Europa islamica: giovani europei in fuga sostituiti dai musulmani

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Leggo sempre molto volentieri le analisi di Guy Bechor, senza dubbio uno dei maggiori conoscitori dell’Europa in Medio Oriente. Nell’ultima analisi pubblicata su Ynet, Bechor parla dell’Europa come di «un gigante grasso che sta distruggendo l’Unione Europea davanti ai nostri occhi».

L’analista israeliano prende in considerazione in modo particolare due fattori: l’istituzione famiglia con il crollo delle natalità e la colossale emigrazione dei giovani europei alla quale si contrappone una massiccia immigrazione dai paesi musulmani.

I numeri che snocciola sono chiari. Per quanto riguarda la natalità ,cioè il numero dei figli per famiglia il crollo in Europa è stato verticale. In Spagna si è passati da quattro figli per famiglia a 1,4. In Repubblica Ceca a 1,29 mentre in Polonia a 1,32. In Italia e Grecia siamo a 1,4 mentre gli altri Paesi europei sono di poco sopra. Ma il problema a cui è legato il calo delle natalità, cioè la crisi finanziaria, ne produce uno ancora maggiore, cioè l’emigrazione dei giovani europei verso altri luoghi compensata da una immigrazione dai paesi musulmani dai numeri decisamente maggiori, checché ne dicano i buonisti da salotto. Anche qui sono i numeri a parlare. Guy Bechor prende come esempio la Spagna dove, tra le altre cose, esiste una certa rigidità in merito alla immigrazione. Ebbene i numeri ci dicono che nel 2012 sono emigrati 580.000 spagnoli mentre dai paesi musulmani sono entrati in Spagna 450.000 immigrati.

Ora, non so bene dove Bechor abbia preso questi numeri perché non lo dice, ma sono obbiettivamente numeri verosimili. Quello che avviene in Spagna avviene anche in Italia e in altri Paesi europei, cioè i giovani se ne vanno e vengono sostituiti da immigrati per la maggioranza proveniente da paesi africani. In sostanza stiamo assistendo inermi a una vera e propria sostituzione generazionale. E anche dove le cose vanno bene, come in Germania, i numeri sono allarmanti se è vero che ogni anno 100.000 immigrati da paesi musulmani entrano in territorio tedesco.

Mettendo da una parte l’analisi di Guy Bechor  che oltretutto è molto articolata e prende in considerazione diversi altri fattori, quello che mi sembra evidente è come la popolazione autoctona europea di giovane età si stia progressivamente spostando verso altri lidi portando con se le proprie conoscenze e le proprie competenze venendo sostituita da giovani immigrati islamici che con se portano solo una mentalità medioevale e retrograda. E’ un vero e proprio annichilimento dell’essenza europea a favore di quella musulmana.

Ora ci saranno i soliti buonisti che mi diranno che i numeri non sono così allarmanti, che rispetto al totale della popolazione europea i musulmani sono solo una piccola parte. Magari oggi è anche così, ma vogliamo chiederci per un momento quale sia la tendenza e se non sia il caso di fare qualcosa per invertirla? Vogliamo chiederci come diavolo sia possibile che in un momento come questo, mentre i nostri giovani sono costretti a emigrare noi, in Italia, stiamo pensando di alleggerire le maglie della immigrazione invece di irrigidirle ulteriormente?

Non voglio fare operazioni di allarmismo o, peggio, di complottismo anti-immigrazione, voglio solo cercare di vedere la realtà che a quanto pare i burocrati non vedono. E’ vero o non è vero che i giovani europei stanno emigrando in massa e che vengono progressivamente sostituiti da giovani musulmani? L’altro giorno parlavamo del messaggio svizzero, un messaggio di autoconservazione.  Possiamo parlare di autoconservazione dei valori europei senza essere tacciati di razzismo? Possiamo dire che la progressiva islamizzazione dell’Europa è l’inizio della distruzione dell’Unione Europea così come l’avevano pensata i padri fondatori senza essere tacciati di islamofobia?

Personalmente la vedo brutta, parecchio brutta. E se per islamobofia si intende il termine letterario della parola, cioè paura dell’Islam, allora il sottoscritto è islamofobo perché a me questa cosa terrorizza, non certo per me personalmente quanto piuttosto per i nostri figli.

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by Franco Londei tempo di lettura: 3 min
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