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Gaza: lo scandalo dei media compiacenti e complici di Hamas

Se un giornalista entra a Gaza per fare un reportage sulla guerra ha il dovere di trasmettere la verità. E’ ipocrita distorcere le notizie e poi, una volta fuori da Gaza, dire che lo si è fatto perché minacciati da Hamas.

In questi giorni è stato confermato da molti giornalisti che le linee guida dettate ai media da Hamas e denunciate per primi (almeno in Italia) da Rights Reporter, sono effettivamente applicate alla lettera. Ma che giornalista è uno che da Gaza accetta di fare propaganda per i terroristi palestinesi e poi, appena fuori Gaza, denuncia di esserci stato costretto? Prima fai i danni e poi cerchi di rimediare?

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Paradossalmente i media più obbiettivi in merito alla guerra che si sta combattendo a Gaza sono quelli arabi, quasi tutti schierati in una aperta condanna di Hamas e dell’uso che ne fanno i terroristi dei civili. Sono i media arabi i primi a incolpare Hamas di essere il responsabile delle morti civili, sono i media arabi a dileggiare i leader di Hamas.

Ma se vi mettete a guardare una qualsiasi TV italiana, a partire da quella pagata da noi italiani con il canone, RaiNews24, vedrete che seppure fuori da Gaza e quindi non minacciate dai terroristi, seguono quasi alla lettera le linee guida dettate da Hamas. E i giornali poi ve li raccomando. Se Hamas rompe la tregua e Israele risponde agli attacchi il titolo sarà del tipo: “Israele bombarda. Rotta la tregua. Hamas aveva lanciato missili”, cioè, l’effetto viene amplificato e la causa viene messa in secondo piano.

Non c’è nessuna comprensione possibile per quei giornalisti che deliberatamente distorcono la verità, non c’è scusa che tenga.