Frattini & Libia: tutto come sempre, prima gli affari e poi (forse) i Diritti

Che la politica estera italiana voluta dal Ministro Frattini (e quindi dal Premier Berlusconi)  fosse improntata tutta sugli affari spesso a discapito dei Diritti lo sapevamo già. Lo abbiamo visto con alcuni casi che seguiamo, lo abbiamo constatato durante l’ultima visita di Gheddafi in Italia e lo vediamo quotidianamente quando si tratta di rimanere in silenzio quando invece ci sarebbe da urlare con altri Stati per difendere i Diritti dei cittadini italiani all’estero, ma che si arrivasse alla disinformazione sul Diritto internazionale per proteggere gli affari con la Libia lo dovevamo ancora vedere.

Come spiegare altrimenti le dichiarazioni rilasciate ieri dal Ministro degli Affari Esteri in merito al mitragliamento effettuato da una motovedetta libica contro un peschereccio italiano avvenuto nel Golfo della Sirte? Il Ministro ha detto che “i pescatori italiani sapevano benissimo di pescare illegalmente” alludendo al fatto che il peschereccio si trovasse in acque libiche. Peccato che non sia proprio così. Gli strumenti di bordo del peschereccio hanno infatti registrato che l’imbarcazione italiana si trovava ben oltre le 10 miglia nautiche previste dai codici internazionali per identificare le acque nazionali. Solo che la Libia ha allargato unilateralmente quei limiti portandoli a 70 miglia nautiche andando contro qualsiasi direttiva internazionale universalmente riconosciuta. Insomma, il Ministro Frattini avvalla l’usurpazione libica di ben 60 miglia marittime di acque internazionali a discapito dei sacrosanti Diritti dei pescatori italiani che hanno ogni Diritto di pescare in quelle acque.

Lasciamo stare le dichiarazioni del Ministro Maroni di cui abbiamo chiesto conto ieri, quello che ci sembra di poter dire in questo caso è che l’Italia non solo è supina alla Libia, ma che in nome degli affari miliardari con il Colonnello Gheddafi permette ai libici di fare di tutto, compreso appropriarsi di 60 miglia di acque internazionali tra le più pescose del Mediterraneo e di mitragliare i pescatori italiani che si avventurano (con Diritto) in quelle acque.

La misura è colma, decisamente colma. Non bastava che delegassimo al Colonnello Gheddafi il massacro di poveri clandestini per nome e per conto dell’Europa e in particolare dell’Italia, non bastava che chiudessimo gli occhi sulle terribili condizione dei clandestini respinti in Libia (quelli fortunati che non vengono mitragliati), non bastava nemmeno che subissimo i vergognosi show del Colonnello durante l’ultima visita in Italia rendendoci ridicoli agli occhi di tutto il mondo, ora ci si vuole far digerire anche questo con un esempio di disinformazione senza precedenti.

Quanto costano agli italiani – in termini di Diritto, di immagine e di pecunia – gli affari conclusi con il Colonnello Gheddafi? Per quanto tempo ancora dobbiamo subire questo vergognoso e patetico lacchè dei nostri politicanti verso il dittatore libico? Oggi Fratti riferirà alla Camera sull’attacco libico al peschereccio italiano. Speriamo che per una volta abbia un sussulto di orgoglio e che dica sia la verità sui fatti, sia cosa intende fare con la Libia.

Noemi Cabitza

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