Da Gino Strada a Rosa Schiano, l’ipocrisia della pace

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Questa mattina ho visto su RAI News 24 una intervista a Gino Strada nella quale il fondatore di Emergency criticava giustamente tutte le guerre e dove sosteneva che con i soldi spesi in Afghanistan per combattere i talebani di potrebbero costruire centinaia di ospedali e scuole.

Il concetto espresso da Gino Strada è più che corretto e condivisibile, il mondo sarebbe decisamente migliore se regnasse la pace, se la gente potesse curarsi in ospedali attrezzati e i bambini e le bambine potessero andare a scuola. Purtroppo però in questo mondo ci sono i talebani o quelli che come loro non apprezzano tanto gli ospedali e tantomeno le scuole dove i bambini e, soprattutto, le bambine si possono istruire e dove possano capire quanto malato sia il mondo estremista islamico.

E allora le parole di Gino Strada, che non è certo uno stupido e che queste cose le conosce benissimo, assumono la forma inconfondibile dell’ipocrisia, della propaganda finalizzata ad altre cose, ad altri interessi. Gino Strada lo sa benissimo che fino a quando ci saranno i talebani le bambine in Afghanistan non potranno andare a scuola, sa benissimo che le donne non si possono far curare da dottori uomini nemmeno se stanno per morire. Gino Strada parla di pace ma si accorda con Omar Al-Bashir, uomo ricercato dal Tribunale Penale Internazionale per crimini contro l’umanità, per costruire un ospedale alle porte di Khartoum. Gino Strada parla di costruire scuole in Afghanistan pur sapendo che con i talebani tutto questo sarebbe impossibile. Quella di Gino Strada allora non è pace, è semplicemente un modo di adeguarsi alle imposizioni violente degli altri per altri fini e per far questo non esita a venire a compromessi con i peggiori assassini e genocidi della terra. Quindi, di che tipo di pace parla Gino Strada?

E’ un po’ la stessa cosa che sta facendo Rosa Schiano a Gaza. Quella che viene impropriamente definita l’erede di Vittorio Arrigoni (impropriamente perché per quanto uno potesse non essere d’accordo con le sue idee, Vittorio Arrigoni non era uno stupido e sapeva quello che faceva), un’altra che parla di pace e si riempie la bocca con i Diritti Umani e poi va  braccetto con Hamas e la Jihad Islamica. E’ come se Hannibal Lecter rilasciasse una intervista dove condanna il cannibalismo.

Io queste “icone della pace” le capisco poco e capisco ancora meno quelli che pendono dalle loro labbra. C’è una ipocrisia di fondo in quello che dicono perché non collima, anzi collide, con quello che poi fanno nella vita di tutti i giorni. Tutti sono capaci di dire che ci vorrebbe la pace, che i Diritti Umani sono fondamentali ovunque, chi non sarebbe d’accordo? Ma non si ottiene la pace e il rispetto dei Diritti Umani facendo accordi con gli assassini e i terroristi. L’unica cosa che si ottiene è il loro permesso a praticare nelle aree di loro competenze e alle loro condizioni. Se vuoi veramente la pace questa gente la devi rendere innocua e non lo puoi fare certo con gli accordi sottobanco.

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