Secondo Protocollo

Diritti omosessuali: Italia Paese quasi islamico

Molte volte ci troviamo a criticare i Paesi islamici per il loro comportamento verso gli omosessuali, per le discriminazioni e persecuzioni a cui sono sottoposti in quei Paesi. In Italia grazie al cielo non vi è persecuzione, ma di certo vi è una fortissima discriminazione.

Quanto successo ieri in Parlamento dove un emendamento della Lega Nord, ben sostenuto dalla destra e non solo, ha cancellato la legge anti-omofobia è di una gravità inaudita specie se si confronta con quello che sta avvenendo in altri Paesi occidentali, dalla Francia alla Spagna per finire agli Stati Uniti, dove invece i Diritti degli omosessuali vengono finalmente riconosciuti e dove la discriminazione di genere ha subito colpi durissimi.

La legge contro l’omofobia equiparava la discriminazione di genere all’odio razziale, etnico e religioso. Insomma, chi istigava alla omofobia veniva punito con un anno di carcere così come avviene negli altri casi di discriminazione o odio razziale. Non era tantissimo, bisogna dirlo, però era un passo avanti specie dopo che a Roma e in altre città gli episodi di violenza contro gli omosessuali e contro le transessuali (con diversi casi di violenza sessuale di tipo “dispregiativo”) sono enormemente aumentati.

Invece l’Italia, con una classe politica bigotta e ipocrita, è riuscita ancora una volta a distinguersi (in peggio) rispetto alle altre democrazie. Ha ceduto alle pressioni di una vera e propria lobby omofoba che ha ai vertici personaggi legati a doppia mandata al Vaticano e che dispone di centinaia di pasdaran (l’accostamento a quelli iraniani non è casuale) che da anni lottano incessantemente per ribadire il concetto di “diverso”, quello stesso concetto negato dalla Costituzione italiana e dalle maggiori carte dei Diritti Umani, da quella Universale a quella Europea.

E allora viene da chiedersi quale differenza ci sia tra l’Italia e un qualsiasi Paese islamico. Certo, mi si dirà che in Italia gli omosessuali non vengono impiccati o decapitati, ma credete che una aggressione legittimata da una politica omofoba  sia così distante da un linciaggio? Perché con la cancellazione della legge sulla omofobia si legittima di fatto l’aggressione contro gli omosessuali. Questa è la pura e semplice verità.

Per capire bene la differenza che c’è tra l’Italia e un qualsiasi altro Paese democratico bisognerebbe che la persona comune si immedesimasse per qualche ora con un omosessuale o con una transessuale. Vedrebbe che in Italia esporsi è un rischio. Vedrebbe che se è un omosessuale non può dirlo apertamente né nel lavoro né nella vita comune perché si vedrebbe deriso e discriminato. Se poi è una transessuale potrebbe persino subire violenza sessuale perché c’è la convinzione che le transessuali siano tutte prostitute e perverse.

Un ragazzo con tendenze omosessuali oppure con il sogno della transessualità (che è una condizione a parte) è costretto a reprimerle per non essere isolato dagli altri ragazzi. Questa situazione ha creato in Italia un sottobosco al limite della legalità dove anonimi personaggi, che poi molto spesso sono gli stessi che pubblicamente di mostrano omofobi, sguazzano allegramente approfittando della debolezza di questi giovani (spesso giovanissimi) e della loro necessità di “non mostrarsi”. E’ un mondo oscuro su cui noi di Secondo Protocollo stiamo conducendo una inchiesta approfondita che ogni giorno riserva scoperte shoccanti, un mondo fatto di violenza, di prostituzione “fatta in casa” e, soprattutto, di disistima totale di se stessi. Un mondo che vive proprio grazie a fatti come quello accaduto ieri in Parlamento.

Questa situazione è pensatissima e diventa evidente quando una persona come me va all’estero. Andare in Israele, in Francia, in Germania e vedersi trattata da “persona normale” ti fa capire quanto sia difficile la situazione in Italia, molto vicina a quella di un Paese islamico dove di certo persone come me non possono andare (questo bisogna ammetterlo) ma che per atteggiamento discriminatorio non sono poi così lontani dalla situazione che si vive in Italia.

E’ bruttissimo da dire, ma solo la mia testardaggine (e come me credo quella tanti/e altri/e) e l’amore per questo Paese mi tengono ancora ancorata all’Italia. Ma se la situazione rimane questa, se un fascista qualsiasi può insultarmi per strada perché la legge non lo punisce , non rimarrà che ammettere che l’Italia non è più un Paese democratico e trarne le dovute conseguenze.

Paola P.

4 Comments

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  • Questo sta diventando un Paese di M…a, a volersi tenere nell’ottimismo.

  • Questo sta diventando un Paese di M…a, a volersi tenere nell’ottimismo.

  • in Ikea si vendono tappeti agli arci-contenti made in Iran e le posate…

  • Anch’io mi sono trovato a pensare: “Ma cosa ci sto a fare in questo Paese?”… ma poi mi sono detto “Perché dovrei essere io ad andarmene? che se ne vadano i prepotenti, i truffatori e gli imbroglioni, tanto meglio se resteremo in pochi”,

    Walter