Diritti dei cittadini italiani all’estero: rapporto 2010 sull’assistenza fornita da MAE, Ambasciate e Consolati

Per il secondo anno consecutivo l’Associazione Secondo Protocollo rilascia il “rapporto sullo stato di assistenza fornito dal Ministero degli Affari Esteri, dalle Ambasciate e dai Consolati ai cittadini italiani detenuti o in difficoltà all’estero” che trovate da scaricare in coda a questo articolo. Quest’anno abbiamo voluto anticipare la pubblicazione del rapporto in previsione dell’imminente stagione delle vacanze durante la quale molti italiani si recheranno all’estero.

Il rapporto delinea il quadro complessivo dell’assistenza fornita dal Ministero degli Affari Esteri, dalle Ambasciate e dai Consolati ai cittadini italiani che per qualsiasi motivo si vengono a trovare in difficoltà all’estero senza però, fatte rare eccezioni, entrare nel merito dei singoli casi.

Per una più facile lettura il rapporto è stato diviso in cinque sezioni:

  • Istituzioni preposte alla tutela dei Diritti dei cittadini italiani all’estero
  • Italiani detenuti all’estero
  • Italiani in attesa di giudizio o in difficoltà all’estero
  • Consigli per chi si reca all’estero
  • Conclusioni, critiche e consigli alle Istituzioni

Purtroppo le cose dallo scorso anno non sono migliorate e la qualità dell’assistenza ai nostri connazionali che si trovano in difficoltà all’estero e nella tutela dei loro Diritti non è ai livelli degli altri Paesi occidentali. Addirittura si potrebbe sostenere che la qualità di tale assistenza sia da considerarsi più bassa di alcuni Paesi del terzo mondo. Dispiace usare parole così dure ma questa è purtroppo la triste realtà.

Unica cosa positiva è il comportamento fortemente collaborativo riscontrato nella Direzione Generale per gli italiani all’estero del Ministero degli Affari Esteri (Ufficio IV) che, sebbene le risicatissime risorse finanziarie e umane messe a loro disposizione dalla politica, riescono molto spesso a districare casi difficilissimi e complessi. Per il resto, Ambasciate, Consolati, Comites e altre Istituzioni (fatte alcune rare eccezioni) sono ancora per una volta bocciati o rimandati.

La politica italiana tende purtroppo a sottovalutare questo importantissimo settore che coinvolge migliaia di italiani arrivando addirittura ad alcuni paradossi che se non fossero tragici sarebbero comici. Tra questi episodi ci ha negativamente colpito (ci ha fatto letteralmente infuriare) l’intervento fatto dal Premier italiano, Silvio Berlusconi, a favore di un cittadino elvetico, tale Max Goeldi, trattenuto in Libia. Non che l’incolpevole cittadino svizzero sarebbe dovuto rimanere in Libia, ma quando ci sono decine di casi simili che riguardano cittadini italiani che elemosinano letteralmente un intervento del Governo, la cosa assume i caratteri della presa in giro quando non dell’insulto nei loro confronti e nei confronti delle loro famiglie. Un ulteriore appunto che facciamo alla politica italiana nel rapporto è quello relativo alla regola del “divieto tassativo di interferire con le legislazioni di Paesi terzi”. Sebbene comprendiamo questa regola pressoché universale, riteniamo che dopo un certo punto essa diventi una semplice scusa per non intervenire. Se infatti è corretto applicare la sopracitata regola quando non ci sono evidenti prove di violazione dei fondamentali Diritti dei cittadini italiani, essa diventa un macigno quando invece sono ben evidenti le violazioni dei Diritti di cittadini italiani. A quel punto è dovere del Governo Italiano e delle Istituzioni preposte intervenire e, se è il caso, interferire persino con le leggi locali. Nessuna legge può essere posta al di sopra del Diritto e dei fondamentali Diritti Umani. Questo, purtroppo e come detto, non avviene oppure avviene solo in determinati casi che vedono coinvolti personaggi di spicco della società italiana (un nome per tutti, Morellato). Allora la mobilitazione è generale e immediata a partire dai più alti livelli.

In conclusione siamo ben lungi dal garantire ai nostri connazionali all’estero una adeguata assistenza e la protezione dei loro Diritti. Nel corso di questi dodici mesi non solo le cose non sono migliorate ma sono addirittura peggiorate. Solo che nessuno sembra essersene accorto. Per questo urgono immediati rimedi. Chi lavora in questo delicato settore deve essere messo in grado di dover fare il proprio dovere mentre le Istituzioni devono prendere coscienza dell’importanza che riveste la difesa dei Diritti dei cittadini italiani all’estero. Un cittadino italiano è tale ovunque si trovi nel mondo. Non dimentichiamolo mai.

Franco Londei

Scarica il rapporto in formato PDF

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