( nessuno stato chiede di essere riconosciuto in termini etnici, l’Iran, ad esempio, si definisce repubblica islamica, ma nessuno all’onu la riconosce come tale, sancendo il principio che, ora e sempre, quel territorio appartiene di diritto solo agli islamici) significherebbe negare di fatto i diritti di un 25% di cittadini arabi, ed é curioso che una simile richiesta venga proprio dagli ebrei che, storicamente, sono stati sempre una minoranza perseguitata e hanno insegnato al mondo l’importanza per uno stato di trattare i suoi cittadini in maniera uguale a prescindere da etnia colore o religione.
    Insomma lei spera che Israele applichi politiche che
    A sono inattuabili per le conseguenze e i rapporti di forza
    B sono considerate immorali da tutto l’occidente, ossia l’unico mezzo alleato che ancora resta a Israele.
    Mi auguro che a Gerusalemme siano un po’ piu realistici!

  • Ah dimenticavo…
    Io ho scritto che é nell’interesse strategico usa mantenere una presenza importante in medio oriente. Questa é avvenuta in passato con l’appoggio di quei regimi (Iraq prima, Egitto, Arabia saudita, Iran ai tempi dello shia, Turchia pre erogan, etc) amici dell’America e con il tentativo di presa del potere diretta con cambi di regime poi. Ora che quei regimi sono crollati gli usa dialogano ( come è ovvio) con chi é al potere ( i fratelli musulmani) e con chi é destinato ad andare al potere ( sempre i fratelli musulmani).
    Perché? Semplice, questi signori governano un area vastissima e strategica che va dal Marocco all’india, dove sono i quattro quinto delle risorse energetiche del pianeta, dove vivono un miliardo di persone ( un potenziale mercato di sbocco immane) e che, se contrastati, si salderanno a Russia e Cina e per gli usa sarà finita. Lei invece ci dice che é interesse americano mettersi frontalmente contro questo gigante ( e inimicarsi il resto del mondo) per appoggiare senza se e senza ma uno stato di 6 milioni di abitanti, grande come la Lombardia e con un pil che é la metà di quello romeno. Puó motivarci in termini razionali e analitici questa affermazione spiegandoci quale sia la convenienza americana?

  • Ah dimenticavo…
    Io ho scritto che é nell’interesse strategico usa mantenere una presenza importante in medio oriente. Questa é avvenuta in passato con l’appoggio di quei regimi (Iraq prima, Egitto, Arabia saudita, Iran ai tempi dello shia, Turchia pre erogan, etc) amici dell’America e con il tentativo di presa del potere diretta con cambi di regime poi. Ora che quei regimi sono crollati gli usa dialogano ( come è ovvio) con chi é al potere ( i fratelli musulmani) e con chi é destinato ad andare al potere ( sempre i fratelli musulmani).
    Perché? Semplice, questi signori governano un area vastissima e strategica che va dal Marocco all’india, dove sono i quattro quinto delle risorse energetiche del pianeta, dove vivono un miliardo di persone ( un potenziale mercato di sbocco immane) e che, se contrastati, si salderanno a Russia e Cina e per gli usa sarà finita. Lei invece ci dice che é interesse americano mettersi frontalmente contro questo gigante ( e inimicarsi il resto del mondo) per appoggiare senza se e senza ma uno stato di 6 milioni di abitanti, grande come la Lombardia e con un pil che é la metà di quello romeno. Puó motivarci in termini razionali e analitici questa affermazione spiegandoci quale sia la convenienza americana?

  • Gladiatore, lei si contraddice nei termini. Prima dice che “a Gerusalemme (grazie per non aver detto Tel Aviv) dovrebbero essere dei pazzi suicidi per accogliere i miei suggerimenti” ma poi riporta le parole di Lieberman il quale afferma che “Israele non lascerà mai i territori occupati”. Micontraddice e mi da ragione. A meno che lei non abbia inteso che la mia affermazione si riferisse a “tutta la cosiddetta Palestina”. La voglio tranquillizzare, la cosiddetta Palestina se la possono tenere gli arabi (già su Gaza è un altro discorso, ma per altre ragioni). Israele già un’altra volta ha reso fertile un deserto, lo ha restituito ai cosiddetti palestinesi e questi hanno rovinato tutto (Gaza), non vorrei mai che si facesse questo anche in West Bank. No, io intendo territori occupati e Gerusalemme. Non vorrei mai che Israele si debba accollare milioni di arabi nullafacenti sul groppone. Credevo che non ci fosse bisogno di spiegare tutto come alle elementari.

    Lei poi parla di realtà geopolitica sciorinando una buona conoscenza delle situazioni passate ma una scarsa conoscenza di quelle attuali vedendo (o augurandosi) improbabili potenze arabe emergenti. Si tranquillizzi, ammesso che mai uno stato arabo diventi una potenza militare e/o economica ci vorranno decenni. Per adesso dalla loro hanno solo il numero di abitanti enormemente più grande. Militarmente sono rimasti agli anni 70 (agli 80 i più evoluti). Persino l’Egitto che ha comprato grandi quantità armi riciclate dagli USA non ha un esercito in grado di competere con quello israeliano pur essendo spropositatamente più grande. Più che un analisi la sua mi sembra un velato augurio. Per non parlare poi della qualità delle singole strutture. Vuol paragonare, per esempio, un pilota israeliano con uno egiziano, siriano, iraniano, saudita o di qualsiasi altra nazione? Gli unici che, obbiettivamente, possono competere con Israele sotto questo aspetto sono i turchi. E se pensa all’Egitto, se al Cairo sono intelligenti (su questo qualche dubbio ce l’ho) dovrebbero pensare prima alla loro situazione interna, letteralmente disastrosa (l’Egitto viveva di turismo che è crollato del 90%).

    Mi fa piacere che lei sia così ottimista sulle possibili coalizioni anti-israeliane, sui blocchi di potere arabi ecc. ecc. Per adesso io vedo sciiti e sunniti che si sbranano, grandi conflitti interni, tanta povertà, tanta arretratezza e tantissimo odio. Per il resto sono rimasti a Saladino. Provi a tornare nel 2200 sempre ammesso che i Maya non abbiano ragione.

  • Gladiatore, lei si contraddice nei termini. Prima dice che “a Gerusalemme (grazie per non aver detto Tel Aviv) dovrebbero essere dei pazzi suicidi per accogliere i miei suggerimenti” ma poi riporta le parole di Lieberman il quale afferma che “Israele non lascerà mai i territori occupati”. Micontraddice e mi da ragione. A meno che lei non abbia inteso che la mia affermazione si riferisse a “tutta la cosiddetta Palestina”. La voglio tranquillizzare, la cosiddetta Palestina se la possono tenere gli arabi (già su Gaza è un altro discorso, ma per altre ragioni). Israele già un’altra volta ha reso fertile un deserto, lo ha restituito ai cosiddetti palestinesi e questi hanno rovinato tutto (Gaza), non vorrei mai che si facesse questo anche in West Bank. No, io intendo territori occupati e Gerusalemme. Non vorrei mai che Israele si debba accollare milioni di arabi nullafacenti sul groppone. Credevo che non ci fosse bisogno di spiegare tutto come alle elementari.

    Lei poi parla di realtà geopolitica sciorinando una buona conoscenza delle situazioni passate ma una scarsa conoscenza di quelle attuali vedendo (o augurandosi) improbabili potenze arabe emergenti. Si tranquillizzi, ammesso che mai uno stato arabo diventi una potenza militare e/o economica ci vorranno decenni. Per adesso dalla loro hanno solo il numero di abitanti enormemente più grande. Militarmente sono rimasti agli anni 70 (agli 80 i più evoluti). Persino l’Egitto che ha comprato grandi quantità armi riciclate dagli USA non ha un esercito in grado di competere con quello israeliano pur essendo spropositatamente più grande. Più che un analisi la sua mi sembra un velato augurio. Per non parlare poi della qualità delle singole strutture. Vuol paragonare, per esempio, un pilota israeliano con uno egiziano, siriano, iraniano, saudita o di qualsiasi altra nazione? Gli unici che, obbiettivamente, possono competere con Israele sotto questo aspetto sono i turchi. E se pensa all’Egitto, se al Cairo sono intelligenti (su questo qualche dubbio ce l’ho) dovrebbero pensare prima alla loro situazione interna, letteralmente disastrosa (l’Egitto viveva di turismo che è crollato del 90%).

    Mi fa piacere che lei sia così ottimista sulle possibili coalizioni anti-israeliane, sui blocchi di potere arabi ecc. ecc. Per adesso io vedo sciiti e sunniti che si sbranano, grandi conflitti interni, tanta povertà, tanta arretratezza e tantissimo odio. Per il resto sono rimasti a Saladino. Provi a tornare nel 2200 sempre ammesso che i Maya non abbiano ragione.

  • nessuna contraddizione, legga meglio.

    lei afferma che israele dovrebbe

    “Allora dico io: perché mai Israele non dovrebbe prendersi tutto e mandare tutti a qual paese?”
    che è diverso da quello che fa il ministro.
    Liberman mantiene lo status quo, ossia continuare a stare in cisgiordania, ma trattando in eterno con i palestinesi.
    Era una soluzione acuta anni fa, inattuabile oggi. ma diversa dalla sua “mandiamo tutti a stendere e ci prendiamo tutto”.
    se poi afferma che mai vorrebbe accollarsi milioni di arabi allora non si capisce quale “tutto” israele dovrebbe prendersi mandando a stendere la comunità internazionale. temo che la contraddizione sia tutta sua…
    passiamo alle potenze arabe.
    la superiorità militare di israele è indiscutibile, ma si assottiglia quotidianamente (e anche la guerra in libano del 2006 dovrebbe essere un campanello di allarme) vogliamo parlare della turchia? non è una potenza militare? e l’iran? se non si interviene (e molto in fretta) diventerà una potenza nucleare! ha idea di cosa significhi? gli iraniani hanno mandato dei satelliti in orbita! Gli iranianiiii! noi in italia non li abbiamo!!!
    Se avessi torto, se i rapporti di forza non fossero GIA’ mutati da tempo non crede che gerusalemme non c’avrebbe pensato un attimo prima di attaccare preventivamente mettendo fine al programma nucleare iraniano come ha fatto nell’81 in iraq e più recentemente in siria? Lei dice che io vaneggio (senza però poter contestare nel merito neppure una delle affermazioni che metto in fila, ne la logica conseguenza di tali trend) ma non sa che noi io, ma la CIA un paio di anni fa ha visto pubblicato da un haker un suo documento riservatissimo sugli scenari globali futuri in cui (tra le altre cose tra cui il crollo dell’unione europea) ipotizzava la scomparsa di israele e la ricollocazione geostrategica usa in medioriente?
    Io ho fiducia nell’intelligenza israeliana, anche se al momento non vedo alcun leader davvero brillante e geniale come alcuni del passato, ma penso che lo stare fermi sperando che i problemi scompaiano, o chiudendo gli occhi per non vederli, o peggio, l’impostazione ideologica, dogmatica e impermeabile alla realtà di tanti sionisti militanti sia un pessimo presagio per il futuro.

  • nessuna contraddizione, legga meglio.

    lei afferma che israele dovrebbe

    “Allora dico io: perché mai Israele non dovrebbe prendersi tutto e mandare tutti a qual paese?”
    che è diverso da quello che fa il ministro.
    Liberman mantiene lo status quo, ossia continuare a stare in cisgiordania, ma trattando in eterno con i palestinesi.
    Era una soluzione acuta anni fa, inattuabile oggi. ma diversa dalla sua “mandiamo tutti a stendere e ci prendiamo tutto”.
    se poi afferma che mai vorrebbe accollarsi milioni di arabi allora non si capisce quale “tutto” israele dovrebbe prendersi mandando a stendere la comunità internazionale. temo che la contraddizione sia tutta sua…
    passiamo alle potenze arabe.
    la superiorità militare di israele è indiscutibile, ma si assottiglia quotidianamente (e anche la guerra in libano del 2006 dovrebbe essere un campanello di allarme) vogliamo parlare della turchia? non è una potenza militare? e l’iran? se non si interviene (e molto in fretta) diventerà una potenza nucleare! ha idea di cosa significhi? gli iraniani hanno mandato dei satelliti in orbita! Gli iranianiiii! noi in italia non li abbiamo!!!
    Se avessi torto, se i rapporti di forza non fossero GIA’ mutati da tempo non crede che gerusalemme non c’avrebbe pensato un attimo prima di attaccare preventivamente mettendo fine al programma nucleare iraniano come ha fatto nell’81 in iraq e più recentemente in siria? Lei dice che io vaneggio (senza però poter contestare nel merito neppure una delle affermazioni che metto in fila, ne la logica conseguenza di tali trend) ma non sa che noi io, ma la CIA un paio di anni fa ha visto pubblicato da un haker un suo documento riservatissimo sugli scenari globali futuri in cui (tra le altre cose tra cui il crollo dell’unione europea) ipotizzava la scomparsa di israele e la ricollocazione geostrategica usa in medioriente?
    Io ho fiducia nell’intelligenza israeliana, anche se al momento non vedo alcun leader davvero brillante e geniale come alcuni del passato, ma penso che lo stare fermi sperando che i problemi scompaiano, o chiudendo gli occhi per non vederli, o peggio, l’impostazione ideologica, dogmatica e impermeabile alla realtà di tanti sionisti militanti sia un pessimo presagio per il futuro.

  • L’Iran ha mandato satelliti nello spazio (lo facciamo anche noi in Italia, li costruiamo nonostante i tagli alla ricerca), ma ha una aviazione e una marina da anni 80 e un esercito armato malissimo. Ha pochi missili e non si sa quanto precisi (perché checché se ne dica nessuno li ha mai testati). In merito alla guerra in Libano (la guerra sporca di Hezbollah) Israele non ha potuto attaccare come si deve perché i coraggiosi barbuti sciiti mettevano le loro basi e i loro lanciamissili in mezzo alle case e ai civili. Ma lei questo lo sa benissimo. Infatti ultimamente gli israeliani hanno fatto alcune importanti precisazioni
    http://www.rightsreporter.org/nuova-guerra-in-libano-idf-molto-preoccupato-lo-scenario/
    In merito a quello che lei ha interpretato male la prossima volta vedrò di spiegarmi meglio, magari con qualche disegnino

  • L’Iran ha mandato satelliti nello spazio (lo facciamo anche noi in Italia, li costruiamo nonostante i tagli alla ricerca), ma ha una aviazione e una marina da anni 80 e un esercito armato malissimo. Ha pochi missili e non si sa quanto precisi (perché checché se ne dica nessuno li ha mai testati). In merito alla guerra in Libano (la guerra sporca di Hezbollah) Israele non ha potuto attaccare come si deve perché i coraggiosi barbuti sciiti mettevano le loro basi e i loro lanciamissili in mezzo alle case e ai civili. Ma lei questo lo sa benissimo. Infatti ultimamente gli israeliani hanno fatto alcune importanti precisazioni
    http://www.rightsreporter.org/nuova-guerra-in-libano-idf-molto-preoccupato-lo-scenario/
    In merito a quello che lei ha interpretato male la prossima volta vedrò di spiegarmi meglio, magari con qualche disegnino

  • Mi rendo conto che quando si e’ in palese difficolta’ si sia tentati di “buttarla in caciara” con battute e illazioni, ma cerchiamo di essere seri.
    Temo che i disegnini servirebbero a lei, per capire qualcosa di geopolitica, economia e rapporti internazionali, ma è evidente che l’ideologia e la comprensione siano elementi inconciliabili.
    torniamo alle cose serie:
    un pochino di domande per lei….

    1) continua a non spiegarci cosa intendeva con “israele deve prendersi tutto”, vorrebbe essere cosi’ cortese da precisarcelo spiegando come questa sua affermazione sia compatibile con il principio dei due stati sancito dalla comunità internazionale?

    2) dice che l’iran è un paese poco e male armato che non costituisce una minaccia per israele (un paese minuscolo, vicino all’iran e che, seppur ottimamente armato e tecnolicamente avanzatissimo, non ha la massa critica di un medio paese europeo come l’Italia, per PIL popolazione numero di cittadini etc) dunque se ne deduce che l’affermazione che l’iran sia una minaccia per il mondo intero è ridicola, dico bene?

    3) la turchia è una potenza militare o no? è vero o no che la turchia da alleato di israele sta diventando un suo nemico? cosa comporta questo nell’equilibrio di forze?

    4) nel 1981 l’iraq si è visto distruggere la centrale in costuzione da un raid israeliano, a quel tempo l’iraq era alleato di Usa e occidente e non isolato politicamente come è oggi l’iran, come mai dunque a suo parere israele non affronta nello stesso modo la minaccia iraniana?

    5) l’Egitto è un paese chiave negli equilibri mediorientali, Israele in passato ha puntato molto su questo paese, (anche in termini finanziari) il suo spostamento geopolitico ha delle conseguenze o e’ un fatto irrilevante?

    6) I paesi europei e gli usa stanno vedendo un autentica esplosione della propria componente arabo/musulmana a livello demografico.
    Francia, germania ma anche Usa e UK hanno oggi fette di popolazione musulmana consistentissime e in continua crescita. Come influirà il peso di questo elettorato nelle scelte politiche delle suddette potenze?

    7) Lei condivide la teoria del golden gol asimmetrico? ossia che lo stesso evento (ad esempio un attacco nucleare o batteriologico, ma anche una forte guerra tradizionale, abbia effetti diversissimi, per via delle dimensioni e del territorio su israele che non su un paese vasto e popolato come iran o turchia o siria?

    8) Lei ha parlato della convenienza americana nell’alleanza con Israele contro i paesi arabi, io le ho obbiettato che i paesi arabi sono: fondamentali energeticamente (hanno tutto il petrolio del mondo o quasi) importantissimi strategicamente (i loro territori comprendono alcune zone cruciali per i commerci, le basi militari, gli scambi etc) colossali come mercato di sbocco (un miliardo o quasi di persone che possono pagare con petrolio prezioso le merci occidentali che volessero comprare).
    Quali sono i vantaggi che un’alleanza con Israele contro costoro comporta per gli usa?

    Grazie per le risposte.

  • Mi rendo conto che quando si e’ in palese difficolta’ si sia tentati di “buttarla in caciara” con battute e illazioni, ma cerchiamo di essere seri.
    Temo che i disegnini servirebbero a lei, per capire qualcosa di geopolitica, economia e rapporti internazionali, ma è evidente che l’ideologia e la comprensione siano elementi inconciliabili.
    torniamo alle cose serie:
    un pochino di domande per lei….

    1) continua a non spiegarci cosa intendeva con “israele deve prendersi tutto”, vorrebbe essere cosi’ cortese da precisarcelo spiegando come questa sua affermazione sia compatibile con il principio dei due stati sancito dalla comunità internazionale?

    2) dice che l’iran è un paese poco e male armato che non costituisce una minaccia per israele (un paese minuscolo, vicino all’iran e che, seppur ottimamente armato e tecnolicamente avanzatissimo, non ha la massa critica di un medio paese europeo come l’Italia, per PIL popolazione numero di cittadini etc) dunque se ne deduce che l’affermazione che l’iran sia una minaccia per il mondo intero è ridicola, dico bene?

    3) la turchia è una potenza militare o no? è vero o no che la turchia da alleato di israele sta diventando un suo nemico? cosa comporta questo nell’equilibrio di forze?

    4) nel 1981 l’iraq si è visto distruggere la centrale in costuzione da un raid israeliano, a quel tempo l’iraq era alleato di Usa e occidente e non isolato politicamente come è oggi l’iran, come mai dunque a suo parere israele non affronta nello stesso modo la minaccia iraniana?

    5) l’Egitto è un paese chiave negli equilibri mediorientali, Israele in passato ha puntato molto su questo paese, (anche in termini finanziari) il suo spostamento geopolitico ha delle conseguenze o e’ un fatto irrilevante?

    6) I paesi europei e gli usa stanno vedendo un autentica esplosione della propria componente arabo/musulmana a livello demografico.
    Francia, germania ma anche Usa e UK hanno oggi fette di popolazione musulmana consistentissime e in continua crescita. Come influirà il peso di questo elettorato nelle scelte politiche delle suddette potenze?

    7) Lei condivide la teoria del golden gol asimmetrico? ossia che lo stesso evento (ad esempio un attacco nucleare o batteriologico, ma anche una forte guerra tradizionale, abbia effetti diversissimi, per via delle dimensioni e del territorio su israele che non su un paese vasto e popolato come iran o turchia o siria?

    8) Lei ha parlato della convenienza americana nell’alleanza con Israele contro i paesi arabi, io le ho obbiettato che i paesi arabi sono: fondamentali energeticamente (hanno tutto il petrolio del mondo o quasi) importantissimi strategicamente (i loro territori comprendono alcune zone cruciali per i commerci, le basi militari, gli scambi etc) colossali come mercato di sbocco (un miliardo o quasi di persone che possono pagare con petrolio prezioso le merci occidentali che volessero comprare).
    Quali sono i vantaggi che un’alleanza con Israele contro costoro comporta per gli usa?

    Grazie per le risposte.