Fardelli d’Italia

Il primo bisogno dell’Italia è che si formino Italiani dotati d’alti e forti caratteri. E pure troppo si va ogni giorno più verso il polo opposto. S’è fatta l’Italia, ma non si fanno gli Italiani”. Questa famosissima citazione attribuita dai più a Massimo d’Azeglio, a distanza di tanti anni, è purtroppo tutt’ora molto attuale.

In questi giorni nei quali si è dato il via ai festeggiamenti per i 150 anni dall’unità d’Italia quelle parole di d’Azeglio risuonano ancora più attuali se ci si guarda intorno e si analizza la situazione politica del nostro Paese, una situazione che in un momento dove è in atto una gravissima crisi globale che sta mettendo a dura prova persino la tenuta dell’Unione Europea, i partiti politici italiani sono più che mai divisi, la corruzione impera (+200% nel 2009 secondo dati della Corte dei Conti), i politici denunciati sono all’ordine del giorno, i casi di collusione tra politica e malavita organizzata emergono quotidianamente, l’evasione fiscale ha raggiunto quote mai viste prima, il tutto condito da una completa immobilità da parte del mondo politico sulle tanto dichiarate riforme, prime fra tutte proprio quella contro la corruzione. Anzi, in molte occasioni si ha l’impressione che si facciano leggi e/o riforme che finiscono proprio per favorire i malfattori, i collusi, i corrotti e i malavitosi.

Stiamo osservando attoniti quello che sta avvenendo in Grecia mentre i nostri politici ci rassicurano sul fatto che in Italia non potrebbe succedere la stessa cosa. Ma siamo veramente sicuri? In fondo la Grecia si trova in un mare di guai per colpa degli stessi errori che si stanno commettendo in Italia. Debito elevatissimo, corruzione, una marea di false pensioni di invalidità e tante baby-pensioni, bonus ai dipendenti pubblici che fanno il loro dovere in luogo di punizioni a quelli che non lo fanno, privilegi per la casta a iosa, leggi tendenti a mantenere intatto il circolo vizioso dei privilegi ecc. ecc. In Italia però stiamo facendo addirittura “meglio” con leggi apposite che favoriscono solo ed esclusivamente una ristretta cerchia di privilegiati e che non influiscono affatto sulla povera gente che, al contrario, si ritrova sempre di più a fare i conti con la spesa quotidiana. Ci riempie la bocca con la parola “Diritto” ma ogni giorno che passa l’Italia è sempre meno uno Stato di Diritto e sempre più uno Stato dove il Diritto del semplice cittadino viene calpestato per favorire pochi privilegiati.

E non è che la politica d’opposizione faccia tanto per impedire tutto questo. La sinistra è praticamente scomparsa, il Partito Radicale letteralmente latitante, ancorato com’è alle poche vittorie ottenute in un passato ormai lontano. Il cosiddetto centro-sinistra è una entità indefinita composta da vecchi politicanti radicati ad una concezione di politica che era valida (forse) vent’anni fa ma che non lo è più oggi.

Che dire poi del cosiddetto centro-destra che ci sta governando? In due anni non hanno fatto una sola riforma di tutte quelle promesse in campagna elettorale. Una parte importante della componente di Governo è indagata per vari reati e ha perso tempo prezioso nel garantirsi una sorta di impunità a tempo indeterminato andando a gonfiare il numero di leggi dedicate ai privilegiati. I tagli alla spesa pubblica stanno colpendo ancora una volta i servizi al cittadino. Dalla scuola alla sanità passando per i servizi essenziali dedicati alla fascia significatamente più debole della popolazione (pensionati, veri invalidi, indigenti, famiglie con persone malate ecc. ecc.). I Diritti fondamentali della parte debole della popolazione quali quello alla salute, all’istruzione, al lavoro, ad una vita dignitosa ecc. ecc. sono stati radicalmente erosi. Si sta parlando di una riforma federalista (di cui il 90% della popolazione non ne capisce il senso perché nessuno lo ha spiegato) come fosse una panacea a tutti i mali, ma si tralasciano problemi fondamentali che non sarà certo il federalismo a risolvere.

La politica italiana si è arroccata e si è accartocciata su se stessa dimenticando tutto il mondo che c’è fuori dal Palazzo. Le liti tra le varie componenti, le liti interne ai partiti, non sono altro che una lotta per mantenere i privilegi o per aumentarli, sono lotte di potere che non tengono conto affatto di quanto avviene fuori dai circoli esclusivi della politica dove la gente fatica ad arrivare a metà del mese, dove le aziende chiudono, dove la disperazione e la povertà sono diventati compagni abituali di vita per milioni di italiani.

Diciamocelo francamente, non ce ne frega niente delle inchieste dei giornali, degli scoop sessuali, delle trasmissioni faziose che parlano solo di politica e di politici, i problemi da risolvere sono altri e sono impellenti, ma nessuno sembra volerci pensare.

Se Massimo d’Azeglio fosse vivo oggi, direbbe che “s’è fatta l’Italia, si son fatti gli italiani, ma non s’è fatta una classe politica degna di questo Paese e di questo Popolo”. E così oggi invece che cantare “fratelli d’Italia” ci ritroviamo ad analizzare i “fardelli d’Italia”, fardelli che pesano tutti sulle spalle del Diritto e della povera gente. Cambiare si può, cambiare si deve, ma dovranno essere i politici, soprattutto i nuovi politici, a cambiare lo stato delle cose. Diversamente ci aspetta il baratro.

Bianca B.

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