Lo so, qualche amico torcerà il naso per quello che sto per dire e magari non sarà d’accordo con me, succede a chi dice quello che pensa, ma io credo che nonostante le apparenze il pericolo più imminente e pericoloso per Israele non provenga dalla Striscia di Gaza e da Hamas.

Fatto salvo il concetto che Hamas è un gruppo terroristico e che vuole la distruzione di Israele, cosa che lo rende matematicamente un nemico mortale e quindi da eliminare, credo che in una situazione come quella in cui si trova Israele ora, dove i pericoli sono tanti e non tutti perfettamente inquadrabili (specie quelli più pericolosi), si debbano giocoforza dare delle priorità, cioè non ci si debba far fuorviare da azioni provocatorie studiate ad hoc per depistare e attirare l’attenzione su altri obbiettivi. Insomma, non possiamo perdere di vista quello che è il pericolo maggiore per Israele, cioè l’Iran.

Sono molto d’accordo con gli altri membri di questa organizzazione quando si sostiene che “l’attentato di Eilat di giovedì scorso era talmente ben congeniato da risultare persino troppo facilmente attribuibile ad Hamas”, cioè era quello che si voleva far credere. Intendiamoci, Hamas è uno dei nemici di Israele più subdoli e pericolosi, un problema che prima o poi a Gerusalemme dovranno affrontare in maniera definitiva, ma in questo caso temo che il gruppo terrorista palestinese sia stata un’arma inconsapevole in mano a ben altre menti, più raffinate e subdole di Hamas.

Chiaro che dietro agli attentati di giovedì scorso ci sia l’Iran e, se questo è vero (come è certamente vero), allora Israele non deve distogliere l’attenzione dal confine nord, da quello cioè con Libano da dove arrivano i pericoli maggiori. E’ Hezbollah, longa mano di Teheran in Libano, il pericolo maggiore per Israele. I terroristi libanesi hanno armi che Hamas se le sogna, ben più pericolose e distruttive dei Quassam. Ma soprattutto hanno tutte le ragioni per fare in modo che le truppe israeliane siano concentrate su un fronte che non sia quello libanese. Infatti, mentre il mondo è concentrato su Libia, Siria e conflitto israelo-palestinese i compari di Hezbollah stanno prendendo il controllo del Libano pezzo dopo pezzo in previsione di un innalzamento della tensione con la Comunità internazionale per il caso Hariri e per le implicazioni che esso comporta. Nelle ultime settimane Hezbollah ha preso il controllo delle comunicazioni, dei mezzi di informazione, dell’esercito e dei servizi segreti con quello che è un vero e proprio golpe silenzioso.

I punti critici sono fondamentalmente due: il primo è il possibile intervento internazionale contro la Siria per fermare la sanguinosa repressione e il secondo è una stretta sul Libano per costringere Hezbollah a consegnare i quattro responsabili del delitto Hariri ricercati dal Tribunale Internazionale. In ambedue i casi Hezbollah ha promesso di rivalersi su Israele il che vuol dire scatenare una guerra, cosa per altro giudicata inevitabile da molti esperti. Il fatto è che l’Iran, che controlla da remoto sia Assad che Hezbollah, non può permettersi il lusso di perdere né la Siria né il Libano e quindi farà di tutto per impedirlo, compreso scatenare un conflitto armato.

Ecco perché ritengo che il pericolo più imminente e pericoloso per Israele non siano i terroristi di Hamas ma che sia invece la brutta piega che la situazione sta prendendo in Libano e in Siria. A meno che non si voglia paragonare la pericolosità dell’Iran con quella di Hamas che, certo, rimane un nemico pericoloso e astuto oltre che subdolo, ma che ha i mezzi per poter intimorire l’esercito israeliano. A Gerusalemme si dice che se veramente si decidesse di eliminare totalmente Hamas ci vorrebbero al massimo due settimane. Con Hezbollah (e quindi con l’Iran) il discorso cambia in maniera sostanziale.

Ora, quello che occorre fare è non cadere nel trabocchetto teso dall’Iran con gli attentati di giovedì scorso e mantenere i nervi saldi. In molti in Israele chiedono un intervento deciso nella Striscia di Gaza nonostante ieri Hamas e le varie frange palestinesi abbiano dichiarato di nuovo il cessate il fuoco. Non si faccia questo errore, non ora. Non si apra un fronte di guerra con Hamas quando è proprio quello che vogliono i più pericolosi nemici di Israele. Ad Hamas ci si penserà dopo o, come si è fatto fino ad oggi, intervenendo in maniera mirata. Il vero fronte è a nord dove c’è Hezbollah e i suoi amici iraniani. E’ da la che arriverà il prossimo pericolo.

Sharon Levi

3 Comments

  1. “…il pericolo più imminente e pericoloso per Israele non provenga dalla Striscia di Gaza e da Hamas.” Queste parole possono trovare tutti d’accordo, caro Sharon, e non solo per pochi o alcuni amici, perchè l’Iran è indubbiamente il sostenitore, in tutti i sensi, delle becere e jihadiste organizzazioni terroristiche.
    Ma il pericolo non meno imminente, e allo stesso tempo molto più sottile e mellifluo, è dato da tutti quei paesi democratici e non che sosterranno la richiesta unilaterale di Fatah ed Hamas al riconoscimento dello Stato palestinese.
    Per fortuna che in Italia sono stati defenestrati i vari Prodi e Bersani, altrimenti ci troveremo al pari del Venezuela e del loro amico Chavez!

  2. Sì, era ben troppo attribuibile ad Hamas l’attentato di Eilat;Israele, saggiamente, ha iniziato a colpire in maniera selettiva esponenti di quell’organizzazione; infatti ho sentito parlare di accordi informali per un cessate il fuoco. Comunque il nodo principale è l’Iran, ma preferirei che non fosse necessario un intervento di Israele. Sarebbe auspicabile che gli altri paesi arabi che hanno conti in sospeso con Teheran, li chiudessero una volta per tutte. Poi si potrà pensare ai dettagli, ma solamente dopo aver eliminato la principale minaccia.

  3. Sono d’accordo con Lei. Hamas a corto di denaro e sempre più contestato all’interno di Gaza ( da estremisti sunniti, pagati dall’Arabia Saudita, credo )o lavora per conto terzi – degli Iraniani – per distrarre dal fronte nord che è molto più importante.
    Qualcuno può obiettare che Iran sciita e Hamas sunnita non possono intendersela per molto, ma Hamas è a corto di soldi e in questa circostanza…..