Secondo Protocollo

Crisi: fermare il vergognoso saccheggio dell’Italia

L’ultima mazzata che si abbatte su questo povero Paese in crisi è “il sacco siciliano”, un vero e proprio insulto a qualsiasi forma di economia minimamente ragionata e onesta, un esempio lampante di questa Italia condotta da una casta politica lontanissima dall’essere almeno leggermente responsabile, onesta e vicina alle problematiche del Paese.

E si perché una cosa va detta: i signori che siedono in parlamento o al Governo non possono venirci a raccontare che il “problema Sicilia” sia scoppiato ieri all’improvviso. Lo sapevano tutti quello che avveniva alla Regione Sicilia, lo sapevano tutti che il Presidente della Regione si beccava uno stipendio da fare impallidire quello del Presidente Obama. Lo sapevano tutti che i deputati dell’assemblea regionale arrivano in alcuni casi a prendere 17 mila euro al mese. Lo sapevano tutti che un solo botanico addetto allo studio di una sola piantina si porta a casa 150.000 euro l’anno e che solo per rinfreschi la regione ha speso in un anno 363 mila euro. E questi sono solo gli esempi più eclatanti della “sprecopoli siciliana”.

Ma, come ho detto, siamo solo all’ultimo caso delle centinaia di situazioni di spreco che avvengono in Italia, situazioni che ormai non sono più tollerabili dai semplici cittadini che ogni giorno devono fare i conti con la crisi e con i tagli ai servizi e alle pensioni che questo governo di tecnici, che sembra uscito dalle segrete delle istituzioni di Bretton Wood, ha praticato.

La gente è al limite della sopportazione ma sembra che questi politici, tutti i politici, non ci facciano caso, presi come sono nel salvaguardare i loro privilegi. E si badi bene, non c’è destra, sinistra o centro che tenga, sono tutti uguali e non è un semplice modo di dire. Anzi, in alcuni casi assistiamo attoniti a vergognose difese della casta che davvero hanno ben poco di realistico in questa situazione. Roba da signorotti medioevali più che da politici degli anni 2000.

Questa associazione si interessa poco di vicende italiane ma tra le nostre priorità statutarie c’è quella della difesa dei Diritti dei cittadini italiani in ogni parte del mondo (Italia compresa). La situazione del Diritto in Italia sta raggiungendo un livello di violazione tale che non può più essere tollerata, perché gli sprechi colossali perpetrati da questa classe politica a tutti i livelli, da quello provinciale a quello statale, devono essere considerati come una violazione del Diritto dei cittadini italiani in quanto contribuiscono in maniera sostanziale ai tagli necessari al pareggio di bilancio che le istituzioni internazionali ci chiedono (pretendono), tagli che colpiscono pensioni, stipendi, sanità e servizi al cittadino, cioè colpiscono solo ed esclusivamente i meno abbienti e più bisognosi.

Non intendo assolutamente entrare a gamba tesa nelle vicende politiche italiane, ma se queste vicende provocano gravi violazioni del Diritto è nostro dovere “istituzionale” reagire nella maniera adeguata e, con i mezzi di cui disponiamo, fare qualcosa per cambiare questo incredibile e vergognoso stato di cose.

Nei prossimi giorni quindi affronteremo sui nostri siti web (in particolare su Rights Reporter) le problematiche che attanagliano il nostro sempre più povero Paese. Dobbiamo mettere fine al saccheggio dell’Italia da parte di questa assurda e ottusa classe politica. Dobbiamo pretendere un cambiamento a 360 gradi, un rinnovamento reale e concreto che non sia la “non politica” di Grillo ma che sia una politica sana e consapevole, vicina alle esigenze del popolo italiano e al rispetto dei Diritti dei cittadini italiani.

Franco Londei