Detenuti italiani a Santo Domingo: menzogne e inadempienze dell’ambasciatore italiano

Una premessa doverosa: questa associazione ha sempre elogiato pubblicamente l’operato del COMITES di Santo Domingo e in particolare del suo Presidente, dott. Ermanno Filosa, per l’aiuto datoci in occasione di alcuni casi di italiani detenuti nella Repubblica Domenicana. Tuttavia alcuni fatti accaduti di recente non rendono merito all’operato del COMITES di Santo Domingo e in particolare l’atteggiamento sin troppo remissivo (quando non complice) con alcune gravi inadempienze dell’ambasciata italiana a Santo Domingo.

Mi riferisco in particolare ad alcune dichiarazioni fatte dall’Ambasciatore italiano nella Repubblica Domenicana, Arturo Olivieri, apparse sul “giornale di famiglia” diretto da Ricky Filosa, figlio del Presidente del COMITES sopra citato. In una intervista (che potete leggere qui)  l’ambasciatore Olivieri, forse perché male informato in quanto neo eletto alla carica, riporta argomenti del tutto inventati (come quello del trasferimento dei detenuti in un nuovo carcere, poi rifiutato dagli stessi detenuti) e fa cenno ad un rapporto inviato al Ministro Frattini di cui siamo venuti in possesso (ma che per correttezza non pubblichiamo) pieno di inesattezze e, in qualche caso, pure di menzogne che è stato contestato nel merito punto per punto. Quelle dichiarazioni, oltretutto prese per oro colato da alcune pseudo organizzazioni per la tutela dei detenuti italiani all’estero, meritano una chiara risposta da parte di chi la situazione la conosce a fondo. Per questo motivo oggi pubblichiamo una lettera inviata dal sig. Vittorio Capello (amico fraterno di Luciano Vulcano detenuto a Santo Domingo) al giornale online “Italia chiama Italia” e in particolare al suo Direttore, Ricky Filosa, il quale però si è ben guardato di pubblicarla. Nessuna polemica con la testata dei Filosa, ognuno decide la propria linea editoriale. Quello che però non mi spiego è l’improvviso cambio di rotta del COMITES e del suo atteggiamento arrivando, oltretutto, ad affermare di aver notificato all’Ambasciata a santo Domingo le precarie situazioni in cui versavano i nostri connazionali quando invece a sollevare il velo di omertà su questa storia è stata una interrogazione parlamentare dell’On. Raisi (che aveva letto un nostro appello) e la successiva visita in carcere del Comitato per i Diritti Umani della Repubblica Domenicana il quale ha denunciato con una lettera ufficiale al Ministro Frattini la situazione davvero tragica in cui versano i detenuti italiani e le inadempienze della Ambasciata italiana. Detto ciò, lascio che siano le parole scritte dal sig. Capello a Ricky Filosa a fare chiarezza su quello di cui sto parlando. Ecco la lettera non pubblicata:

Oggetto: intervista all’Ambasciatore Arturo Olivieri a Santo Domingo (qui il link).

Egregio Direttore Filosa,

vorrei commentare le dichiarazioni espresse dal nostro ambasciatore nel corso dell’intervista pubblicata sul suo giornale il giorno 3 maggio ultimo scorso.

Il tema dell’intervista pare essere la condizione degli italiani detenuti nelle carceri della Repubblica Dominicana.

Di tutto ciò che ho letto, riscontro solo una frase esatta: è vero che una ambasciata non può interferire sulle leggi carcerarie del paese che la ospita ! Questo è e rimane esatto, sino a quando i detenuti vengono trattati in modo da non far mancare loro il rispetto dei loro diritti Umani ed Internazionali ! In modo particolare in quei Paesi che hanno aderito alla Convenzione di Strasburgo come la Repubblica in questione.

Ora dato che è noto ed arcinoto che nelle carceri di quel paese la voce Diritti Umani non esiste, perché l’ambasciatore , pur avendone diritto e dovere, non interviene a favore dei nostri connazionali  in modo da migliorarne la  condizione detentiva?

Eppure la Commissione Nazionale Dominicana per la difesa dei Diritti Umani, nella persona del suo Presidente, Dott. M. Mercedes Medina, ha denunciato proprio alla nostra ambasciata l’abominevole stato di detenzione dei nostri connazionali ! L’ambasciatore lo sa ?

Il Sig. Olivieri è al corrente che la direzione del carcere di Najayo si è meravigliata più volte perché il nostro consolato non ha mai richiesto, alla stessa direzione, di collocare i tre connazionali di cui si accenna nell’intervista, in un altro carcere meno vergognoso ? Sappia il nostro ambasciatore che i suoi colleghi europei, lo fanno regolarmente per i loro connazionali !!

Il nostro ambasciatore lo sa che non è vero che hanno proposto a quei tre detenuti il trasferimento in altro penitenziario e che questi avrebbero rifiutato ???? Ma è a conoscenza di come vivono colà quei detenuti ? Chi gli ha suggerito questa gigantesca menzogna ???

E’ al corrente il nostro responsabile principe sul posto, che i nostri connazionali detenuti, ricevono in maniera incostante e dilatata nel tempo ( quindi non bimensile come dichiara e quindi altra menzogna ) contributi miserrimi che bastano a mala pena a pagarsi l’acqua da bere e che sono assolutamente insufficienti a pagare le medicine di cui hanno bisogno, perché dove sono rinchiusi si ammalano di tutto ??  E lo sa il caro ambasciatore che al momento della consegna del contributo al detenuto, il funzionario consolare ( poteri fare nome e cognome ) rilascia mai allo stesso detenuto una ricevuta attestante la data e l’importo della somma erogata ? Sono sempre pochi, ma sono sempre soldi pubblici quindi come vengono gestiti ?? Chi può garantire che vengano consegnati i contributi nella totalità stabilita ? La parola del funzionario ???? Lo stesso funzionario che avrebbe suggerito al detenuto di pagare e sottostare al ricatto così sarebbe uscito subito dal carcere ?? Che interesse potrebbe avere quel funzionario a suggerire tale vigliaccata, invece che compiere il suo dovere ?

E’ informato il nostro ambasciatore che i funzionari del consolato pretendono che le richieste per i medicinali i detenuti le trasmettano in consolato via FAX ????? E che poi quei medicinali vengono loro forniti anche dopo tre mesi dalla loro richiesta ?

Visto che lo si sa qui in Italia, come fa in nostro ambasciatore a non sapere che il povero carceriere raddoppia il suo magro salario ( 6000 pesos mensili ) sfruttando e taglieggiando per ogni cosa i detenuti stessi ??

E’ a conoscenza che i nostri connazionali si devono comprare ogni cosa come acqua, cibo, spazio per non dormire sul pavimento,servizi igienici, prodotti per l’igiene, devono pagare la tinteggiatura delle loro celle, il necessario per farsi visitare in infermeria e poi anche i medicinali ??

Come fa il sig. Olivieri a non sapere che uno di quei tre detenuti Italiani è in carcere dal 23 ottobre 2009 accusato ingiustamente e con prove false al solo scopo di ricatto estorsivo?  E come è possibile che non sappia che i documenti falsificati del suo arresto sono stati in possesso dei funzionari consolari per ben 7 mesi e nessun funzionario si è interessato del suo caso ?? In Italia si sa che quelle prove sono false come fa lui a non saperlo ??

Come può non sapere il nostro esimio ambasciatore che quello stesso detenuto dal 24 ottobre 2010, non essendo mai stato giudicato e condannato ( come si potrebbe del resto con prove false ? ) da 7 mesi è detenuto in carcere illegalmente, posizione che è riconosciuta anche dalla legge locale ?

Lo sa che la Corte Suprema e la Fiscalia locali hanno firmato i documenti per la sua scarcerazione, ormai da settimane ed il consolato se ne frega bellamente ? Che interessi ha lo stesso consolato a mantenere carcerato quel connazionale ? Perché l’ambasciatore non si muove ? Ha pure lui strani interessi ??

A questo punto, Sig. Direttore, mi sorgono spontanee due ipotesi: o l’ambasciatore, perché in carica lì da poco tempo, non è al corrente ma non si fa relazionare dai suoi subalterni e quindi non sa fare il suo lavoro, oppure, e sarebbe peggio, è a conoscenza di tutto ciò e quindi non vuole fare il suo lavoro !!!

Sarebbe poi più corretto se evitasse di farsi bello proponendosi come primo contribuente di una ipotetica colletta, e facesse funzionare al meglio la struttura di cui è a capo, che rappresenta l’Italia in quel paese, per cui è pagato profumatamente con le tasse di chi scrive, chi lo legge e di tutti quelli che non conoscono questi vergognosi comportamenti. Altro che dichiarare: “ Facciamo il massimo per i nostri connazionali detenuti nelle carceri dominicane “ !!

Ora, Sig. Direttore, mi auguro che lei abbia la professionalità di pubblicare queste mie esternazioni, visto che, questo da lei diretto, come sostiene, è il quotidiano online di tutti gli Italiani, anche quelli lì detenuti.

Sappia pure che tutto ciò che le ho scritto è documentato e sostenuto da testimonianze che possono dimostrare che quella ambasciata è attualmente la peggiore ambasciata Italiana nel mondo!

Nel caso non volesse pubblicare queste mie esternazioni farebbe pensare male e spingere il sottoscritto a cercare altro sito più disponibile, certamente discreditando il suo.

Vittorio Capello

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