Erdogan verso l’asse Russia – Iran. Ancora un regalo a Teheran

Non bastava aver regalato all’Iran quasi tutto l’Iraq, un buona fetta di Afghanistan, la Siria e il Libano, ora gli vogliamo regalare anche la Turchia.

E’ questo lo scenario che potrebbe nascere dall’incontro di oggi tra Putin ed Erdogan, cioè un allontanamento della Turchia dall’asse sunnita guidato dall’Arabia Saudita e un contestuale avvicinamento a quello sciita guidato da Teheran con la benedizione di Mosca.

Il fatto che mentre gli altri paesi mondiali titubavano in occasione del (falso?) Golpe turco, Mosca e Teheran si schieravano senza se e senza ma al fianco di Erdogan, non deve essere piaciuto molto al califfo turco. Quel silenzio di tomba, quel non prendere posizione potrebbe aver compromesso l’alleanza strategica con la Turchia. A Teheran non sembrerà il vero di ricevere una regalo di tale portata. Portare la Turchia fuori dall’asse sunnita era una delle poche cose che gli Ayatollah giudicavano impossibile.

Ora, lungi da me giustificare la repressione di Erdogan o la sua intenzione di reintrodurre la pena di morte in Turchia anche se, come ho avuto modo di dire, secondo me un Paese musulmano ha bisogno di persone come Erdogan per essere governando essendo l’Islam incompatibile con qualsiasi sistema democratico, ma vedere l’inconsistenza totale della politica europea (e americana) nei confronti della Turchia e la stucchevole inutilità di persone come la Mogherini che stanno consegnando un partner importante come la Turchia all’asse russo-iraniano, fa davvero accapponare la pelle. Io non so se questa gente riesce a rendersi conto dello sconvolgimento che potrebbe esserci in Medio Oriente se Erdogan dovesse decidere di passare dalla parte di Putin e degli Ayatollah. Sarebbe un disastro immane prima di tutto per l’Europa e poi per la NATO e i suoi alleati più o meno ufficiali. E non è questione di profughi, che sembra essere la preoccupazione principale di questi inetti, è una questione di equilibri geopolitici in Medio Oriente che potrebbero stravolgersi a tal punto da scatenare conflitti ben più grandi e sanguinosi del già grande conflitto siriano.

E cosa fanno i politici europei per impedire che tutto questo avvenga? Beh, fanno l’unica cosa che sanno fare veramente bene, vanno in ferie. La Mogherini invece di catapultarsi in Turchia una volta saputo del viaggio di Erdogan a Mosca e di cercare di far cambiare idea ad Erdogan, è semplicemente sparita nel nulla. Non che la cosa sia una novità per questo inutile personaggio, ma vista l’importanza strategica della Turchia uno si aspetterebbe un’attenzione particolare verso un alleato fondamentale, invece sono così arroganti da credere che a noi quello che fa Erdogan non interessi. Oppure, ma è una ipotesi meramente complottista, visto l’amicizia che lega la Mogherini agli Ayatollah, a lei sta bene così, sta bene che la Turchia passi dalla parte degli iraniani e al diavolo gli interessi europei.

Forse oggi non vedremo e non capiremo subito quale sarà il risultato dell’incontro tra Putin ed Erdogan, non vedremo l’impatto nel difficile quadro mediorientale e sull’Europa, ma temo che dovremo aspettare solo pochi giorni. E spero tanto di sbagliarmi ma non saranno belle sorprese.

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