Sono giorni decisivi per la pace in Darfur. I rappresentanti dei gruppi ribelli sono riuniti a Doha, in Qatar, per trovare una intesa che gli permetta di presentarsi uniti ai colloqui con il governo sudanese che si terranno sempre in Qatar nelle prossime settimane.

A Doha sono presenti i rappresentati dei maggiori gruppi ribelli del Darfur, cioé il Justice and Equality Movement (JEM), il Sudan Liberation Movement Revolutionary Forces (SLM-RF) e il Addis Abab Group, un gruppo che rappresenta otto fazioni. Lo scopo della riunione, come detto, è trovare una formula che permetta ai ribelli del Darfur di presentare una richiesta unitaria al Governo di Khartoum. Il JEM aveva proposto di fondere i tre gruppi in un unico movimento, ma sia il SLM-RF che il Addis Abab hanno rifiutato questa eventualità. Ora l’obbiettivo sembra essere una sorta di cooperazione tra i tre gruppi, cioè un gruppo di coordinamento che studi le proposte da avanzare a Khartoum.

In queste ore sembra farsi avanti una terza possibilità, quella che i tre gruppi concordino una posizione unitaria pur restando fisicamente separati. Gli angoli da smuzzare sono quelli relativi alla distribuzione delle risorse e della formazione di una milizia locale. Il JEM, in quanto gruppo maggioritario, pretende una quota maggiore di risorse rispetto a quelle del SLM-RF e del Addis Abab Group mentre sarebbe disposto a cedere sulla milizia locale. Gli altri due gruppi su questa proposta tentennano molto. Vorrebbero una soluzione del tipo di quella adottata in Sud Sudan, cioè una regione semi-indipendente con un governo locale eletto con libere elezioni. Le risorse e la milizia sarebbero poi gestite dal governo che dovrà rappresentare tutte le realtà locali. La cosa non piace molto al JEM perché, sebbene militarmente sia il più forte dei tre gruppi, a livello di gradimento tra la popolazione si trova di molti punti dietro al SLM-RF.

Tra oggi e domani comunque i tre gruppi ribelli dovranno trovare una soluzione alle loro controversie interne perché il negoziatore che rappresenta ONU e Unione Africana ha fissato per lunedì prossimo, 22 febbraio, un colloquio diretto tra la delegazione dei ribelli e quella di Khartoum. Sul tavolo ci saranno inizialmente cessazione delle ostilità, sicurezza dei civili e cessate il fuoco globale. Solo i prossimi giorni si discuterà di suddivisione delle ricchezze, di spartizione della terra e di milizie locali.

E’ chiaro quindi che queste sono ore veramente decisive per la pace in Darfur. Il peso della responsabilità ora è tutto sulle spalle dei tre gruppi ribelli. La speranza è che JEM, SLM-RF e Addis Abab group mettano da parte gli interessi personali e pensino veramente al bene della popolazione.

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