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Dieci domande da rivolgere a Netanyahu

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Il sottoscritto è certamente uno dei più accesi critici di Barack Obama, persona che reputo vigliacco e allo stesso tempo cinico, un Presidente che negli ultimi anni ha fatto una marea di danni. Allo stesso tempo rimango un estimatore di Netanyahu anche se di recente ho qualche riserva pure sul suo operato che in alcuni casi ho visto come troppo succube proprio della politica di Obama. Le mie riserve le voglio esprimere sottoforma di domande che farei al Premier israeliano se lo avessi davanti.

1 – la prima e più importante domanda è: che fine ha fatto la linea rossa sul nucleare iraniano tanto sbandierata in sede Onu? (chi non ricorda la famosa fotografia)

2 – ormai è chiaro a tutti che l’Iran sta solo cercando di prendere tempo attraverso i colloqui per raggiungere la tanto agognata bomba atomica. Cosa intende fare Israele per impedirglielo?

3 – passiamo alla annosa questione palestinese. La prima domanda che ci viene da fare è: perché non ha chiuso definitivamente la questione Hamas come per esempio chiedevano il suo Ministro degli Esteri e il suo Ministro della Difesa?

4 – ci sono notizie confermate dalla intelligence che Hamas ha iniziato subito a ricostruire i tunnel del terrore e i missili. Si rende conto che questo vuol dire che tra pochi mesi ci troveremo di nuovo a dover combattere una nuova guerra contro i terroristi di Hamas? Come intende evitare che ciò accada?

5 – questa mattina Ismail Haniyeh ha rilasciato dichiarazioni importanti e molto bellicose che di fatto mettono la parola fine alla tregua così com’era stata concepita. Cosa intende fare?

6 – la Cisgiordania è una vera e propria polveriera. Ogni giorno i cittadini israeliani devono subire attentati, per ora solo sottoforma di lancio di sassi, ma non per questo meno pericolosi, ma anche con episodi di estrema violenza come il rapimento e l’uccisione dei tre ragazzi israeliani. Quale piano ha nel lungo periodo per la Cisgiordania?

7 – Issac Ben-Israel qualche tempo fa le faceva notare, giustamente, che nella difesa israeliana c’è un paradosso non da poco, il bilancio. Israele ha un esercito complessivamente più forte e armato di paesi come la Francia o la Gran Bretagna, eppure il suo bilancio alla Difesa è la metà (e a volte anche meno) dei più grandi paesi occidentali che pure non sono nemmeno in guerra. Essendo Israele continuamente sotto attacco (e quindi continuamente in stato di guerra) non le è passato per la testa di aumentare il bilancio alla Difesa che al momento è fermo al 5,2% del PIL e magari sforbiciare da altre parti o quantomeno di redistribuire le risorse individuando le priorità strategiche per Israele?

8 – la vicenda siriana ha per il momento allontanato il pericolo rappresentato da Hezbollah, vero e proprio proxy dell’Iran al confine con Israele. Ma il fatto che gli Hezbollah siano impegnati nella (per loro fondamentale) difesa del regime siriano di Assad, non allontana la minaccia, oltretutto reiterata di recente con le sempre più diffuse voci in merito a tunnel costruiti come quelli di Gaza. Come intende affrontare questa minaccia che, almeno a mio personalissimo parere, è ancora più grave di quella rappresentata da Hamas?

9 – se dovesse dare una priorità alle minacce per Israele, quale metterebbe in testa alla lista? ISIS, Iran, Hezbollah oppure Hamas. Non ritiene per esempio che per Israele Iran, Hezbollah e Hamas siano più pericolosi dell’ISIS?

10 – qualche giorno fa è stata diffusa la notizia che il presidente egiziano, Al-Sisi, avrebbe proposto ai palestinesi di stabilirsi in una buona fetta della Penisola del Sinai contigua a Gaza. Ammesso che tutto ciò sia vero (personalmente ci credo poco) è subito circolata la voce che Israele sarebbe stato d’accordo con la decisione egiziana. Non ritiene che permettere il ritorno di qualche milione di palestinesi attualmente in altri paesi arabi e permettere loro di stabilirsi nel Sinai sia terribilmente pericoloso per Israele? Non sarebbe un grande favore ad Hamas?

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  • condiviso pienamente tutti i tuoi dubbi. E’ ora che Bibi inizi a dar retta anche a Liberman ivece che a quelle quatro galline spelacchiate di sinistra