Egitto: potere totale ai Fratelli Musulmani con la benedizione di Obama

Written by | Secondo Protocollo

Egitto – La mossa a sorpresa del neo Presidente egiziano, Mohammed Morsi, di destituire il comandante in capo delle forze militari, Gen. Hussein Tantawi, altri generali a lui vicini e di auto-attribuirsi poteri speciali che la stessa giunta militare gli aveva tolto, ha lasciato tutti sorpresi e preoccupati.

Ma andiamo con ordine, anche per poter capire meglio la mossa di Morsi e come cambiano gli equilibri di potere in Egitto. Ieri con un annuncio a sorpresa Mohammed Morsi ha annunciato la destituzione del capo supremo dell’esercito, Gen. Hussein Tantawi, del comandante dell’aviazione, Gen. Abd El Aziz Seif-Eldeen, e del comandante della marina, il vice ammiraglio Mohab Mamish. A sostituire il Gen. Tantawi sarà un estremista islamico, il Gen. Abdel Fattah Al-Sisi, diventato famoso per aver difeso e sostenuto un gruppo di militari che alcuni mesi fa avevano sottoposto al test della verginità alcune attiviste che contestavano le ideologie della Fratellanza Musulmana. Per chiarire meglio ancora la situazione, Mohammed Morsi si è ridato tutti quei poteri (e anche qualcuno di più) che la giunta militare gli aveva tolto solo qualche mese fa nel timore che trasformasse l’Egitto  in un regime islamico.

La scusa per destituire Tantawi e gli altri generali a lui fedeli è stata la situazione del Sinai. La maggioranza della popolazione egiziana è molto preoccupata di quello che sta avvenendo ne Sinai e l’uccisione di 16 poliziotti egiziani da parte dei terroristi ha lasciato tutti molto shoccati. Il popolo tende a dare la colpa di questa situazione ai vertici militari, così Morsi ha colto la palla al balzo e, presentandosi addirittura come salvatore della patria, ha destituito tutti i vertici militari egiziani sostituendoli con generali fedeli alla Fratellanza Musulmana. E’ una mossa che ricorda molto da vicino quella fatta un paio di anni fa da Erdogan in Turchia per eludere il controllo costituzionalmente stabilito dell’esercito sulla laicità del Paese e trasformare così la Turchia da paese laico a califfato islamico.

Inutile negare che a Gerusalemme c’è forte preoccupazione per questo vero e proprio  “putsch” di Mohammed Morsi soprattutto per i possibili risvolti negativi che avrà nei rapporti tra Egitto e Israele oltre che sul trattato di pace tra i due Paesi. Tantawi fino ad oggi aveva garantito che quel trattato di pace fosse rispettato e aveva ostacolato ogni tipo di appoggio della Fratellanza Musulmana ad Hamas. E’ chiaro che da oggi le cose cambieranno, in peggio.  Quello che però lascia perplessi gli analisti israeliani è il fatto che, per quanto si dichiari indipendente, Mohammed Morsi non può aver preso una simile decisione senza prima essersi consultato con Washington e aver ottenuto la benedizione di Obama, fatto questo che traccia un solco ancora più profondo tra Israele e Stati Uniti. Se infatti quello che raccontano alcuni giornali americani è vero, Hillary Clinton avrebbe parlato con Mohammed Morsi solo poche ore prima della destituzione di Tantawi e nella circostanza avrebbe rinnovato l’impegno di aiuti militari USA all’Egitto per 15 miliardi di dollari. Possibile che non fosse a conoscenza di quella che sarebbe stata la decisione del rais egiziano poche ore dopo? E per capire ancora meglio che dietro alla decisione di Morsi c’è la benedizione di Obama basta andare a leggere cosa scrive sulla vicenda l’organo semi-ufficiale della attuale amministrazione americana, il New York Times. In un articolo che racconta la vicenda si dice che “con questa mossa Morsi cementa l’importante cambiamento in corso in Egitto”. Non una sola parola di critica o di preoccupazione.

Cosa accadrà ora e cosa cambierà per Israele? Tolto di mezzo Tantawi non ci sono più ostacoli per i Fratelli Musulmani nel dare totale appoggio ad Hamas. Probabilmente vedremo anche un progressivo deteriorarsi del trattato di pace tra Egitto e Israele, nonostante le promesse di Mohammed Morsi di mantenere gli impegni internazionali presi in precedenza dall’Egitto. A livello interno la Fratellanza Musulmana ha la strada spianata per trasformare definitivamente l’Egitto in un nuovo regime islamico estremista, con enormi problemi per le minoranze religiose. Su questo ci sono, purtroppo, ben pochi dubbi.  Ormai l’Egitto ha preso la strada dell’integralismo islamico e c’è ben poco da fare. Bisognerà farci i conti e vedere come reagire nel miglior modo possibile.

Miriam Bolaffi

Last modified: Dic 3, 2017