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Dal Califfato del ISIS al Califfato di Erdogan

La Turchia di Erdogan ha deciso: combatterà contro il califfato dello Stato Islamico, ISIS, e lo farà sia in Siria che in Iraq.

Erdogan rompe quindi gli indugi dopo aver giocato per diverse settimane al gatto con il topo. Voleva precise garanzie prima di schierare l’imponente forza militare turca contro lo Stato Islamico e le ha avute.

Prima di tutto voleva garanzie sul Kurdistan, voleva che i Peshmerga non venissero adeguatamente armati per non ritrovarseli un domani a chiedere l’indipendenza del Kurdistan. Era una condizione ferma e non negoziabile, subito appoggiata dal solito Obama. Poi voleva campo libero sia in Siria che in Iraq, cioè voleva che le truppe turche potessero entrare nei due stati confinanti senza tanti problemi.

In particolare a Erdogan per adesso interessa la Siria. Sono due anni che non vede l’ora di menar le mani con Damasco. La scusa del momento è il pericolo che corre la tomba di Suleyman Shah situata in una enclave turca all’interno della Siria. Ieri la Turchia ha detto che difenderà quella enclave a tutti i costi, ma è solo un primo passo per mettere i piedi in Siria. Una volta dentro non si sa come procederà l’esercito turco.

Ora, so benissimo che l’ISIS sta spaventando tutto il mondo e che il Califfato dello Stato Islamico è considerato il pericolo più grosso per l’occidente, ma per una volta voglio fare il complottista e il bastian-contrario. Intendiamoci, non intendo assolutamente giustificare o sostenere in alcun modo l’ISIS, ci mancherebbe, però vorrei pormi e porre alcune domande:

  1. chi ha armato e finanziato fino ad oggi l’ISIS?
  2. chi ha permesso ai combattenti stranieri del ISIS di usare il suo territorio per raggiungere la Siria e l’Iraq?
  3. chi ha fornito loro il terreno per i campi di addestramento?
  4. chi ha fatto da vera e propria base logistica per lo Stato Islamico?
  5. chi compra il petrolio che giornalmente lo Stato Islamico immette sul mercato nero per finanziarsi?

A tutte queste domande c’è una sola risposta: la Turchia (sulla numero 1 ci metterei pure il Qatar)

Bene, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. E’ credibile una Turchia che oggi vuole combattere lo Stato islamico e allo stesso tempo vorrebbe buttare giù Assad (magari per mettere al suo posto la Fratellanza Musulmana come era avvenuto in Egitto)?

Parliamoci chiaro, il miraggio del Grande Califfato è sempre stato il sogno di Erdogan. L’autoproclamato califfo Abu Bakr al-Baghdadi gli ha solo rubato l’idea e forse lo ha semplicemente anticipato. Ora Erdogan ha la magnifica occasione per invadere con il suo possente esercito (un milione di uomini) il Califfato dello Stato Islamico, quindi una buona parte di Siria e Iraq. E quando lo avrà fatto nessuno sarà più in grado di farlo recedere.

E’ stato furbissimo Erdogan. Ha fatto in modo che la resistenza occidentale all’ISIS fosse ininfluente, ha negato le sue basi per gli attacchi aerei, ha fatto in modo che i curdi non avessero i mezzi militari per opporsi all’ISIS e allo stesso tempo non ha mosso un dito per impedire i rifornimenti allo Stato Islamico, poi quando l’avanzata dell’ISIS è apparsa inarrestabile ha messo sul piatto il suo esercito da un milione di uomini. Ma lo ha fatto alle sue condizioni. Formidabile.

Ora non resta da fare altro che aspettare. Lo Stato Islamico verrà spazzato via dai turchi e al posto del loro califfato si insedierà quello del califfo turco, quello di Erdogan. In Turchia hanno trovato veramente il modo di ridisegnare gli equilibri in Medio Oriente e lo hanno fatto in maniera furbissima. Complimenti a Erdogan e a quegli stolti che lo hanno favorito. Il cerchio lo ha aperto e lo ha chiuso lui e temo che ben presto ne vedremo delle belle.