Egitto: rivoluzione islamista rinviata

Written by | Secondo Protocollo

Ahmad Shafiq esulta dopo che la Corte Costituzionale ha sancito che potrà partecipare al ballottaggio per le presidenziali.

Devo essere sincero: sapere che la Fratellanza Musulmana egiziana si sta arrovellando le meningi per capire se tentare o meno un atto di forza contro la scelta della Corte Costituzionale egiziana di sciogliere il Parlamento, mi da un sacco di gioia. Saperli finalmente in difficoltà dopo mesi di dominio assoluto e dopo aver riportato l’Egitto nel medioevo (altro che Diritti e democrazia) mi conforta.

Ho l’impressione che comunque qualcosa tenteranno. I Fratelli Musulmani non sono certo di quelli che si arrendono ad una sentenza della Corte Costituzionale. Avevano già fatto tutti i loro calcoli e si stavano preparando per incendiare come si deve il Medio Oriente e adesso devono ricominciare tutto da capo, ammesso che gli venga consentito di farlo.

Di certo la loro ascesa al potere aveva preoccupato tutti anche nei Paesi arabi. Ce lo spiega un preciso e dettagliato articolo di Al Arabiya, non certo quindi una fonte “di parte avversa”. La principale preoccupazione dei Paesi del Golfo era per la politica estera che la Fratellanza Musulmana avrebbe imposto all’Egitto e non solo nei suoi rapporti con Israele anche se, sotto sotto, era quella la preoccupazione maggiore sebbene non lo ammetteranno mai. Infatti, anche se ad alcuni sembrerà un assurdo, in questo momento Israele fa molto comodo ai Paesi Arabi che, pragmaticamente, vedono nell’Iran il principale nemico e sanno che lo Stato Ebraico è l’unico in grado di fermare la corsa al nucleare di Teheran. Un totale avvento al potere dei Fratelli Musulmani in Egitto potrebbe cambiare le carte in tavola e, paradossalmente, danneggiare proprio i Paesi arabi favorendo l’Iran che trarrebbe un immenso beneficio da un repentino innalzamento della tensione in Medio Oriente.

In questo contesto stonano le dichiarazioni di Hillary Clinton che, ancora una volta, dimostrano come lei e il suo Presidente non abbiano capito bene cosa succederà se in Egitto andrà al potere la Fratellanza Musulmana. La Clinton ha chiesto “di non tornare indietro sulla strada della democrazia” e ai militari egiziani ha detto “di consegnare il potere nelle mani dei civili”, il che in qualsiasi altro contesto potrebbero essere richieste più che lecite, ma non in Egitto. La Fratellanza Musulmana, madre putativa di Hamas, si concilia poco con la parola “democrazia” e di certo l’Egitto non farebbe un passo avanti verso un sistema democratico con gli islamisti al potere.

Comunque la giunta militare ha confermato che il ballottaggio per l’elezione del Presidente si terrà come previsto sabato e domenica prossima, il che è quasi certamente la ragione per cui ancora gli islamisti non hanno invaso le piazze del Paese (fatta eccezione per poche centinaia di persone) ben sapendo che uno scontro di piazza sarebbe la scusa buona per la giunta militare per congelare anche le elezioni presidenziali. Il problema nascerà dopo se, per puro caso, dovesse vincere Ahmad Shafiq invece che il candidato islamista Mohamed Morsi. Ma staremo a vedere.

Intanto gustiamoci questo momento che vede gli estremisti islamici fuori dal Parlamento egiziano (non si capisce perché in occidente continuino a chiamarli “moderati” quando proprio non lo sono), perché una cosa è certa: aspettarsi dalla Fratellanza Musulmana un sistema democratico è pura follia.

Franco Londei

Last modified: Dic 3, 2017