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Gerusalemme Gerusalemme

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Ugo La Malfa usava dire che «le libertà dell’occidente si difendono sotto le mura di Gerusalemme». Mai come in questo momento quelle parole dovrebbero entrare nelle ottuse menti occidentali.

Sebbene in molti si affannino a dire che non c’è una guerra di culture temo che invece sia proprio la guerra di cultura alla base di quanto stia succedendo. E non mi riferisco solo alla cultura religiosa, anzi, credo che la religione sia solo un pretesto. In questo momento nel mondo si stanno scontrando due tipi di cultura diametralmente opposta, una che fa del Diritto e delle Libertà Individuali il suo credo, l’altra che invece vorrebbe prevaricare proprio il Diritto e la Libertà Individuale. Che poi questa si manifesti sotto la bandiera dell’Islam e che usi Allah per fare questo è un dettaglio, non secondario, ma pur sempre un dettaglio.

Molte volte mi sono chiesto perché chi professa la cultura dell’oscurantismo sia anche fortemente antisemita e anti-israeliano. Non credo che alla base ci siano ragioni religiose, o quantomeno non credo che siano le uniche ragioni. Credo invece che le ragioni siano più “pratiche” (passatemi il termine). Se c’è uno Stato che ha fatto del Diritto e delle Libertà Individuali la propria bandiera quello è proprio Israele. Colpire Israele significa quindi dare una mazzata incredibile alla cultura del Diritto. E’ vero, questo lato pratico va leva su un fortissimo preconcetto anti-ebraico ma occorre distinguere tra l’obbiettivo finale e il mezzo che si vuole usare per raggiungerlo. L’antisemitismo, l’odio antiebraico e l’odio contro Israele sono il mezzo, ma l’obbiettivo finale è la cultura del Diritto, sono le Libertà Individuali. E’ siccome se c’è una cosa che è facile da “risvegliare” questo è proprio l’antisemitismo, la cosa più pratica da fare per ottenere consenso è quella di colpire obbiettivi ebraici e israeliani. Si ottiene visibilità e simpatia.

Ieri a Parigi il terrorista islamico Amedy Coulibaly non ha attaccato un supermercato Kosher per caso, lo ha fatto perché sapeva che avrebbe attirato su di se le simpatie del mondo islamico (e non solo), anche di quello che fino a pochi minuti prima condannava l’attacco a Charlie Hebdo. E’ bastato scorrere per pochi minuti i social media per rendersi conto di quanto questa mia affermazione sia veritiera. Ecco, l’antisemitismo viene usato ancora una volta come mezzo per raggiungere l’obbiettivo finale. E’ così anche per l’odio viscerale contro Israele. Chi attacca Israele non lo fa solo perché antisemita, lo fa anche e soprattutto perché sa che colpire Israele significa colpire al cuore il concetto di Diritto, significa colpire le Libertà Individuali. Chi colpisce Israele attira su di se le simpatie di una vastissima gamma di odiatori, quella schiera di individui che preferisce l’oscurantismo al Diritto.

Io non sono cristiano, non sono musulmano e non sono ebreo, io credo nel Diritto e nelle Libertà Individuali. Non credo ai NOI e ai LORO, non credo alle divisioni per credo religioso. Credo invece che ci sia chi usa le divisioni religiose per altri scopi. Credo che colpire Israele non significhi colpire solo l’Ebraismo ma che significhi colpire il concetto stesso di Democrazia. Ecco perché torno a ripetere le parole di Ugo La Malfa: le libertà dell’occidente si difendono sotto le mura di Gerusalemme. Perdiamo Gerusalemme, perdiamo Israele e perderemo anche le nostre libertà.