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Fascismo nero, fascismo rosso e ignoranza. Il magico mondo dello sterminio ebraico

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C’è un nesso diretto tra la parola “fascismo” e la parola “ignorante”. La prima è la conseguenza della seconda. Il fascismo, che sia nero o rosso cambia poco, prospera dove regna l’ignoranza altrimenti non potrebbe prosperare.

Ne abbiamo avuto una prova lampante proprio negli ultimi giorni. Non si tratta di stabilire una collocazione politica all’ignorante fascista. Non c’è una collocazione politica. Ce ne sono di destra, di sinistra e di centro. Ce ne sono dappertutto, pure mascherati da “difensori dei Diritti Umani” o da “rivoluzionari che vogliono cambiare il Paese e il mondo”, gente che all’apparenza (ma solo all’apparenza) è mossa pure da nobili propositi, ma che quando vai a stringere hanno gli stessi ideali del “povero Adolf” e del “povero Benito”. Magari per mostrarti che sono diversi ti postano pure le foto con la maglietta di Che Guevara, uno che hanno fatto il simbolo del cosiddetto “pacifismo” ma che in effetti era tutto fuorché un pacifista avendo ammazzato qualche migliaio di poveri cristi. Un fascista con la bandana rossa, ma pur sempre un fascista.

E così ti ritrovi a discutere con chi odia i musulmani e grida all’invasione islamica dell’Europa ma poi va a sostenere Hamas o gli Ayatollah iraniani perché vogliono massacrare gli ebrei, mentre dall’altro capo hai chi vorrebbe l’invasione islamica dell’Europa, non per una malcelata libertà di culto ma solo perché così può dare addosso agli ebrei. Poi ci sono gli atei, quelli che incontrano Gesù Cristo sul taxi travestito da guerrigliero di Hamas. Anche loro, pur essendo atei, vogliono la strage degli ebrei.

Che cosa bizzarra. Rossi, neri, atei, adoratori di Adolf e del Che uniti da un unico obbiettivo: far fuori gli ebrei.

Perché? Me lo sono chiesto molte volte. Non certo perché hanno il controllo globale dell’economia (come vanno cianciando) dato che ce lo hanno gli arabi e i cinesi. Sarà forse perché tollerano gli omosessuali (i froci direbbe Fabio da Tor Vergata) o perché non ci stanno a farsi ammazzare senza reagire e non si convertono al palestinesimo (come vorrebbe la dolcissima Giulia). O sarà semplicemente perché sono ebrei e tanto basta. Fatto sta che la parola “ebreo” è l’unica vera parola che riesce a unire i fascisti di ogni colore e gli ignoranti di ogni ceto ed estrazione sociale.

Temo che la realtà sia semplicissima: il fascista rimane fascista, sia che abbia una fascia nera al braccio o la bandana rossa del Che, sia che abbia sette lauree o che sia un borgataro ignorante o che si ammanti della aureola di difensore dei Diritti Umani (questa è forse la cosa più difficile da digerire).

E allora la domanda che si dovrebbe porre chi non è fascista è: cosa faranno quando avranno finito con gli ebrei (se mai ci dovessero riuscire)? Se la prenderanno con i disabili, con i Rom, con gli africani sozzoni, con gli omosessuali o con chi altri? No, perché mica penserete che si fermeranno li? Il fascista deve sempre avere qualcosa da distruggere e nulla da costruire. Vive d’odio. E se ne volete un esempio andate a farvi un giro a Gaza City o nei vari califfati. Li troverete l’essenza del fascismo senza un colore politico. Li vedrete quello che ci aspetta se non faremo subito qualcosa.