Frattini lancia un salvagente alla Ashton, ma non convince

E’ un vero e proprio salvagente quello lanciato ieri dal Ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, all’Alto Rappresentante della politica estera europea, Catherine Ashton. Dopo un incontro avvenuto a margine della Conferenza degli Ambasciatori, di cui parleremo nei prossimi giorni, Frattini ha rilasciato dichiarazioni che sembrano indirizzate a coloro, come noi, che hanno criticato la Ashton chiedendone l’allontanamento dall’incarico.

Una nota diffusa dalla Farnesina fa sapere infatti che l’Italia da “pieno e totale sostegno per quanto fatto in questi mesi dall’Alto Rappresentante europeo per la Politica estera, Catherine Ashton, come la costituzione del servizio diplomatico europeo (SEAE) nei tempi programmati”. La nota della Farnesina pone l’accento anche al fatto che Frattini ha ricordato come l’Alto Rappresentante Ashton abbia visitato già due volte Gaza “senza avere contatti formali con Hamas”, essendo “questa la linea dell’Unione Europea” (il virgolettato è quello usato nella nota ed è molto indicativo).

Ci sembra chiaro e lampante il riferimento al nostro esposto al Parlamento Europeo dove invece noi affermiamo non solo che la Ashton ha incontrato esponenti di Hamas (magari, prudentemente, non in forma ufficiale) ma che con le sue dichiarazioni prive di qualsiasi fondamento aiuta e sostiene di fatto il gruppo terrorista. Ricordiamo infatti che mentre la Ashton parlava da Gaza di “emergenza umanitaria” a pochi metri veniva inaugurato un lussuoso centro commerciale che tutto fa pensare meno che a una emergenza umanitaria. L’uso strumentale che si fa di una emergenza umanitaria, che nei fatti non esiste, non può che portare a pensare che si voglia favorire il gruppo terrorista.

Nella nota Frattini ricorda che nei prossimi mesi lui e altri Ministri degli Esteri europei si recheranno a Gaza per constatare di persona la situazione ribadendo che “Hamas è un’organizzazione che si contrappone a quella che noi riteniamo sia la legittima autorità palestinese e vogliamo sostenere il governo del primo ministro Fayyad e del presidente Abu Mazen, non certo indebolirlo”. Quindi, ha proseguito il Ministro, “avremo contatti nell’area di Gaza con le organizzazioni internazionali che operano sul territorio, come l’agenzia ONU per il coordinamento dei rifugiati”. Bene, tutto bene, ma sarebbe il caso che queste cose le ricordi pure la Ashton nei suoi prossimi viaggi a Gaza.

Comprendiamo la “necessità diplomatica” di sostenere Catherine Ashton e la volontà che l’Europa torni a essere incisiva in Medio Oriente, ma vorremmo che siano ben chiare le priorità europee. Ci preoccupa infatti la Ashton quando afferma, come ha fatto ieri durante la conferenza stampa con Frattini, che “è essenziale sostenere l’economia dei Territori palestinesi” sottolineando che “la sua priorità è una politica europea più efficace sul terreno”. Bene una “efficace politica sul terreno”, ma questo vuol dire soprattutto interrompere gli aiuti a pioggia che finiscono nei conti esteri dei leader palestinesi o in acquisto di armi, vuol dire controllare a chi vengono dati gli aiuti umanitari da distribuire, vuol dire accertarsi che i progetti di sviluppo vengano veramente implementati. Fino ad oggi la Ashton sul terreno non ha controllato un bel niente e ha continuato a sostenere la politica degli aiuti a pioggia.

Prendiamo atto delle posizione del Ministro Frattini ma continuiamo a sostenere la nostra linea che è quella dell’allontanamento di Catherine Ashton dalla carica di Alto Rappresentante per la Politica Estera della UE. Un buon diplomatico, soprattutto se rappresenta la UE, deve poter essere assolutamente imparziale e sopra le parti, cosa che la Ashton non è assolutamente.

Secondo Protocollo

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