Blog Medio Oriente

La fortuna di nascere a Gaza

Siria, quasi 200.000 morti di cui diverse migliaia sono palestinesi, milioni di sfollati dei quali decine di migliaia sono palestinesi. Ne avete sentito per caso parlare? Avete visto manifestazioni contro Assad? Avete per caso sentito pronunciare o solo sussurrare la parola “genocidio”? Avete visto bandiere siriane bruciare sulle pubbliche piazze?

Gaza, 300 scudi umani morti, ammesso che sia vero perché i dati all’Onu li fornisce Hamas, popolazione ostaggio di Hamas che impedisce di lasciare le zone dei combattimenti e immancabili feriti. E cosa ti combinano i “pacifisti”. Ti organizzano manifestazioni in ogni dove, mettono a soqquadro intere città e urlano al “genocidio di Gaza”. Bruciano bandiere israeliane e chiedono al mondo di intervenire. Morte a Israele è il motto più usato.

Ma non trovate in tutto questo un non so che di comico? Se un palestinese nasce in Siria può essere ammazzato tranquillamente, se invece nasce a Gaza e viene usato da Hamas come scudo umano si scatena il finimondo e si urla subito al genocidio. Non vi chiedete come mai i palestinesi di Gaza valgono così tanto mentre i palestinesi di qualsiasi altra parte del mondo non valgono una cippa?

In realtà il termine “valore” non è affatto inappropriato. Un palestinese siriano non vale nulla perché della Siria e di Assad non importa ai pacifinti. Anche se Assad è uno dei più grossi criminali della storia moderna e ha scatenato un genocidio vero, non è una entità da distruggere. Anzi, siccome è pure nemico di Israele, riscuote anche qualche simpatia. Se poi ammazza qualche migliaio di palestinesi non importa, che cavolo, in un genocidio che si rispetti sono incidenti che possono capitare. E poi, chi gliela aveva detto ai palestinesi di stare in Siria? Un palestinese di Gaza invece vale parecchio, tanto oro quanto pesa e non solo per il fiume di soldi che porta ad Hamas e alle varie organizzazioni del business umanitario, vale un sacco perché se disgraziatamente rimane vittima dei “cattivissimi israeliani” diventa automaticamente un potentissimo mezzo di propaganda. Che poi muoia perché Hamas gli ha impedito di andarsene, perché i terroristi avevano messo una batteria di missili in mezzo ai bambini che giocano o dentro una scuola o in un ospedale, è un dettaglio irrilevante. L’importante è che muoia. Se rimane ferito già vale parecchio di meno.

Certo che quelli che nascono a Gaza sono proprio fortunati, ammesso però che si facciano ammazzare (o martirizzare come piace tanto ai pacifinti e agli imam), altrimenti non servono a nulla neppure loro.