Secondo Protocollo

Darfur: qualcuno se lo ricorda? No, meglio parlare di Palestina

Che fine ha fatto il Darfur nell’agenda internazionale? E sui media? Che sia scoppiata la pace e nessuno ce lo ha detto? Purtroppo no, non è scoppiata la pace nella martoriata regione sudanese, tutt’altro, solo che non tira più parlare dei “negri” massacrati dall’arabo Bashir. Meglio parlare di Palestina, di Gaza e di improbabili crisi umanitarie. Quelle vere, le crisi umanitarie, le si lascano in balia degli assassini veri, non di quelli inventati dai media palestinesi e simili.

Dicevamo del Darfur……cosa sta succedendo? Perché questo silenzio tombale della comunità internazionale? Nemmeno all’Onu ne parlano più. Al Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu poi, non ne hanno proprio mai parlato. Figuriamoci, quelli sono impegnati 24 ore su 24 sette giorni su sette ad emettere risoluzioni contro Israele, non hanno il tempo di dedicare due minuti a quello che è uno dei più terribili genocidi degli anni 2000. Ma allora, cosa succede in Darfur? Succede che la guerra e i massacri continuano, solo che adesso Bashir si è evoluto, non usa più le milizie arabe per sterminare gli Zagawa (i pochi rimasti), no, adesso usa i “negri” per ammazzare i “negri”, usa le piccole tribù che in qualche modo erano in conflitto con gli Zagawa. I Bergid, i Berti e i Tunjur.

E’ proprio questo che emerge dal rapporto “forgotten Darfur” confermato da una recente ricerca condotta da Secondo Protocollo attraverso l’utilizzo di diverse fonti locali e Ong che operano sul territorio. Il macellaio di Khartoum, Omar al-Bashir, si è fatto furbo e ha trovato il sistema di aggirare l’embargo di armi. Adesso non paga più i Janjaweed per fare il lavoro sporco, anche loro finiti sotto la mannaia dell’embargo di armi, adesso usa le piccole tribù del Darfur che invece hanno una certa libertà di movimento e possono acquistare armi, purché abbiano soldi. E di soldi il macellaio di Khartoum ne da tanti a questi nuovi assassini per corrispondenza.  Che dire poi del fatto, riportato proprio dal rapporto “forgotten Darfur”, che comunque gli aerei di Bashir hanno continuato a fare la spola verso Stati compiacenti (l’Iran) per tornare in Sudan carichi di armi? Qualcuno ha detto o fatto qualcosa? Naturalmente no. Oltretutto il rapporto documenta come anche il traffico di armi “transfrontaliero” con il Ciad, con l’Eritrea e con la Repubblica Centrafricana sia piuttosto vivace.

Potendo fare un sunto del rapporto “forgotten Darfur” e delle varie informazioni raccolte da fonti locali emerge quindi che:

  • Dalla fine del 2010 le “nuove milizie non arabe” al soldo di Bashir, addestrate e armate dall’esercito sudanese, hanno condotto centinaia di attacchi contro i gruppi ribelli e contro i civili Zagawa uccidendone centinaia e costringendo 70.000 persone (che si aggiungono alle oltre 2 milioni ancora nei campi) a lasciare le proprie terre.
  • Le armi, nonostante l’embargo imposto dall’Onu, continuano ad affluire in Sudan senza particolari problemi e, anzi, vanno ad alimentare altri due conflitti, quello con il Sud Sudan e quello in Sud Kordofan.
  • Il conflitto in Darfur continua ad essere caratterizzato da continui attacchi aerei quando invece gli aerei sudanesi dovrebbero essere costretti a terra, non fosse altro che per la mancanza di parti di ricambio (inserite nell’embargo). I ricambi per gli aerei e le armi arrivano dall’Iran e da altri Stati canaglia. Sono fatti risaputi e più volte provati, ma nessuno fino ad ora ha fatto niente per impedirlo.

Visto tutto questo noi di Secondo Protocollo ci siamo chiesti cosa potevamo fare per mettere fine a questo massacro o quantomeno per sensibilizzare chi di dovere. La cosa più logica da fare sarebbe di trasmettere tutte le informazioni alle Nazioni Unite e alla Commissione dei Diritti Umani dell’Onu per chiedere un immediato intervento e una durissima risoluzione di condanna contro il Governo sudanese. E’ stato a quel punto che ci siamo messi a ridere e abbiamo capito quanto inutile fosse il nostro lavoro e quello, bellissimo, fatto da coloro che hanno redatto il rapporto “forgotten Darfur”. All’Onu sanno già tutto e al Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu non interessa niente del Darfur. Cavoli, mica sono palestinesi.

Miriam Bolaffi

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  • sig. Goffredo, noi censuriamo LEI e solo un’altro utente e comunque non pubblichiamo commenti idioti o antisemiti

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