Cristiani in fuga dalla Siria e dai Paesi arabi del Medio Oriente

“I cristiani non devono lasciare il Medio Oriente”. Queste le parole di Benedetto XVI alla vigilia del suo viaggio in Libano. Facile parlare dalle comode poltrone vaticane, ma la realtà “sul campo” è ben diversa e delinea una vera e propria caccia al cristiano, checché ne dicano i buonisti sostenitori dell’islam “moderato”.

A spiegarci bene quale sia la situazione dei cristiani sul campo è un personaggio siriano intervistato due giorni fa dalla Reuters per il suo sito “AlertNet”. L’uomo, che viene identificato solo con il suo nome di battesimo per paura di ripercussioni, si chiama Rami ed è un membro della millenaria comunità cristiana siriana, una comunità nata con l’arrivo di San Paolo in Siria. L’uomo parla di “un futuro pieno di paura” e del timore di fare “la fine dei cristiani in Iraq”. Si nascondono i cristiani siriani, si nascondono dagli islamisti, dai soldati di Assad e dai ribelli. Quelli che di loro sono riusciti a fuggire all’estero hanno parlato di “vera e propria caccia ai cristiani”. A confermarlo ancora Rami che dice al giornalista della Reuters che “gli islamici vogliono purificare la Siria dalla presenza dei cristiani”. La comunità cristiana in Siria è rimasta molto esterna alla guerra civile scegliendo di non schierarsi né con Assad né con i ribelli. Questo, che doveva essere un modo per rimanere neutrali, è stato invece interpretato da ambo le parti come un fatto negativo. I lealisti rinfacciano ai cristiani di non essere scesi in campo a favore di Assad che, comunque, ha garantito loro una certa libertà. I ribelli li accusano di aver sostenuto il regime con il loro silenzio. Il risultato è che oggi sono tra l’incudine e il martello e stanno cercando in tutti i modi di fuggire.

L’arcivescovo siro-ortodosso di Aleppo, Yohana Ibrahim, delinea un quadro che, se possibile, è ancora peggiore e parla di rapimenti di cristiani a scopo di estorsione, di violenze e uccisioni sommarie di cristiani da parte di ambo gli schieramenti. Secondo Yohana Ibrahim sono migliaia i cristiani fuggiti da Aleppo nelle scorse settimane.

Non è migliore la situazione dei cristiani copti in Egitto. Da quando hanno preso il potere gli islamisti hanno visto aumentare progressivamente le violenze e le intimidazioni nei loro confronti. Molti di loro hanno lasciato l’Egitto e quelli che sono rimasti si sentono veramente intimiditi. Alcune chiese sono state date alle fiamme e, specialmente nel sud del paese lontano dalle telecamere dei media, è in corso una vera e propria “epurazione religiosa” da parte degli islamisti.

Leggermente migliore la situazione in Libano dove ancora la comunità cristiana regge l’impatto degli islamici, ma anche qui si inizia ad intravedere qualche intolleranza, specie dopo che molti cristiani in fuga dalla Siria si sono rifugiati nel Paese dei Cedri. Gli islamici temono una “contaminazione cristiana” e premono perché i cristiani siriani vadano a rifugiarsi da un’altra parte. La comunità cristiana libanese sta dando un forte appoggio ai confratelli siriani ma incontra oggettivamente molte difficoltà subendo di fatto quella che è molto simile ad una discriminazione da parte di alcuni gruppi islamici che gestiscono gli aiuti nei campi profughi. Ma almeno dal Libano per il momento non si registra la fuga di massa vista in Siria e in Egitto.

Dovunque ci si giri in Medio Oriente, fatta eccezione per Israele, non si può fare a meno di vedere una situazione in rapido deterioramento per i fedeli cristiani. Facile per il Pontefice dire “non lasciate il Medio Oriente”, un po’ più difficile metterlo in pratica anche perché fino ad oggi il Vaticano se ne è quasi totalmente fregato di quello che sta avvenendo da queste parti. Nemmeno quando sono stati uccisi decine di cristiani copti in Egitto la Santa Sede ha preso fermamente posizione. Solo dichiarazioni di rito.

Non sappiamo cosa dirà Benedetto XVI durante il suo viaggio in Libano ma immaginiamo che non andrà oltre la solita retorica della convivenza pacifica, della integrazione e del dialogo inter-religioso. Ma le cose “sul campo” stanno in maniera completamente diversa e la realtà è quella che vede una vera e propria campagna di epurazione del cristianesimo da parte degli islamici in tutto il Medio Oriente. Non vedere questa realtà è pura e semplice cecità.

Sharon Levi

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