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Due parole su Iran, sanzioni e popolo iraniano

In questi giorni di vero delirio nei quali abbiamo visto la maggioranza dei media schierarsi decisamente a favore dell’accordo sul nucleare iraniano (e quindi con Obama) ne abbiamo sentite di tutti i colori per giustificare questa posizione. Uno dei mantra più sentiti è che “togliere le sanzioni all’Iran servirà ad alleviare le sofferenze del popolo iraniano”. Sarà vero? Per capirlo dobbiamo andare a vedere cosa è stato interdetto al popolo iraniano durante il periodo in cui erano in atto le sanzioni.

Gli iraniani non potevano andare a studiare in alcune università all’estero, in particolare in alcune facoltà americane perché c’erano delle specializzazioni che erano interdette, ma soprattutto perché era tropo caro per loro andare a studiare all’estero a causa della svalutazione della moneta iraniana. Evviva, ora gli studenti iraniani potranno tornare a studiare all’estero. Non saranno tanti ma è una bella vittoria. Si dice che le medicine non arrivassero e che le attrezzature mediche non potevano essere aggiornate a causa delle sanzioni. Non è vero, non erano comprese tra le i materiali proibiti solo che il regime iraniano ci ha giocato parecchio e ha giustificato le proprie mancanze con le sanzioni internazionali. Non erano sotto embargo nemmeno i prodotti alimentari, i prodotti ad uso civile, i materiali ad uso medico, i prodotti per l’istruzione, le tecnologie civili per le comunicazioni anche se in questo caso il regime lo ha fatto credere per limitare l’accesso dei giovani a internet. Non erano sotto embargo i prodotti per l’agricoltura e per l’edilizia e neppure i ricambi meccanici per le industrie. Le sanzioni riguardavano invece il petrolio, le tecnologie a doppio uso (militare e civile), le transazioni economiche (ma non tutte), le armi di ogni tipo e logicamente tutti quei prodotti che potevano servire a costruire armi di qualsiasi tipo. C’erano poi svariate restrizioni ma che non riguardavano la vita quotidiana degli iraniani (per esempio l’impossibilità di assicurare le navi merci ecc. ecc.).

Ora, a parte che l’Iran ha ampiamente bypassato buona parte delle sanzioni, soprattutto quelle riguardanti le armi e l’esportazione del petrolio tanto che i capitali del leader supremo, Ali Khamenei, sono notevolmente cresciuti come ha dimostrato un report della Reuters dove non si parla a caso di “impero finanziario” di Khamenei, un impero cresciuto a dismisura proprio con l’Iran sotto sanzioni, ma quello che ci preme sapere è in che modo la fine delle sanzioni potrà alleviare le sofferenze del popolo iraniano. Beh, mi spiace per tutti i fautori di questa teoria, ma la fine delle sanzioni internazionali non porterà alcun miglioramento alla vita degli iraniani se non, forse, quello che il regime non potrà più giustificare le proprie mancanze con la scusa delle sanzioni internazionali. Per il resto avevano (o meglio, potevano avere) tutto quanto necessario nella vita quotidiana.

E allora, perché si dice tanto e si insiste sul fatto che il popolo iraniano trarrà grandi benefici dal sollevamento delle sanzioni? Semplice, lo si fa perché in qualche modo in occidente si deve far passare l’idea che questo vero e proprio disastro diplomatico, questa resa all’islam integralista sia servita in qualche modo a rendere più accettabile la vita agli iraniani, cosa del tutto falsa. Infatti, anche se i media non lo hanno detto, i giovani iraniani scesi in piazza a festeggiare per la fine delle sanzioni festeggiavano si anche per quello ma soprattutto chiedevano più Diritti, mostravano i drappi verdi del “Movimento verde” e soprattutto chiedevano la liberazione di Mehdi Karrubi, Hossein Mousavi e gli altri leader del movimento verde attualmente in prigione o agli arresti domiciliari. Eppure nessun media ha fiatato su questo.