Parlare di emergenza cyber-stalking non è assolutamente inappropriato. Da quando abbiamo attivato l’unità di protezione dallo stalking via web le denunce arrivate sono oltre 300 tanto che a un certo punto abbiamo dovuto dare ad ognuna un identificativo per poter avere almeno un primo ordinamento.

In poco meno di un mese ci siamo anche fatti una prima idea di come i casi di cyber-stalking vengano perpetrati e quali mezzi lo stalker usi. La preferenza di questi “bulli” cybernetici va senza dubbio ai socialnetwork (Facebook, Twitter, Myspace ecc. ecc.) che rappresentano circa il 65% dei casi. Nel restante 35% lo stalker usa mezzi più raffinati e, se vogliamo, più pericolosi. Irruzioni nella posta elettronica con messaggi, spesso minacciosi, alle vittime, interventi nei forum e noi blog che permettono commenti liberi e senza alcun filtro con reiterati attacchi alla persona presa di mira. Nella maggioranza dei casi lo stalker usa server proxy per non far riconoscere (ad una prima analisi) il suo IP (internet protocol) in modo da mascherare la sua vera identità.

Va detto, a scanso di equivoci, che nella maggioranza dei casi si tratta di persone innocue, personaggi che celati dietro alla supposta invisibilità garantita dalla rete trovano il coraggio di fare nel mondo virtuale quello che non riescono a fare nel mondo reale. Generalmente non conoscono nemmeno le persone che prendono di mira. Certo è un cosa fastidiosa e comunque illegale nel momento in cui costringono la vittima a cambiare le proprie abitudini (vedere definizione di stalking), ma senza dubbio priva di pericoli reali per la vittima. Il discorso cambia quando la persecuzione porta a danni psicologici gravi sulla vittima, quando la porta a una situazione di stress che può interferire sulle sue condizioni di salute oppure, peggio ancora, quando può portare al rischio che lo stalking virtuale si trasformi in stalking reale e che quindi influisca direttamente nella vita di tutti i giorni. In questa casistica rientrano, per fare un esempio, persone ammalate che usano il web come una vera e propria finestra di dialogo con il mondo esterno. Non è un caso che il 39% delle denunce di cyber-stalking arrivi da persone con seri problemi fisici che considerano l’utilizzo del web come un modo di uscire dalla loro condizione di handicap fisico. In questi casi lo stalking può seriamente interferire con le condizioni di salute della vittima, aggravandole anche in maniera significativa. Questi, uniti ai casi di stalking diretto attraverso l’utilizzo di email e a quelli che vanno ad interferire nella vita quotidiana, sono i casi a cui diamo precedenza assoluta.

Iniziative – Chi è vittima di reati cybernetici può rivolgersi generalmente alla polizia postale attraverso il suo sito internet, tuttavia sul sito della polizia non esiste una voce che si riferisca allo stalking via web e questa, secondo noi, è una grave mancanza che costringe le vittime a fare una lunga trafila per denunciare lo stalker. Per questo motivo in questi giorni ci siamo attivati con il Ministero dell’Interno affinché venga studiata una forma di denuncia via web che permetta alle vittime di velocizzare la procedura di denuncia alla polizia postale. Dal canto suo la nostra organizzazione mette a disposizione alcune risorse (umane e tecnologiche) per aiutare chi di dovere a identificare gli stalker.

Come fare una denuncia – In coda all’articolo potete trovare un form per inoltrare una prima forma di denuncia. E’ importante che il form venga riempito in tutte le sue parti inserendo l’indirizzo completo e un numero di telefono. La privacy è assolutamente garantita e i vostri dati non verranno mai divulgati se non, dietro esplicita autorizzazione di chi denuncia l’abuso, agli organi di polizia competenti nel momento in cui si decida di passare alla denuncia vera e propria. Tutti i dati di chi invia una denuncia vengono custoditi in supporti esterni e criptati.

A chi rispondiamo – praticamente a tutti coloro che riempiono in tutte le sue parti il form di denuncia. Tuttavia, per ragioni di necessità, siamo costretti a dare la precedenza alle denunce che configurano un reale pericolo per la persona denunciante o per le sue condizioni di salute (fisica e psicologica). In molti casi (nei meno gravi) ci limitiamo a dare alcuni consigli per limitare lo stalker o per riuscire ad identificarlo, in altri casi (nei più gravi) interveniamo più direttamente cercando di identificare lo stalker rendendo nota la sua identità alla vittima e, se questa ce lo chiede, assistendola in tutte le fasi della denuncia alle competenti autorità.

Legge sul cyber-stalking – allo stato attuale non esiste una vera e propria legge che punisca lo stalking via web anche se esiste una legge che punisce lo stalking nella vita reale. Questa è una fase che, a nostro parere, va regolamentata meglio in quanto, essendo internet diventato un mezzo che fa parte a tutti gli effetti della vita quotidiana e, quindi, reale, riteniamo che lo stalking via web influisca anche sulla vita reale e che quindi non vi siano differenze tra l’azione di stalking attraverso la rete internet e la persecuzione fisica. Oltretutto è chiaro che l’attività svolta in rete in moltissimi casi influisce anche nella vita reale, per cui, a nostro avviso, non c’è differenza tra le due forme di persecuzione. Stiamo quindi interagendo con gli organi competenti per porre un rimedio a questa stortura della legge che in sede di giudizio potrebbe essere facile preda di “interpretazioni”. Va detto comunque che l’autorità giudiziaria tende a equiparare lo stalking via web allo stalking fisico per la ragione che “qualsiasi atto di persecuzione che costringa la vittima a cambiare le proprie abitudini di vita è considerato stalking”. In ogni caso riteniamo che la cosa debba essere puntualizzata con estrema chiarezza.

Puntualizzazioni – I reati cybernetici sono tanti tra i quali, alcuni, sono lesivi dei fondamentali Diritti Umani. Tra questi i più frequenti, specie nei social network, sono quelli che si riferiscono a forme di razzismo e/o discriminazione, quelli che fanno apologia di reato o quelli che sono lesivi della dignità umana. Per denunciare questi casi, diversi dallo stalking via web, si prega di usare l’apposito form a questo indirizzo.


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