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Se Erdogan è l’esempio per il cosiddetto “Islam moderato”

Erdogan non ha nessuna intenzione di entrare in Europa, lo dicono i suoi atti, le sue parole, lo dice tutto quanto riguarda il dittatore turco. Non capisco come ancora in Europa ci sia qualcuno che pensi il contrario o che, addirittura, se lo auguri.

Ormai la storia dell’ingresso della Turchia in Europa è inverosimile, persino grottesca. Più semplicemente non è realizzabile per il semplice fatto che la Turchia è lontanissima dai parametri democratici chiesti dall’Unione Europea per l’ingresso nella UE. Eppure se ne continua a parlare come se fosse ancora un opzione sul tavolo quando non lo è da un bel po’.

Allora perché gli europei ed Erdogan continuano a parlare di questa remota (molto remota) possibilità se in realtà non c’è davvero nessuna possibilità di un ingresso della Turchia nella UE?

L’Europa lo fa principalmente perché la Turchia, a prescindere da Erdogan e dalle sue idee islamiste e illiberali, rimane un partner strategico per la UE in Medio Oriente. Per fare solo un esempio, è Erdogan che ha in mano il rubinetto dei profughi siriani e l’Europa non può certo permettersi un’ondata di milioni di profughi che aprirebbe un secondo fronte sul suo confine sud dopo quello italiano. Erdogan dal canto suo, oltre ad aver un disperato bisogno dei soldi europei, deve mantenere un minimo di apparenza democratica, qualcosa che faccia pensare che in Turchia ci sia ancora democrazia e a tale scopo la questione perennemente aperta dell’ingresso di Ankara nella UE è un discreto fumogeno che nel frattempo gli permette di consolidare il suo regime coprendo le malefatte con una parvenza di democrazia.

Erdogan simbolo ed eroe del cosiddetto “Islam moderato”

E’ molto indicativo che Erdogan sia diventato il simbolo e l’eroe del cosiddetto “islam moderato”, cioè di quell’Islam che in Europa si identifica nella Fratellanza Musulmana di cui proprio Erdogan è un potente rappresentante. E’ indicativo per aiutarci a capire cosa sia veramente il cosiddetto “Islam moderato” o, come lo chiamano quelli bravi, l’Islam politico. Non possiamo non ricordare gli entusiastici commenti dei “musulmani moderati” italiani di fronte alla repressione di Erdogan dopo il finto “golpetto” di un anno fa, non possiamo non ricordare la stima dimostrata dai “musulmani moderati italiani” di fronte alla svolta islamista impressa da Erdogan alla Turchia laica. Ma non è solo un italico fenomeno, riguarda tutto l’Islam europeo legato alla Fratellanza Musulmana. Ed è questo, più di qualsiasi altra cosa, che ci dovrebbe far preoccupare e che dovrebbe condizionare qualsiasi rapporto futuro con il cosiddetto “Islam politico”. Quello che gli “esperti” definiscono un Islam moderato prende Erdogan e la sua politica dittatoriale come esempio da copiare e trasferire in Europa.

Nei loro programmi politici per un futuro partito islamico parlano di democrazia e Diritti ma poi esaltano il dittatore turco come se fosse un simbolo di quello che loro intendono per democrazia e Diritti Umani. Non sottovalutiamoli, non facciamo l’errore di credere che siano solo “quattro gatti” perché quei quatto gatti hanno già iniziato a infiltrare la politica con le loro insane idee eliminando e isolando i veri musulmani moderati e laici, hanno alle spalle generosi donatori che non lesinano denaro per finanziare il loro progetto politico, ma soprattutto hanno un bacino d’utenza potenzialmente molto vasto che aumenterebbe a dismisura con lo Ius Soli.