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Elezioni Iran: miraggi moderati

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Fa quasi tenerezza vedere tanti “bravi giornalisti” scrivere questa mattina che in Iran c’è stata una svolta moderata, addirittura che l’onda verde massacrata da Ahmadinejad e dai suoi sgherri è stata vendicata. Secondo questi eminenti personaggi l’elezione di Hassan Rohani sarebbe quasi una rivoluzione riformista.

Non capisco se questa gente ci faccia o ci sia. Non capisco se questo atteggiamento sia frutto di una ignoranza demenziale o sia solo dettato da un malcelato amore per gli Ayatollah. Come si fa a dire che l’elezione di un khomeinista come Hassan Rohani, un chierico che fino a poco tempo fa predicava la pena di morte per i dissidenti, un uomo approvato (come tutti gli altri candidati) dal Grande Ayatollah Ali Khamenei, un religioso estremista, sia una sorta di affermazione democratica?

Certo, è stato senza dubbio votato (a proposito, avete notato che per lo spoglio questa volta c’è voluta l’intera giornata mentre nel 2009 con Ahmadinejad il risultato si è avuto nel giro di due ore? Chissà perché). I moderati si sono concentrati sul suo nome dandogli quell’alone di riformista che mancava agli altri. Ma da qui a sostenere che sia effettivamente un riformista, per quello che può valere questa parola in Iran, ce ne corre.

L’analisi più lucida che ho letto è stata quella di Bani Sadr che ha parlato di “schiaffo a Khamenei” ma che si è ben guardato dal definire Hassan Rohani un riformista. Infatti il candidato prediletto dal Grande Ayatollah era il duro Saeed Jalili che però ha preso appena il 10%. «La gente non ha votato per Hassan Rohani – ha detto Bani Sadr – ma ha votato contro Khamenei».

Se la vediamo in quest’ottica, che mi sembra la più corretta, gli iraniani non credono affatto che con Hassan Rohani le cose possano cambiare, ma hanno voluto mandare un messaggio a Khamenei, un messaggio chiaramente ostile al clero e agli Ayatollah.

Poi da questa mattina tutto tornerà normale in Iran. Le donne continueranno a essere abusate, il boia continuerà a lavorare a pieno ritmo, le centrifughe proseguiranno l’arricchimento dell’uranio, i poveri saranno più poveri mentre la prepotenza degli Ayatollah si mostrerà in tutte le sue forme. A proposito, 4.000 pasdaran in Siria sono un bel biglietto da visita per Hassan Rohani. E questi parlano di svolta moderata in Iran.