Alcune premesse: Donald Trump non mi piace e spero che la destra americana trovi un altro candidato. Non mi sono piaciute nemmeno le dichiarazioni di Donald Trump volte a impedire l’ingresso negli USA dei musulmani, l’iniziativa assomiglia moltissimo alle leggi razziali. Tuttavia ci sono alcune cose che non capisco in merito alle indignate reazioni internazionali alle parole di Donald Trump.

Per esempio, perché non vedo le stesse reazioni internazionali nei confronti dell’Arabia Saudita e di altri Paesi islamici che vietano l’ingresso agli ebrei e più in particolare agli israeliani? Non ho visto alcuna reazione al fatto che in alcuni Paesi islamici non sia permesso pregare un Dio diverso da Allah oppure al fatto che sempre in alcuni Paesi islamici persone cristiane, ebree e fedeli di altre religioni siano fortemente discriminate e persino perseguitate. Allora, com’è questa cosa? Se le leggi razziali le applicano i musulmani nessuno osa fiatare ma se le propone Donald Trump succede il finimondo?

Donald Trump ha sbagliato a dire quelle parole ed è stato giustamente criticato, punto. Ma per favore smettiamola con questa ipocrisia del “noi siamo diversi da loro” per cui critichiamo giustamente le sparate come quella di Donald Trump ma accettiamo supinamente ogni imposizione che ci arriva dal mondo musulmano. Se critichiamo Donald Trump dobbiamo farlo anche con l’Arabia Saudita e con tutti quei paesi musulmani che quelle discriminazioni le applicano realmente tutte i giorni, altrimenti facciamo solo mero esercizio di ipocrisia continuando a prostrarci alle tante imposizioni che ci arrivano dal mondo islamico.

3 Comments

  1. E invece proprio il suo ragionamento sul doppiopesismo degli avversari di Trump potrebbe dimostrare che Trump non sbaglia sul piano dei principi.
    Quello che in realtà serve è stabilire dove e come nasce la filiera del terrorismo islamico.
    Semmai Trump potrebbe andare più a fondo e dichiarare- come fa Lei- che proprio i doppiopesisti suoi avversari non hanno a cuore i valori etici dell’Occidente.
    Quello vero, non quello di Obama , Merkel e Renzi.
    Nè tanto meno possono averli a cuore i musulmani.
    Tutto ciò richiede una ulteriore puntualizzazione di carattere generale.
    Cosa significa avere ragione o meno in merito a delle scelte politiche?
    Affermare con queste scelte dei principi etici condivisi e incondizionati, nonché traducibili nella realtà?
    Se così fosse bisognerebbe essere capaci di trovarne qualcuno di questi principi.
    In realtà tutto è condizionato, come afferma il Tao, quando dice: “dipende” o come afferma Kant per il quale il “totalmente incondizionato” può concernere solo Dio.
    Sempre in realtà, stando un po’ più in basso, bisognerebbe stabilire se un provvedimento come quello indicato da Trump è efficace o meno in merito a degli scopi come quello di una maggiore sicurezza.
    E limitarsi a questo, senza trascurare di considerare il valore della chiarezza e della fermezza, che questo provvedimento porta con sé
    Il resto- come si suol dire – “viene da Satana”.

  2. Elisabetta

    Ma perché noi siamo bravi democratici e in quanto tali dobbiamo spalancare le braccia a chiunque, incluso a chi della democrazia vuole fare polpette

  3. A costo di rivelarmi noioso e di ripetermi vorrei tentare di essere più chiaro, nei limiti delle mie possibilità.
    Se Trump sbaglia bisognerebbe precisare se sbaglia nell’ esame di realtà o se sbaglia in termini etici o etico-politici che dir si voglia.
    Nel primo caso , è lui stesso ad affermare di non sapere e propone una misura cautelativa nell’attesa di capire meglio.
    Nel secondo caso bisognerebbe invece contestare la relazione mezzi fini come inaccettabile eticamente.
    Difficile contestare eticamente il fine: promuovere una maggiore sicurezza per i cittadini americani.
    Discutibile semmai potrebbe essere il mezzo.
    Ma anche quì : discutibile sul piano dell’ efficacia o sul piano etico?
    Sul primo piano può valere quanto detto in precedenza: capire meglio.
    Sul secondo piano bisognerebbe «dimostrare» che il rispetto del diritto dei musulmani non cittadini americani di entrare negli USA è gerarchicamente superiore ad una maggiore sicurezza della vita umana dei cittadini americani a casa propria.
    Visto che tra l’altro sono proprio alcuni musulmani a minacciare, in nome dell’Islam e di alcune organizzazioni che intendono rappresentarlo nel pianeta, la vita dei malcapitati, che diventano loro vittime.
    Nè vale l’obiezione che a volte sono dei non musulmani a sparare nelle scuole o per strada contro gente inerme.
    Questi ultimi criminali non appartengono e non si identificano con nessun network politicamente esistente e commettono i loro atti criminali per i più svariati motivi personali e assurdi, senza alcun collegamento tra di loro.
    Tra l’ altro nessuna entità internazionale ne rivendica i gesti come una forma di lotta politica.
    E non vale nemmeno l’assunto certamente veritiero che non tutti i musulmani sono terroristi, visto che non è possibile una distinzione certa e a priori tra gli uni e gli altri.
    Così come va ribadito che la proposta di Trump non riguarda i cittadini americani musulmani, ma soltanto i musulmani che volessero entrare negli USA.
    Conclusione: se Trump sbaglia, bisogna dire perché sbaglia.