Fuori la Sharia e la Turchia dall’Europa

In questi giorni sono avvenuti due fatti gravissimi che pregiudicano seriamente il Diritto in Europa, fatti passati per lo più in sordina. Il primo è la sconvolgente notizia che in Gran Bretagna è stata ammessa la legge islamica (Sharia) per le cause civili, un fatto gravissimo e senza precedenti. Il secondo fatto è la notizia, non ancora confermata ufficialmente, che il Parlamento Europeo si appresterebbe a concedere ai cittadini turchi gli stessi benefici dei cittadini comunitari in termini di libertà di movimento all’interno dell’Unione Europea.

La Sharia in Gran Bretagna – L’ammissione della legge islamica in Gran Bretagna è il primo caso in Europa di equiparazione tra legge dello Stato e legge teocratica basata sulla religione o, addirittura, sulle usanze. I suoi sostenitori vogliono farla passare come una “evoluzione del Diritto”, come qualcosa cioè che porta il Diritto e l’integrazione ai massimi livelli. In realtà è una fenomenale regressione del Diritto perché, in primo luogo crea un sistema giuridico doppio dove le persone non sono tutte uguali (musulmani da un lato, tutti gli altri dall’altro) e già questo va contro la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo per non parlare della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Non solo, in alcuni casi ammette che un islamico commetta azioni che per la legge ordinaria sarebbero reati (penso alla poligamia, ai matrimoni indotti, ai matrimoni con minorenni, alla disparità di trattamento tra uomo e donna, ecc. ecc.) senza che la stessa legge ordinaria glielo possa impedire o lo possa perseguire in quanto l’islamico risponde solo alla SUA LEGGE. Cosa ci sarà di liberale o di evoluzione del Diritto in tutto questo è un mistero buffo inglese. Al contrario, siamo di fronte a una gravissima regressione del Diritto che porta la Gran Bretagna a livelli medioevali. Possiamo permettere che tutto ciò avvenga? Direi proprio di no. Per questo Secondo Protocollo ha avviato una procedura di esposto contro la Gran Bretagna presso il Parlamento Europeo alla quale sperò aderiranno quei parlamentari europei che vedono in tutto questo una violazione dei trattati della UE.

Equiparazione dei cittadini turchi a quelli dell’Unione Europea per quanto concerne la libertà di movimento all’interno della UE – Secondo quanto abbiamo appreso da fonti non ufficiali, l’Unione Europea si appresterebbe a concedere ai cittadini turchi gli stessi benefici dei cittadini europei in tema di libertà di movimento all’interno dell’Unione. In sostanza un cittadino turco verrebbe equiparato ad un cittadino dell’area Schengen senza che la Turchia faccia parte dell’Unione Europea. E’ una ammissione coatta della Turchia all’Unione Europea senza che né il Parlamento Europeo, né i cittadini europei si siano espressi sulla materia. Un vero e proprio colpo di mano dei burocrati di Bruxelles guidati da Catherine Ashton che mette a serio rischio la sicurezza di tutta l’Unione ed espone l’Europa ad una vera e propria invasione islamica in un momento in cui questa invasione andrebbe invece bloccata con ogni mezzo. Anche in questo caso ci vogliono propinare l’idea che sia una “evoluzione del Diritto” e un atto volto a migliorare l’integrazione con il mondo islamico. In effetti si tratta, mi si passi l’esempio, di offrire una bistecca ad un leone affamato. Si tratta di aprire le porte di casa nostra a coloro che ce la vogliono sottrarre e che, come in Gran Bretagna, vogliono imporci il loro credo, le loro usanze e le loro leggi. Anche questo non lo possiamo permettere e anche in questo caso stiamo studiando le azioni da compiere in seno all’unione Europea con la difficoltà però che la notizia non è ancora ufficiale anche se sappiamo che è praticamente certa. Per questo motivo chiederemo a diversi Parlamentari europei di fare il possibile affinché il Parlamento Europeo non venga scavalcato dalla linea islamista e suicida di Chaterine Ashton e di tutta la sua cricca di burocrati che nessuno ha eletto. Questa scelta suicida è un vero e proprio scippo delle prerogative del Parlamento europeo e del popolo europeo.

Concludendo, nelle prossime settimane questa associazione di muoverà in maniera decisa e risoluta per fare in modo che sia la Sharia che la Turchia non si impossessino dell’Europa e soprattutto che il Parlamento Europeo non venga defraudato delle sue prerogative. Infine punteremo a ribadire l’importanza delle leggi e dei trattati europei e in particolare di quelli in tema di Diritti Umani, letteralmente calpestati dalla decisione inglese di ammettere la legge islamica.

Bianca B.

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