Equilibrio del terrore: come i think tank anti-israeliani ingannano la gente

Lo chiamano “equilibrio del terrore” ed è una strana teoria ampiamente pubblicizzata nei numerosi think tank anti-israeliani dove non mancano, purtroppo, anche importanti nomi ebraici, per lo più residenti all’estero e fiancheggiatori della sinistra “pacivendola”.

Secondo questa bizzarra teoria il mondo dovrebbe permettere all’Iran di dotarsi di armi nucleari perché così facendo “introdurrebbe in Medio Oriente un equilibrio del terrore simile alla guerra fredda tra USA e URSS scongiurando altre guerre”. Lo ha esposto ieri Uri Weiss su Ynet.com e spero che il giornale israeliano  non abbia sborsato uno shekel per quell’articolo.

Ma l’articolo di Uri Weiss è solo la punta dell’Iceberg. Da diverse settimane Secondo Protocollo sta preparando un dossier sulle attività della Baronessa Chaterine Ashton, attuale Ministro degli Esteri dell’Unione Europea e fortemente antisemita. Durante questa ricerca sono emersi i legami del marito della baronessa, Peter Kellner, con i regimi del Golfo e con diverse entità sciite che fanno capo all’Iran. Peter Kellner non è uno qualsiasi ma è il presidente di YouGov, una potentissima e molto ascoltata società di sondaggi con sede in Gran Bretagna ma con uffici sparsi un po’ in tutto il mondo, tanto potente da essere in grado con i suoi sondaggi di condizionare pesantemente le politiche degli Stati a cui si interessa (è un po’ come quello che fanno le agenzie di rating per l’economia, YouGov lo fa per la politica).

Ebbene, a parte la discutibile obbiettività dei sondaggi di YouGov, che sembrano più pensati per diffondere le malsane idee di un gruppo di sinistri personaggi piuttosto che dare un effettivo quadro della situazione (ma ne parleremo più dettagliatamente tra pochi giorni con la presentazione del dossier sulla Ashton), quello che veramente fa paura è il lavoro ai fianchi che questo gruppo di persone (tra le quali spiccano nomi eccellenti quali Arianna Huffington, Raul Cesan etc. etc.) sta facendo in seno alla popolazione di USA, Gran Bretagna e Unione Europea per far passare il concetto che “un Iran nucleare non sarebbe poi tanto male” ma soprattutto che “attaccare le centrali nucleari iraniane è sbagliato”. Per non parlare poi della continua diffusione di informazioni false e fuorvianti su Israele che contribuiscono notevolmente a incrementare il già foltissimo esercito di antisemiti. Insomma, siamo di fronte al Gotha  dell’informazione a livello mondiale che in maniera subdola sostiene idee antisemite e più in generale tutto quello che è anti-israeliano.

Ed è in questo perverso e machiavellico meccanismo che di recente ha fatto capolino il concetto di “equilibrio del terrore” dove Israele viene equiparato all’Iran, cioè uno Stato in grado di scatenare guerre offensive con il solo obbiettivo di “ottenere potere”. E’ un po’ come se si definisse Israele uno “Stato terrorista”. Peccato che Israele ha sempre ed unicamente fatto guerre difensive o azioni volte alla sua difesa preventiva, ma soprattutto non è legato a gruppi terroristici di rilevanza mondiale come invece lo è l’Iran. Eppure questi “signori” stanno riuscendo nel loro scopo di far intendere che Israele è uno Stato pericoloso e che quindi un “equilibrio del terrore” sarebbe auspicabile.

Ed è qui che entrano in gioco i “sondaggi” di YouGov, sondaggi che guarda caso evidenziano come l’opinione pubblica dei maggiori Paesi (USA, GB, Francia, Paesi del Golfo) sia contraria a un intervento armato contro l’Iran e considera accettabile il fatto che Teheran si doti di armi nucleari anche per riequilibrare gli assetti medio-orientali e instaurare quindi quel “equilibrio del terrore” tanto agognato dai nostri emeriti imbecilli antisemiti.

Beh, la nostra speranza è quella che ci siano ancora persone di buonsenso che non pensino che le armi atomiche in mano agli Ayatollah iraniani servano ad evitare una guerra, perché è esattamente il contrario. Già come stanno le cose adesso, con Teheran che arricchisce l’uranio a getto continuo, il rischio che quel materiale radioattivo finisca nelle mani di uno dei tanti gruppi terroristici che l’Iran alimenta è troppo grande. Costruire una bomba sporca sarebbe un giochetto da ragazzi. Ma se ci sono due cose di cui si può essere certi al 100% sono:

  1. se l’Iran arriverà ad avere la bomba atomica la userà senza pensarci un solo momento e non solo contro Israele, senza considerare il rischio che potrebbe “delegare” i gruppi terroristici a colpire ovunque vuole (non ha bisogno di missili intercontinentali per colpire Washington, gli basta riuscire a miniaturizzare un ordigno)
  2. se si permetterà a Teheran di ottenere le armi nucleari ci sarà una corsa scellerata verso il riarmo nucleare. Anche Turchia, Arabia Saudita, Oman e gli altri Stati arabi vorranno la bomba.

Ora, se l’equilibrio del terrore consiste nel riarmo nucleare e nell’aumento del rischio terroristico globale, queste persone hanno qualche rotella fuori posto. Ma temo che sappiano esattamente quello che stanno propagandando e che alla fine il loro unico e vero obbiettivo sia sempre e solo quello di arrivare alla distruzione dello Stato di Israele.  Tutto il resto e mera propaganda.

Sharon Levi

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